Passa parola – Giulia Capuano

Oggi mi sono svegliata con una impellenza: scrivere questo:

Premessa doverosa:
Da anni sono nel fruttarismo e da mesi ne sento letteralmente di cotte e di crude al riguardo. Ammetto, con un po’ di soddisfazione di essermi preservata, ma anche rammarico, per aver dovuto chiudere gli occhi dove ci sarebbe stato da sguainare la spada, che spesso l’unico modo per andare avanti nel proprio percorso è farlo silentemente, perché esporsi al pubblico ti logora alla lunga e può provocare vere e proprie carenze.
Detto ciò dunque mi scuso del fatto che, nonostante ne sappia quanto o più di molti esponenti noti che si pongono a guru forti piu che del proprio valore, dell’IGNORAnza altrui, io non sia sempre o celermente disponibile per tutti e do ragione alla Aliprandi quando mi bacchettava per non avere ancora pubblicato un mio sito di ricette, visto il bisogno di solidità e ispirazione che ha il fruttarismo, però il mio intento è quello di rimanere solida e fedele nel tempo: sono più di 10 anni che studio indipendentemente e ovviamente in maniera olistica, non solo alimentazione e da circa sei che conosco e pratico il fruttarismo sostenibile. Forte delle mie sperimentazioni e convinzioni posso permettere di ritenermi importante per l’apporto fornito in termini di invenzioni e presenza continuativa: anche nel futuro. Non ho mai escluso o litigato con nessuno e anche di ciò vado fiera: qualsiasi cosa eventualmente detta alle mie spalle non la ritengo reale o comunque sono aperta al confronto e questo lo ritengo molto importante a fronte di meteore, dal grande bagliore e percorso caduco.

Vengo al dunque:
Il fruttarismo è probabilmente, sebbene quanto di più vicino alla strada per la vera natura umana, una scelta di vita a tutto tondo tanto più naturale, quanto più pretenziosa e avveniristicamente parlando anacronistica per la società occidentale in cui viviamo.
Se andando verso l’applicazione di un’etica scientifica logica e rigorosa diventa automatico studiando la natura umana conosciuta, scoprire dopo il vegetarismo il veganismo e poi apprezzare i benefici del raw. Successivamente, l’anatomia comparata e la presa di coscienza del mondo vegetale come forma di vita ci spingeranno inequivocabilmente verso la scelta fruttariana.
Non è forse l’albero di Melo 🍎 lo Chef che più sapientemente ha sedotto l’uomo respirariano, creando un frutto che racchiudesse, in un sacchetto di energia e luce, tutte le caratteristiche che lo attirassero a se e inevitabilmente via verso ‘peccati ‘ sempre più grandi dall’originale (ma questa è un’altra storia)?

‘Scherzi ‘ a parte
quello che vorrei far notare è che chi si spinge tanto lontano da tutto ciò che gli è stato INsegnato fin dalla nascita, non lo può fare per soldi, fama. Non durerebbe, non sarebbe in onore il karma lo punirebbe. EDucere la propria vera natura meravigliosa, in una società dove da generazioni tutto è volto alla lobotomia e al consumismo, dove il libero arbitrio ci è tolto già nella fase di passaggio da morula a blastula, dove il cibo primario, l’energia è corrotta e frammentata, il secondario , l’aria, inquinata e scarsa, l’ultimo, quello di emergenza il cibo solido è contraffatto e impoverito…..tornare a una involuzione felice è quasi utopia.

Tuttavia vale la pena provare.

Lo vale anche fosse per un periodo limitato, un esperimento di meravigliosa verità che il corpo prima inascoltato ci regalerà. Una valida spalla alla cura di malattie.

Ma tornando a fatti pratici, perché i fruttariani dopo qualche mese o anno tornano vegani o addirittura onnivori!? Cosa hanno sbagliato per rovinare a tal punto. Cosa non avevano capito prima o non hanno capito dopo..

Dunque cercherò di essere riassuntiva,era tanto che non mi esponevo e non lo farò di nuovo tanto spesso. ne avrei troppe da dire.

