Quante vittime in Italia di errori medici e sanitari?

Su alcuni siti e varie testate sanitarie nei giorni scorsi è stata riportata la ricerca, clamorosa e preoccupante, che negli Stati Uniti i decessi causati da errore medico sono in media 254.454 l’anno. E che la morte per mala sanità è diventata la terza causa più comune di decesso negli Usa (le prime due killer sono le malattie cardiache con 611.105 morti e quelle oncologiche con 584.881). A sostenerlo sono alcuni studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora, guidati dal professore di chirurgia Martin Makary, che hanno realizzato una ricerca pubblicata sull’autorevole Bmj, British Medical Journal, dopo aver preso in esame i numeri della sanità nordamericana dal 2000 al 2008.

Da sempre sostengo che non dobbiamo prendere per oro colato i numeri che si basano sulle stime. Perché sono sempre ipotesi, non dati certi, statistici, come accade invece per alcune malattie. Tuttavia la ricerca suggerisce alcune riflessioni.

1) Se prendiamo per buono questo studio, dobbiamo pensare che gli ospedali americani sono da evitare, contrariamente a quanto fanno vedere quelle serie televisive di successo e tanto amate dal pubblico italiano: sono solo fiction, perché la malasanità si annida nelle corsie statunitensi.
2) Se mettiamo a confronto la popolazione nordamericana con la nostra abbiamo un rapporto di 5 a 1 circa. Questo vorrebbe dire che i morti per errore in Italia potrebbero essere 50 mila. Troppi, secondo me. Eppure togliendo la “tara” – un sistema sanitario, il nostro, nettamente migliore – dobbiamo pensare che vi siano comunque migliaia e migliaia di malati italiani che ogni anno muoiono per questa causa. E quindi chi denuncia – al di là dei toni allarmistici – questa situazione, ha tutte le ragioni per farlo.
3) Se ci fosse una struttura sanitaria pubblica – e non manca – che realizzasse una ricerca seria eviteremmo di scrivere a casaccio sull’argomento, basandoci sempre su ipotesi suffragate dal nulla.
4) Se diamo per scontato che migliaia di pazienti muoiono per cause non dovute direttamente alla malattia, mi chiedo come si possa pensare ad una legge sulla responsabilità civile dei camici bianchi – ora in discussione in Parlamento – che mette le vittime di un presunto errore ospedaliero nelle condizioni di non poter fare causa, visto che l’onere della prova verrebbe completamente ribaltato se le nuove disposizioni legislative venissero approvate.
5) Se si sottovaluta questo problema – e la ricerca americana lo ripropone drammaticamente – vuol dire che il benessere del cittadino italiano rischia di rimanere affidato, almeno in parte, alla sorte. Anche per questo stupisce che la ricerca nordamericana sia passata quasi completamente inosservata, sia da parte della sanità che della politica. Forse dimenticano che milioni di italiani, ogni giorno, non fanno solo i conti della spesa ma anche quelli sul loro stato di salute.

Comunque chi vuole può leggere la ricerca qui: http://www.bmj.com/content/353/bmj.i2139

guglielpepe@gmail.com

@pepe_guglielmo (Twitter)

 

[FONTE]