Il lavoro e il peccato, la nausea e la noia

Il lavoro è laddove si voglia forzare ciò che è sbagliato. Più si sbaglia e più si lavora, e il lavoro non è risolutivo ma è una malattia in se stesso, un circolo vizioso cronico-cumulativo che porta ovviamente alla disfunzione e alla morte. Il problema però non è il lavoro, ma la sua causa basale, cioè il peccato. Il peccato può esserci prima del lavoro conseguente ad esso, e ci può essere anche per molto tempo prima che si venga a innescare la malattia lavorativa. Per questo motivo, solo smettendo di lavorare l’essere umano può sperare di tornare minimamente in grado di riscoprire la verità, perché è solo la sua condizione di ozio a segnalare l’enorme divario dal vero sé, dall’essenza, attraverso la stanchezza, la bruttezza, la sofferenza, la noia o perfino la nausea. Tutti questi sentimenti, adamo ed eva non li conoscevano, senza lavorare neanche un minuto.