Innanzitutto come dicevano alcuni colleghi Fondamentale è la transizione: che deve essere graduale, sentita, ben fatta. NON È UNA SFIDA. E non è assolutamente possibile passare dopo anni di cibo e relativi pensieri completamente sballati, a un regime alimentare da Eden nell’arco di pochi mesi (alzo le mani in casi di necessità per cause maggiori ma anche qui ci sono fasi necessarie). Per graduale significa rispettare gli orari, gli abbinamenti, Sentire il proprio corpo cone un essere intelligente: non forzarlo come un animale al nostro servizio, rispettarlo!
Rispettare i suoi tempi, le sue vecchie abitudini. Tenere conto di dove si vive, la famiglia, il lavoro.. i neuroni specchio sono tanto nominati quanto poco capiti.
Durante questo periodo tutto l’interno comincia a cambiare: non è una lotta contro i mulini a vento e un mondo che va cambiato gridandogli contro tutto il nostro sicumerico sdegno: se il mondo è così ci sarà un motivo? Chi siamo noi per giudicare non appena fatto un passo nella direzione giusta 🤦‍♀️: pensiamo a fare un cammino che sia esemplare piuttosto, prima di ergersi su un piedistallo senza platea. É un percorso di ritrovata verità e pace che tanto più sarà vero e valido per se stessi, quanto più potrà essere d’aiuto per il mondo. Trovo quantomeno controproducente proclamarsi salvatori di animali o benefattori per bambini quando non si è in grado di amare se stessi. Banale? Non direi. Ed ecco qui l’altro cibo primario: l’Amore. Amore è totale ed è un cerchio finito, se fai una cosa con la giusta intenzione non può essere buona per alcuni e dannosa per altri, è un circolo Virtuoso. Dunque invito chiunque si approcci a cambiamenti alimentari etico salutistici a fare una introspezione Seria. (E qui, apriti cielo)

Un altro dettaglio non da poco: prendiamo un esempio a caso, 3m, parla di transizione giusto? La parola significa che si tratta di una fase di passaggio da uno stato a un altro stadio. Questa può essere più o meno lunga e durare anni ma una cosa è certa: non si può vivere in transizione per sempre senza riscontrare i classici problemi di smarrimento..tipici di un viaggio senza fine. Verso dove ?
È naturale, in estrema sintesi, che se l’uomo è propenso al fruttarismo come sua espressione ottimale psico fisica, questo sarebbe possibile in un AMBIENTE IDEALE. La transizione prevede che durante le fasi di cambiamento il corpo e la testa e le sue esigenze cambino passo dopo passo e lo portino a scoprire nuovi ideali di vita. Quindi un ritorno al clima e latitudine ideale, movimento, frequentazioni e soprattutto esposizione al sole IDEALE. Equilibrio è la parola chiave: la frutta nasce per essere mangiata da un uomo pacifico, in una comunità amorevole,sotto al sole.il famoso yin e Yang.
È chiaro invero, il famoso esempio dello scoiattolo, che resterà sempre adatto alle nocciole anche se lo porti al polo, quindi anche l’uomo non può mangiare cibo inadatto a lui, cibo che il suo forte corpo ha imparato a sopportare in casi emergenziali a detrimento di integrità, intelletto sano e longevità, ‘solo’ perché vive in luoghi inadatti a lui (viviamo in serre case, pertanto ci è concesso mangiare cibo di serra ecc.
Ma per quanto?)

Quindi il punto è

..o la Transizione ci fa viaggiare verso un vero altro luogo fisico e mentale
O inevitabilmente ci troveremo a sgarrare.
Ma cosa è lo Sgarro?
Già la parola lo etichetta come un senso di colpa e questo di per sé può innescare una reazione a catena . Lo sgarro per esempio vegan per un fruttariano può essere di due nature:
♡ Sentimentale (ricordi, legami affettivi irrisolti, neuroni specchio ecc .)
○ Medicamentale. (Carenza/ricerca equilibrio) Cosa sono le medicine? Prima erbe o ‘magia’, rituali.. poi pratiche, farmaci, scienza: tutti più o meno grandi veleni che, entrando in contatto col nostro organismo lo riequilibrano apparentemente (o squilibrano del tutto presto o tardi).

