QUINTO. NON UCCIDERE.

G. Bogoni

L’accesso alle risorse di questo Pianeta è iniquo: gli atteggiamenti che riducono ulteriormente le risorse dove sono già scarse sono comportamenti che uccidono. Sempre.
In particolare, la fame nel Terzo Mondo è causata dalla mancanza di derrate alimentari e di acqua potabile.
L’industria dell’allevamento sottrae la produzione agricola, che sfamerebbe diversi uomini, per crescere gli animali da macello, che saranno il pasto di pochi, e consuma moltissima acqua; oltretutto inquina l’aria.
Quando scegli un piatto a base di carne, richiedi al Pianeta un costo assurdo in termini di risorse: consumi l’equivalente di pietanze vegetali per 7 persone ed è come se lasciassi un rubinetto dell’acqua aperto per ore; inoltre inquini quanto percorrere alcuni chilometri in automobile.
Quindi l’allevamento uccide direttamente gli animali e indirettamente gli uomini, nei Paesi più poveri per denutrizione e in quelli industrializzati a conseguenza dell’inquinamento.
Tu uccidi quando riempi il carrello della spesa e lo fai con una leggerezza che mi spaventa: per abitudine e parlando di tradizione culinaria.
Come fai a non riconoscerlo quando te lo spiego in maniera tanto lucida?
Per favore, smetti di mangiare carne.
Oltretutto, trasformando il tuo corpo in tomba per gli animali, ne inneschi una prematura mortalità. È noto già dagli antichi e oggi dimostrato scientificamente.
Sei suicida, oltre che omicida.
E, da adesso, non puoi più comportarti in questo modo neppure per ignoranza.
Rimane la stupidità.