Bollette a 28 giorni: la Finanza indaga sulle condotte degli operatori. Chiedi indietro quanto pagato in più

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Dopo il nostro esposto, la Finanza sta verificando l’esistenza di possibili accordi tra gli operatori. Solo qualche giorno fa il Tar aveva respinto il ricorso di Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb ed Eolo e dichiarato illegittime le bollette a 28 giorni. Continuiamo a raccogliere le richieste di rimborso dei consumatori: unisciti anche tu per avere indietro quanto pagato ingiustamente.
15 febbraio 2018
rimodulazione 28 giorni

Dopo il nostro esposto, la Finanza sta accertando l’esistenza di possibili accordi tra gli operatori di telefonia fissa e mobile sulla fatturazione delle bollette e sugli aumenti. Qualche settimana fa, dal canto nostro, avevamo denunciato le intese anticoncorrenziali delle societàche, a nostro avviso, con le loro condotte stavano cercando di soffocare la possibilità di scelta (e quindi di risparmio) dei consumatori.

Respinto il ricorso presentato dagli operatori

Qualche giorno fa il Tar ha respinto il ricorso presentato dall’Asstel e da Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb ed Eolo contro l’ormai nota delibera 121 di Agcom, quella che ha stabilito la fatturazione mensile come unica possibilità per i gestori. Un tassello che, dichiarando di fatto illegittime le bollette conteggiate su 28 giorni, va ad aggiungersi alla vicenda che da mesi tenta di ristabilire l’ordine nel mercato della telefonia. Lo stesso Tar ha però sospeso i rimborsi automatici a partire dal 23 giugno 2017 e che avrebbero dovuto restituire ai consumatori quanto pagato in più, proprio a causa delle bollette calcolate su 4 settimane. Noi non ci fermiamo: continuiamo a chiedere che tutti i consumatori ricevano indietro quanto versato indebitamente. Con le fatture a 28 giorni, infatti, abbiamo pagato un mese in più all’anno. Ci stiamo battendo per chiedere agli operatori di telefonia mobile, fissa e pay-tv di restituire ai consumatori i soldi: stiamo valutando quale strada intrapendere per chiedere il rimborso. Iscriviti anche tu per far parte di questa battaglia ed essere informato sugli sviluppi. Inoltre Altroconsumo ti aiuta a orientarti in un mercato complesso come è quello della telefonia e a fare sempre le scelte migliori.

Bollette a 28 giorni: rivogliamo la tredicesima

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Come si stanno comportando gli operatori

A partire da aprile 2018, le offerte dovranno tornare a cadenza mensile: è quanto stabilito dalla Legge. In risposta, alcuni operatori stanno comunicando ai loro clienti il ritorno alla fatturazione mensile lasciando però invariato il costo annuale: sparisce il tredicesimo canone (dovuto al conteggio sulla base dei 28 giorni) e i relativi costi vengono di fatto spalmati sugli altri 12. Il problema è che non fanno altrettanto con il traffico disponibile (i minuti o i giga inclusi nel piano), determinando così un aumento del costo totale. Un modo per assicurarsi comunque gli introiti incassati con il passaggio alla fatturazione a 4 settimane. Tra gli operatori che stanno facendo questo giochino ci sono Tim, Vodafone eFastweb, tre dei quattro leader di mercato che, così facendo, soffocano la possibilità di scelta e risparmio per gli utenti. Per questo abbiamo segnalato le loro intese anticoncorrenziali all’Antitrust. Dalle nostre analisi, al momento l’unico operatore ad aver mantenuto il costo periodico invariato ci risulta essere PosteMobile.

Hai ricevuto un sms con il ritorno alla fatturazione mensile?

Nelle ultime settimane, tanti consumatori stanno ricevendo la comunicazione da parte di alcuni operatori che avvisano della nuova rimodulazione tariffaria, con l’adeguamento dell’offerta che torna su base mensile. Questa ennesima manovra, però, non porterà un risparmio effettivo perché, per garantirsi gli stessi introiti su base annua, gli operatori stanno spalmando il tredicesimo canone sugli altri 12. Che fare allora? Chiariamolo subito: tecnicamente gli operatori possono farlo, la modifica delle condizioni contrattuali è prevista dalla legge e l’unico obbligo imposto è quello di informare in maniera chiara i consumatori almeno trenta giorni prima dell’entrata in vigore delle variazioni. Durante questo lasso di tempo, quindi, gli utenti hanno facoltà di recedere dal contratto senza penali e passare a un nuovo operatore. Continua la nostra battaglia per una maggiore trasparenza delle condizioni contrattuali, nel frattempo puoi valutare alternative migliori utilizzando il servizio per mettere a confronto le migliori tariffe di telefonia mobile.

A quanto ammonteranno i rimborsi? Le nostre stime

Data la situazione attuale, è probabile che tutti i consumatori che hanno subito una rimodulazione a 28 giorni abbiano diritto a un rimborso di quanto pagato in più rispetto alla tariffazione basata sul mese solare.

Se gli operatori non rispettano le condizioni

Le compagnie hanno tempo per adeguarsi fino al 4 aprile 2018. Se dovessero violare la norma dovranno pagare ai consumatori un indennizzo forfettario pari a 50 euro entro una data stabilita dall’Autorità delle Comunicazioni, più 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza. Raddoppiano anche le sanzioni dell’AGCOM: da un minimo di 240.000 euro a un massimo di 5 milioni.