io e il cervello

Il cervello rappresenta il sistema nervoso centrale, è una massa del peso di circa 1 kg nella donna e di 1,5 kg nell’uomo, collocato all’interno della scatola cranica, è l’organo che svolge un lavoro esatto nel corpo, ossia riveste il ruolo di ricevere e mandare impulsi a tutto il corpo tramite i nervi (sistema nervoso periferico); è anche una centralina che assorbe shock in momenti critici di emergenza. Non riesce e non può andare oltre questo ruolo perché il cervello è parte della struttura fisica del corpo.
In passato sono state attribuite al cervello funzioni che non è in alcun modo in grado di assolvere, cioè di pensare e ricordare, di avere facoltà volitive, intuitive, ecc.
Il cervello è un organo, e, come ogni altro organo del corpo, non pensa. Il pensiero è una facoltà dell’Io (lo spirito) non della struttura (il corpo). Il tuo piede o il tuo fegato, come il cervello, non può pensare.
La concezione meccanicistica, cioè ridurre tutto a materia, si delinea nella sfera umana, riducendo l’Uomo a una mera macchina che pensa solo perché ha neuroni cerebrali. Il tentativo qui è di dire “l’Io non esiste” tramite l’affermazione che uno pensa perché ha un cervello.
Il cervello in realtà é mera materia-non-pensante e si può dimostrare.
Con la psicologia moderna di Wundt é espresso chiaramente “psicologia significa studio dell’anima, ma non c’è nessuna anima da studiare”.
La funzione di pensare proviene dall’interno della testa, ognuno di noi sa infatti che stiamo ragionando e formulando pensieri dall’interno della testa, nessuno si sogna di dire che pensa dalla pancia o da un ginocchio.
L’Io, come il cervello, dimora all’interno della scatola cranica.
Allora uno pensa perché ha un cervello o per via dell’Io?
L’Io è l’unità di vita privo di energia e perciò non occupa una posizione nello spazio, né è soggetto al tempo, non ha massa, né lunghezza d’onda o frequenza.
Questa unità di vita immateriale, che chiamiamo Io, può essere separata dal corpo e quando succede e si porta, per esempio, a 5 metri di distanza al di sopra del suo corpo, egli pensa, vede, ascolta dal punto esteriore al corpo in cui si è posizionato; non pensa dal cranio, cioè dal punto in cui si trova il cervello.
Questa prova anche la natura spirituale dell’uomo.
Questa condizione di essere consapevolmente fuori dal corpo con percezioni, fu chiamata da Gautama Siddharta “bodhi”. Chiunque può fare questa esperienza e diventare “bodhi”.
Far coincidere l’Io col cervello ha giustificato pratiche “terapeutiche” ingiustificate basate su shockterapia (elettroshock), operazioni chirurgiche (lobotomie) e l’utilizzo di massicce dosi di farmaci (veleni chimici).
Un malato di mente può guarire con programmi terapeutici appropriati, sempre basati sulla comunicazione, sulla comprensione e l’amore, certamente non attraverso tecniche violente e degradanti che provocano situazioni di irreversibilita’.
Pur consapevoli che uno psicotico non guarisce in tre giorni o in tre mesi, tuttavia esiste una via di uscita anche per lui.

TRATTO DAL LIBRO DI ANGELO RUSSO “SCINTILLE DI COMPRENSIONE”.