Lega-5 Stelle insieme vincerebbero il 90% dei collegi uninominali

L’Istituto Cattaneo: un patto tra le due forze del «contratto» porterebbe ora a un bonus di seggi consistente, il 15% in più. «Sarebbe un’Italia giallo-verde»

MILANO — Il programma ci sarebbe già, il contratto per il «governo del cambiamento» naufragato domenica scorsa. L’intesa, in vista delle prossime elezioni d’autunno, non è esclusa («vedremo…», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, «con i 5 Stelle abbiamo lavorato bene»). E i voti? Insieme Movimento e Lega potrebbero fare man bassa nei collegi uninominali. E portare a casa quasi tutti i seggi assegnati da questa legge elettorale nella parte maggioritaria (che vale un terzo dei seggi totali tra Camera e Senato). Un bel «premio», che andrebbe a sommarsi ai risultati dei due partiti nella quota proporzionale.

La simulazione al Senato
La simulazione al Senato

La simulazione dell’Istituto Cattaneo per il voto uninominale alla Camera Lo mostra una ricerca dell’Istituto Cattaneo. Cheha simulatoi risultati di un possibile voto anticipato partendo dai risultati del 4 marzo ma con alleanze diverse: da un lato la coalizione «del cambiamento», con 5 Stelle e Lega; di là Pd, Forza Italia e alleati minori. Uno «scenario ipotetico», chiarisce l’analisi di Marco Valbruzzi e Francesca Basini, perché di fronte ad alleanze e proposte politiche differenti «le risposte degli elettori potrebbero risultare diverse rispetto a quelle del 4 marzo». Ma se Lega e M5S, alleati, riuscissero a tenere compatti i propri elettorati, il Rosatellum «assegnerebbe loro un bonus di seggi consistente, pari a circa il 15%», spiega il Cattaneo.

La simulazione  per il voto uninominale alla Camera
La simulazione per il voto uninominale alla Camera

Grazie, appunto, ai collegi. Con l’eccezione dei centri urbani di Milano e Torino, di parte di Emilia e Toscana e del Trentino-Alto Adige, l’asse giallo-verde vincerebbe ovunque. Portando a casa il 94% dei collegi uninominali della Camera (219 su 232) e il 90% al Senato (104 su 116). «I due partiti vedrebbero crescere i loro seggi nella quota maggioritaria e partirebbero da una base di sostegno parlamentare pari a circa il 35%», a cui aggiungere i seggi della parte proporzionale. In Aula avrebbero la maggioranza dei due terzi, arrivando a ottenere 425 deputati, il 69% della Camera (oggi sono 343, il 55%); e 209 senatori, il 68% (oggi 167, il 54%). «Il cartello Lega-M5S uscirebbe fortemente rafforzato da un voto anticipato», è la conclusione. E questo solo considerando il premio «implicito» nel Rosatellum, al di là dei risultati del proporzionale (mentre gli ultimi sondaggi Ipsos danno M5S stabile rispetto al 4 marzo al 32,6% e la Lega al 25,4).