Quando un bambino ha carenze è noto che si metterà in bocca di tutto: l’istinto primario è colmare la carenza ma il nostro organismo snaturato, non possedendo più un istinto che lo guida verso la scelta giusta potrebbe spingere verso il gelato chi ha bisogno di frutta, verso il latte chi ha bisogno di affetto, verso il cellulare chi rimpiange la telepatia o ancora verso l’alcool chi soffre di rancori o il fumo per la solitudine, eccesso di sport per i perfezionisti e gli insicuri o pigrizia per i narcisi egoici…..
queste sono solo ipotesi ‘a caso’ ma quale è il punto?
Quello che voglio dire e concluderó con un esempio perché chiaramente questa non è la sede per una disamina più accurata,
è che il fruttariano modello resta in città, ogni tanto fa qualche viaggio o partecipa a dei corsi. Passa troppo tempo sui (a)social.. mangia frutta colta acerba, parla di ecovillaggi e biodinamica ma raramente ha coltivato per un periodo tangibile il suo orto (è anche una questione di radici e contatto). Sa di molte cose solo in teoria: ma attenzione questo non è un giudizio ne gliene si può fare una colpa, resta però il fatto che non fa proprio tutto quello che ‘dovrebbe ‘ per poter dire di star facendo un percorso come si deve e dunque poi reputarlo valido o fallibile..
Molti di loro hanno rapporti sentimentali o familiari a dir poco acidificanti. Altri loro malgrado non riescono a cambiare lavoro. Taluni bevono caffè o alcol, altri fumano sigarette o canne. I più stanno sempre con il cellulare in mano e.. E potrei continuare per ore ma questo è per dire che lo
Sgarro
è quello che il corpo gli chiede per colmare la carenza con un piccolo veleno, in questo caso cibo-medicina che dovrebbe andar a compensare lo squilibrio dato da uno dei milioni di fattori possibili.

Dunque il mio consiglio principale è

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Non incolpiamo mai gli altri (altri é anche il fruttarismo in questo caso) per i nostri eventuali fallimenti: questo ci impedirebbe di capirli e evolvere. Quindi se non si riesce a portare al giusto termine la ipotetica transizione per plausibili motivi di natura umana, questo non fa assolutamente di noi dei fallimenti: ma accipicchia lo vedete il mondo lá fuori? Io faccio i miei più sentiti complimenti a tutti coloro che sono qui anche solo a leggere perché hanno fatto e scoperto tanto in una vita e un mondo veramente ostile in questo momento..
Però lungi da loro tanto più dovrebbe essere dire il fruttarismo non funziona perché a me è successo questo e quello, con una parziale visione del tutto.

Il fruttarismo non si fa stando ore al computer, fumando, mangiando mele piene di pesticidi mentre davanti a me si spolpano pizze e gonfiano tricipiti a forza di proteine di ogni tipo. Non si fa fruttarismo per gloria, per piacere a donne o uomini alternativi annoiati, nemmeno per fare soldi o tantomeno per dare un senso alla propria vita e sentirsi migliori degli altri.
È una chiamata, una vocazione illuminante, dovrebbe essere serena e pacifica.

Io per quanto mi riguarda ho capito questo. Rimango a disposizione per sempre.

State al sole.
Masticate lentamente i cibi amidacei e non i frutti aciduli. Mangiate piccole quantità ma che siano dense e nutrienti. Magari piu spesso ma senza abbuffarsi con ingordigia: se succedesse bisogna capire il perché, senza allarmismo. Respirate bene. Meditate. Date uno scopo alto ai vostri ideali di vita. Onorate voi stessi anche in privato . Buon proseguimento 🧡 🙏 non pensate mai di essere arrivati