etichette – G. Bogoni

Etichettandoti aderisci a un protocollo comportamentale collaudato, che si è dimostrato funzionale per moltissime persone prima di te.
Se scegli di essere “vegano” non dovrai più chiederti se sia opportuno mangiare o meno una determinata pietanza, lo deciderà per te la semplice regola che esclude tutto quanto contiene derivati animali.
Non dovrai più chiederti come ti senti e cosa sia meglio mangiare, hai scelto un regime alimentare per la Vita.
Analogamente, se ti etichetti “Cristiano Cattolico” ti risparmi interrogativi antichi quanto l’uomo in cambio di un pacchetto costituito da credenze, obblighi e certezze.
Non dovrai più porti domande su morale e spiritualità, hai già tutte le risposte fino, ed oltre, la morte.
Davvero comode queste etichette.
E se hai voglia di formaggio puoi poi sempre ri-etichettarti “vegetariano”; mentre, se la domenica mattina preferisci andare al mare piuttosto che a Messa, puoi ri-etichettarti “Cristiano Protestante”.
Scegli un vestito, prova come te lo senti addosso e, se non ti piace, cambialo.
Però non usare la testa; devi solo mettere una crocetta sull’insieme di idee che più si avvicina al tuo pensiero, come quando vai a votare.
Non scegliere gli ingredienti della pizza, li hanno già scelti per te e te li propongono con tante belle etichette: “Napoli”, “4 stagioni”, “Marinara”…
Tra poco persino le gelaterie daranno un nome a determinate combinazioni di gusti per un cono e tu potrai affidarti completamente “a chi sa cosa sia meglio per te”.
E vivrai una Vita di scelte predefinite, nella quale hai rinunciato al tuo diritto di creare qualcosa di nuovo, riducendoti a indicare goffamente con il dito quello che ti è sembrato meglio. Il livello più basso del consumatore.