Alex Hershaft

Di Alex Hershaft, sopravvissuto dell’Olocausto: “Nel pieno della nostra vita edonistica, ostentata e tecnologica, tra gli splendidi monumenti della storia, dell’arte, della religione e del commercio, esistono delle “scatole nere”. Queste “scatole nere” sono i laboratori di ricerca biomedica, gli allevamenti e i macelli: aree separate, anonime, dove la nostra società conduce i suoi sporchi affari fatti di violenza e sterminio di innocenti esseri senzienti. Queste sono le nostre Dachau, Buchenwald e Birkenau. Come i bravi cittadini tedeschi, abbiamo le idee chiare su cosa accade lì dentro, ma non vogliamo saperne nulla. Ho sempre sentito che c’era qualcosa di eticamente ed esteticamente osceno nel prendere un bell’animale senziente, colpirlo alla testa, tagliarlo a pezzi e rimpinzarmi. (…) La mia esperienza mi ha portato a una continua ricerca della giustizia per gli oppressi e in questa ricerca ho scoperto presto che gli esseri più oppressi della terra sono gli animali non umani, e i più numerosi e i più oppressi tra loro sono gli animali d’allevamento”.