G.Bogoni CRUDO VS. COTTO

L’uomo nasce crudista per la più semplice delle ragioni: la pratica di cuocere il cibo è, per logica, successiva alla scoperta del fuoco.
Da allora la cottura, sicuramente originata con lo scopo di poter consumare ciò che da crudo sarebbe risultato indigesto perché non adatto al sistema digerente umano, si estese anche a ciò che si sarebbe potuto mangiare crudo, assecondando prima i capricci dell’arte culinaria e poi quelli della gola.
Oggi si stanno riscoprendo i benefici salutistici di mangiare crudo, ma questa non è una raccomandazione che può essere rivolta indistintamente a tutti perché il corpo nel corso della Vita attraversa varie fasi e, se è vero che un’alimentazione crudista può essere considerata un punto di arrivo, è altrettanto vero che non dev’essere mai una forzatura.
Mangiare crudo regala infatti energia e lucidità mentale, ma mantiene un livello di sollecitazione a cui bisogna abituarsi nel tempo perché non sia stressante. Spinge all’azione e pretende risposte alle domande.
Diversamente, consumare cibo cotto suscita una sensazione di serenità e di appagamento. Garantisce una tranquillità spesso troppo vicina al torpore, ma facilita anche contemplazione e accettazione.
La combinazione di questi due estremi, in sapiente misura, offre le risorse emotive necessarie alla Crescita Personale.