PROTEINE E OSTEOPOROSI

Un accurata ricerca sulla relazione tra l’assunzione di proteine e l’eliminazione di calcio dall’organismo, condotta dall’ Università del Wisconsin, U.S.A., ha portato alle seguenti conclusioni: • aumentando le proteine, aumenta la quantità di calcio nelle urine; • diminuendo le proteine, diminuisce la quantità di calcio nelle urine.

A questa indagine sono stati sottoposti 9 giovani tra i 19 e i 22 anni, tutti sani ed attivi, senza apparenti disturbi metabolici, con esami del sangue e delle urine risultati normali. Il periodo di controllo è stato diviso in cinque parti.

Per 10 giorni sono stati assoggettati ad una dieta ad alto contenuto proteico, poi sono stati sottoposti ad una dieta a contenuto proteico crescente: basso (42 grammi), medio (47 grammi) e alto (95 grammi), ciascuna per la durata di 15 giorni. Infine, per gli ultimi 7 giorni, alla dieta è stata fatta una cospicua aggiunta di frutta e verdura. Il numero delle calorie è stato mantenuto costante per tutta la durata dell’indagine.

Ogni tipo di dieta conteneva 500 milligrammi di calcio, quantità media del fabbisogno giornaliero di calcio per un uomo adulto. Durante l’intero periodo è stata controllata la presenza di calcio nelle urine e nelle feci.

Ebbene, con la dieta sia a medio che ad alto contenuto proteico, i giovani che si erano offerti per l’indagine espellevano più calcio di quanto ne ingerivano. La maggiore quantità veniva eliminata attraverso le urine.

Da dove veniva il calcio eliminato in più?
Si sa che il corpo, in caso di bisogno, preleva il calcio dalle ossa. Se questo prelievo si prolunga per un certo tempo, la struttura ossea ne risulta indebolita e sì instaura l’osteoporosi, il che significa che l’osso si disintegra più rapidamente di quanto non si rigeneri.

E’ come demolire un edificio e ricostruirlo con qualche mattone in meno. Ecco spiegato perchè le persone che mangiano carne soffrono di osteoporosi più dei vegetariani, che giustamente rifuggono dai cibi iperproteici.

Si può in conclusione affermare con certezza che una alimentazione ipoproteica costituisce una buona difesa contro la osteoporosi.

Interessante anche l’ultima parte dell’esperimento, dedicata ad indagare se, aumentando la quantità di frutta e verdura, si riusciva a ridurre gli effetti dell’ingestione dell’elevata quantità di proteine. Si è constatato che neppure con un aumento del 50% di frutta e verdura si riusciva a diminuire la perdita di calcio.

Insomma, il corpo umano non riesce ad adattarsi “in alcun modo” ad una dieta iperproteica.

Da “Miti e realtà dell’alimentazione umana” di Armando D’Elia pag. 161