Amore multidimensionale

Sinceramente penso che derivi tutto dal proprio approcio alla vita… Se uno è un indemoniato è chiaro che non potrà che campare solo con un’alimentazione appropriata a quello status. Allo stesso modo se uno è sereno, tranquillo, e cerca la distensione e la pace, difficilmente troverà digeribile e gestibile una certa qualità e una certa quantità di alimenti. Non credo che qui ci siano molti che stiano seriamente sperimentando qualcosa di così alternativo inoltre, a meno che non si esca quanto meno dalle direttive della scienza nutrizionale ufficiale per quanto concerne la tipologia di alimento introdotto e lo schema piramidale alimentare. Intendo dire che chi veramente rischia e sperimenta qualcosa di alternativo non è né chi mangia le kcal e i macro da una dieta vegan o vegetariana tutto sommato bilanciando il conto a fine settimana o mese nonostante digiuni e pratiche chetogeniche, ma semmai a mio avviso chi ha intrapreso un percorso che limita il consumo di alimenti anche vegani e cotti al minimo e consuma invece come base per il suo sostentamento la frutta e al limite la verdura.
Il punto, secondo me, comunque, è esorcizzare questa tendenza generale di dover necessariamente dimostrare qualcosa, ma anche di “aiutare le persone”… Nessuno “aiuta” nessuno a meno che non si parli di persone minorenni o disagiati, ognuno di noi si trova su un percorso che è anzitutto spirituale e tutto il resto è una diretta conseguenza, siamo anime che fanno esperienza attraverso il materico, quindi il punto di partenza è sempre una forma di staticità ultraterrena che in ogni individualità poi decide la sua danza e appunto la propria evenemenzialitá esperienziale. In definitiva quindi noi ci incontriamo ed eventualmente ci accompagnamo e ci sosteniamo reciprocamente, ma nessuna sovrastruttura potrà mai essere assolutizzata e nemmeno insegnata in maniera imposta. Se vogliamo procedere verso il vero progresso e la vera evoluzione abbiamo solo da ricercare sovranità e da rifuggire ogni forma di dipendenza, avendola riconosciuta. Ci sono molti modi di vivere e migliaia di routine differenti, molte di queste sono forzate ma la stragrande maggioranza sono inconsciamente scelte e accettate dalla persona che in maniera del tutto deliberata acconsente a partecipare, proprio metabolicamente a certe abitudini e a certi habitus. l’animale umano è zoon politikon quindi animale linguistico, sociale e cassa di risonanza di un insieme di esperienze). credo che chi parla molto potrebbe farlo anche a dovere… Semmai c’è da dubitare di chi parla sempre… Lì la questione è diversa.

Dobbiamo capire (se siamo veramente buoni) cosa permette al flusso universale di riversarsi e spontaneamente e continuativamente manifestarsi in un flusso purificato e progressivo, individuare la porta evolutiva e imboccarla definitivamente per un nuovo incominciamento appropriato all’ umano, per allontanarci dalla matrice di assuefazione e di disincantamento attanagliante e invalidante. Se non riusciamo a conquistare autonomia, accettando anche di affrontare sofferenza e morte, non supereremo mai la sopravvivenza per andare incontro alla vitalità salutare e non scopriremo mai cosa significa davvero stare bene ed essere felici.

Per quanto mi riguarda, l’alimento per davvero funzionante ( per la mia costituzione) viene comunemente chiamato “frutta”. Anche uscendo di poco da questa categoria nell’utilizzo materiale a scopo metabolico, si blocca l’ispirazione anche romantica che la mia anima necessita per accrescersi ed espandersi e “funzionare”

Siamo qui per godere della compagnia, non per competere nello stress o per costringerci e forzarci. Tutto ciò che è ricchezza risulta da una costanza di amore, anzitutto proprio, nel tempo; qualsiasi forzatura porta eventualmente compromissione o disarmonia su lungo termine.

Non lo capisce nessuno cosa significa amare se continua a dare il proprio consenso alle forme disamorevoli e impositive. Deve avere la dignità di riconquistarsi il suo spazio, e non lo può fare a mio avviso se non cambia anzitutto quello che mette nel piatto (questo come primo passo).

Ma se ne rende conto da solo che quell’alimento lo stordisce o lo porta all’allontanamento, alla confusione e al caos

Per la riscoperta dell’amore vero a mio avviso è necessario un certo isolamento iniziale propedeutico. Perché finché si sta immersi in energie che non sono solo proprie, allora non si riconoscono le droghe e le dipendenze o è difficile farlo.

E si scambia per amore ciò che non lo è.

E quindi si gira in tondo viziosamente come in un rat-race.

Una persona può campare una vita nel disamore credendo di vivere in amore

Per fede

L’amore non è solo quello ristretto a un gruppo o ad una famiglia ma passa anche da diverse modalità e approcci nei confronti del resto del mondo… A seconda della situazione l’amore sa modularsi

Ad esempio un amore ristretto alla sola famiglia diventa per forza un amore criminale o mafioso come spesso è quello di certe elites.

Il mio modo di amare un pericoloso sarebbe allontanarlo e farlo arrestare

ancora una volta ho usato un ossimoro ma per rendere l’idea:

È ovvio che l’amore criminale non è amore .. Ma una perversione patologica e malata

amare tutti significa modulare l’amore… Se io allontano una persona pericolosa lo faccio anche nel suo interesse,quindi lo sto amando al meglio che posso dalla mia posizione… Non è mio compito rieducarlo alla civiltà ma sarà di altri da cui lo manderò eventualmente

Ma allo stesso tempo proverò delle emozioni nei suoi confronti e non saranno di odio ma semmai di dispiacere o di pena

Me ne ricorderò e pregherò per lui

In questo senso lo amerò

Se invece lo metto al rogo o lo crocifiggo non lo sto amando

È amore se non lo sto distruggo energeticamente

Gli sto dando il posto a lui consono anche nella mia struttura mnemonica

Non lo giudico

Amore non è solo scambio del medesimo fra amanti,non è solo magia di armonizzazione reciproca fra madre e figlio/o e fra amici, ma è anche quell’esercizio nei confronti del sociale in genere, quella modulazione energetica consonante e appropriata in ogni situazione. Se non vi fosse sempre amore, noi non riusciremmo sempre a esseri umani, ma lo saremmo solo in certe condizioni e situazioni, e in altre ci perderemmo (con tutta la nostra profondità emozionale) ad esempio nella nostra funzione, escludendo la multidimensionalità e riducendoci a monodimensionali.