questo non è essere onnivori, questo è barare

“L’umanità si crede “onnivora” per un solo motivo e uno soltanto: grazie alla cottura e alla manipolazione degli alimenti è possibile mangiare qualsiasi cosa. Anche i cibi sintetici di scarso valore nutrizionale che trovano sempre più spazio sugli scaffali dei supermercati.

Ma questo non è essere onnivori, questo è barare.

Ogni essere vivente ha ricevuto dalla Natura la dotazione necessaria al suo sostentamento e non ha bisogno di chiedersi se sia carnivoro o erbivoro, dato che è COSTRETTO dalla sua stessa anatomia e dagli organi di senso a preferire un determinato alimento.

Ma tutto questo avviene con il cibo fresco e crudo, così come viene offerto dalla natura.

Solo gli umani hanno bisogno del nutrizionista o del dietologo per sapere cosa mangiare. Ce lo deve dire qualcuno dal momento che, con la cottura e i condimenti, abbiamo creato un cibo artificiale, sapori artificiali e odori artificiali, e abbiamo perso la capacità di riconoscere il nostro cibo specifico. Di conseguenza il dietologo e il nutrizionista non potranno che dare indicazioni viziate da una pratica contro natura.

Ecco perché ci dicono che dobbiamo mangiare di tutto un po’.
Solo per un motivo: perché grazie alla cottura e alla manipolazione degli alimenti è possibile mangiare qualsiasi cosa.

Ma questo non è essere onnivori, questo è barare.

Il leone è costretto a mangiare carne dal suo stesso corpo, e tutto il suo corpo racconta il suo bisogno nutrizionale: ha zampe possenti per inseguire la preda, artigli per bloccarla, una lama di 20 cm tra i denti da affondare nella giugulare, denti adatti a strappare via le membra, succhi gastrici 20 volte più acidi dei nostri adatti a disgregare le proteine della carne, tratto digerente corto per espellere rapidamente i residui prima che vadano in putrefazione.

Ma noi siamo possiamo mangiare la carne? Certo che si.

Basta scuoiare l’animale, pulirlo, attendere la frollatura – ossia l’inizio della putrefazione per rendere la carne masticabile – cuocerla, e infine condirla per rendere appetibile una cosa di cui non ne percepiamo il sapore, dato che non siamo stati programmati dalla natura a mangiarla.

La tua incapacità di catturare a uccidere un animale a mani nude, la tua repulsione alla vista del sangue, il tuo pollice opponibile alle altre dita, i tuoi deboli succhi gastrici, il tuo lungo tratto digerente raccontano una storia ben precisa, se vorrai andarla a leggere.

Ti invito ad uccidere una mucca con le tue sole forze e mangiarla a morsi. Ma anche un coniglio. Per mangiare la carne devi necessariamente utilizzare degli artifici.

Dai a un bambino una mela e un coniglio e non vedrai mai il bambino giocare con la mela e mordicchiare il coniglietto.
La Natura ci ha saggiamente programmati, ma noi abbiamo barato.

Siamo in grado di mangiare il grano? Certo che si.
Basta raccoglierlo, macinarlo e ridurlo in farina, lavorarlo per farne pane, pasta, pizza, biscotti e cuocerlo. Poi, per rendere appetibile una cosa di cui non ne percepisci il sapore, dato che non sei stato programmato dalla natura a mangiarla, devi usare il condimento.

Ti invito a prendere una spiga e portarla alla bocca. Per mangiarla devi necessariamente utilizzare degli artifici.

Ma questo non è essere onnivori, questo è barare.

Essere onnivori significa essere sfigati, perché vuol dire che la nostra sopravvivenza è legata all’approvvigionamento di una moltitudine di alimenti con un gran dispendio di forze per procacciarci una gran quantità di cose e il rischio di non ottenere tutto quello che ci serve.

Ma la natura è semplice e non rende a nessuno la vita complicata. Gli uccelli beccano i semi, hanno uno specifico apparato digerente per digerirli, e tanto gli basta.

I predatori mangiano principalmente i visceri delle loro prede, e un po’ di muscoli, e vivono solo di quelli (tra l’altro non possono essere nemmeno classificati come carnivori, io li definirei “viscerivori”).

Stesso discorso per tutti gli animali.

Il rinoceronte mangia erba e fusti. La giraffa, una creatura di 2 tonnellate per 5 metri di altezza, mangia solo foglie di acacia, l’elefante – 5 tonnellate di stazza – mangia foglie e arbusti.

La mucca mangia solo erba e questo non gli impedisce di mettere su il sangue, le corna, gli zoccoli, oltre che il latte e tutta la carne che vengono consumati dagli umani.

Anche il toro, il cavallo e l’ippopotamo sono erbivori.
Gorilla e Orangutan mangiano frutta e foglie.

E tutti traggono da una scarsissima varietà di nutrienti tutto quello che gli serve. Credo che ci sfugge qualcosa.

Solo noi siamo abbiamo bisogno di mangiare di tutto un po’, pur avendo una struttura anatomica, sensi olfattivi e di gusto, succhi gastrici e tratto digerente, adatti solo ad apprezzare e mangiare la frutta.

Dobbiamo capire che l’umanità si crede onnivora soltanto perché grazie alla cottura e alla manipolazione degli alimenti è possibile mangiare qualsiasi cosa.

Quando avremo acquisito questo dato, tutti i discorsi sulle presunte carenze di una dieta fruttariana, sul fabbisogno giornaliero di proteine, sul dove troviamo la B12, sulla necessità di smembrare gli esserei viventi per cercare la singola sostanza anziché percepirli come un tutto, e soprattutto quando impareremo a percepire noi stessi come un tutt’uno con la natura, tutto il resto lascerà il tempo che trova.

La comprensione che l’umanità si crede onnivora soltanto perché grazie alla cottura e alla manipolazione è possibile mangiare qualsiasi cosa, deve essere la base di ogni ragionamento.

Ragionamento che ci farà finalmente capire che questo non è essere onnivori, questo è barare.”. Vincenzo Polizzi