Vulcano Marsili, il gigantesco pericolo sommerso

Descrizione del Marsili

Il vulcano Marsili è situato nel bacino del Mar Tirreno ed è considerato uno dei vulcani più grandi d’Europa.
Per via delle sue incredibili dimensioni, ovvero 70 km di lunghezza, 30 km di larghezza e 3000 metri di altezza dal fondale, è l’unico vulcano sottomarino catalogato nel database di Mapsism.
A tal proposito basti pensare che il cono vulcanico del Marsili raggiunge i 450 metri al di sotto della superficie del mar Tirreno.

vulcano marsili in 3D

(rappresentazione 3D)

Secondo recenti studi, considerando la struttura instabile e il sottile spessore delle pareti, pare che il vulcano Marsili possa eruttare in qualsiasi momento.
L’eruzione vulcanica e il collasso di una parte dell’edificio vulcanico potrebbero generare uno tsunami distruttivo per le coste tirreniche del Sud-Italia.
Si formerebbero enormi onde che, nel giro di pochi minuti, raggiungerebbero le isole Eolie con onde alte tra i 25 e i 35 metri.
Lo tsunami colpirebbe poi anche le coste della Calabria e della Sicilia con onde fino a 20 metri di altezza.

Al di la del rischio tsunami anche le cause che hanno portato alla formazione del Marsili e degli altri vulcani sottomarini presenti nell’area sono molto particolari e da approfondire.

Erroneamente si pensa che questo enorme vulcano sottomarino sia “geologicamente” parte del complesso vulcanico delle Eolie, formatosi per la subduzione del blocco calabro – ionico al di sotto del bacino del Mar Tirreno.

In realtà il Marsili si è originato a seguito della formazione di un bacino di retroarco in corrispondenza del Mar Tirreno.
In parole povere, da milioni di anni, il blocco calabro – ionico scivolando (subduce) al di sotto del Mar Tirreno, tira verso di se la crosta oceanica del Tirreno stesso comportando un suo assottigliamento e di conseguenza la risalita di materiale caldo proveniente dalla viscere della Terra.

L’assottigliamento nel tempo ha generato delle spaccature dalle quali è fuoriuscito il magma che ha portato alla formazione del vulcano Marsili e degli altri edifici vulcanici sottomarini (Valinov, Magnaghi, Palinuro).
Questa sorta di “stiratura” della crosta terrestre, ha contribuito nel tempo all’espansione del bacino del Mar Tirreno.

In quest’area nel Novembre 2017 è stata scoperta una catena di 15 vulcani sottomarini (di cui 7 totalemente nuovi), lunga 90 chilometri e larga 20.
Secondo il geologo marino Salvatore Passaro molti di questi vulcani sottomarini sono stati attivi tra 300.000 e 800.000 anni.
Alla scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha partecipato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Iamc-Cnr) e l’istituto neozelandese di Scienze geologiche e nucleari (Gns).
La catena vulcanica del Palinuro testimonia l’intensa attività vulcanica dell’area e i rischi legati ad un’eventuale eruzione del vulcano Marsili.

Lo scarso monitoraggio del vulcano e il timore di uno tsunami innescato da una frana del vulcano (ad esempio a seguito di un’eruzione) hanno spinto l’ex presidente della Provincia di Salerno ad avviare, nel Settembre 2018, un’interrogazione parlamenare poichè la “presenza del più grande vulcano d’Europa sommerso proprio nelle acque del Tirreno rappresenta una minaccia forte che incombe sulle popolazioni. Non è possibile attendere gli eventi dormendo sogni tranquilli con un mostro che potrebbe generare morte e distruzione in qualsiasi momento“.

Attraverso lo studio dei dati geofisici e dei carotaggi prelevati dalla sua sommità, sappiamo che il Marsili possiede un’attività idrotermale attiva e che le eruzioni vulcaniche più recenti, tra l’altro poco esplosive, sono avvenute tra i 5000 e i 3000 anni fa.
Perciò gli scienziati credono che se avvenisse una nuova eruzione vulcanica sottomarina l’unico effetto in superficie sarebbe il ribollire dell’acqua, a seguito del degassamento, ed il galleggiamento di materiale vulcanico come la pomice.
Infatti come già detto più volte il rischio è legato ad un’eventuale tsunami causato dal collasso laterale del Marsili (fenomeno conosciuto tra i vulcani sottomarini).

Dal 1985 nell’area del vulcano e della catena del Palinuro, sono avvenuti oltre 350 terremoti ad una profondità compresa tra 0 e 15 km:

attivita' sismica nel Mar Tirreno

(attività simica nel Mar Tirreno)

A dire il vero non vi sono evidenze di significativi collassi laterali negli ultimi 700.000 anni di attività o di tsunami lungo le coste della Sicilia, della Calabria e della Campania.
Ovviamente però il fatto che non sia mai avvenuto non significa che non possa mai accadere.

In conclusione ecco un video caricato su Youtube in cui si parla del Marsili:

 

[FONTE]