Carne di cane, presidio all’Ambasciata cinese di Roma contro Yulin

AGGIORNAMENTO DEL 21 GIUGNO 2018 – OGGI IL PRESIDIO DAVANTI ALL’AMBASCIATA CINESE A ROMA

Stamattina alle 10.30 davanti all’Ambasciata cinese più di duecento persone hanno assistito alle rappresentazioni degli attivisti di Animalisti Italiani Onlus che hanno messo in scena quello che avviene nei giorni del Festival: cani e gatti torturati e bolliti vivi, dopo essere stati catturati per strada o sottratti ai loro padroni. Per l’occasione l’Ambasciata cinese ha chiuso i cancelli in orario di apertura al pubblico e l’Ambasciatore cinese Li Ruiyu si è rifiutato di incontrare una delegazione di Animalisti Italiani Onlus che volevano consegnare una lettera rivolta al Governatore della Regione Autonoma di Quansi Zhuang con la supplica di fermare Yulin. Ecco il testo della lettera, che negli ultimi giorni hanno anche inviato migliaia di persone indignate per Yulin:.

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Cambiare il Festival di Yulin si può. Facciamolo insieme.

Vogliamo che il Festival Yulin 2018 sia il Festival Yulin della vita, con migliaia di turisti da tutto il mondo, senza uccisioni, ma con prodotti naturali cinesi.

La Cina è una grande nazione che, da anni, si sta impegnando nella tutela ambientale per il benessere della sua gente e dell’intero pianeta.

Quest’anno abbiamo qualche speranza in più affinché venga fermata questa immane tragedia: le parole del Presidente cinese Xi Jinping pronunciate lo scorso 14 febbraio durante lo Spring Festival: “Nella cultura cinese i cani sono partner fedeli dell’uomo: rappresentano un ideale di pace e di lealtà”

Noi vorremmo lavorare al fianco dell’ambasciata e del Governo cinese per dare il nostro contributo affinché non si parli più di Yulin come un teatro di morte, ma di un luogo dove rispetto e sostenibilità vanno di pari passo. Dove non si macellano cani e gatti, ma si possono gustare, in armonia e senza sofferenza per nessuno, i piatti vegetali tradizionali dell’ottima cucina cinese.

Migliorare è possibile. Basta volerlo. Noi siamo pronti.

 

Le chiediamo se fosse possibile fissare un incontro con Lei, il prossimo 21 giugno o nei giorni precedenti.

Firmato: Animalisti italiani Onlus.

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Alla manifestazione un’assenza forzata, fa sapere Animalisti italiani: “Non è potuto esserci quest’oggi il Presidente dell’associazione Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, a causa della perdita del suo caro papà. Il Consiglio Direttivo, lo staff e tutti gli attivisti si uniscono al dolore della famiglia”. Condoglianze anche da 24zampe.

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AGGIORNAMENTO DEL 20 GIUGNO 2018 IN CODA – L’APPELLO DI TIZIANO FERRO

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L’Associazione Animalisti Italiani Onlus organizza per giovedì 21 giugno un presidio davanti l’Ambasciata Cinese a Roma. Appuntamento dalle ore 10.30 per chiedere di fermare il famigerato Festival di Yulin, metropoli cinese dove per il solstizio d’estate si mangia carne di cane, ritenuta fonte di salute, fortuna e vigore sessuale. Durante il festival si mangiano 10mila cani e migliaia di gatti. Molti degli animali vengono catturati per strada o sottratti ai loro padroni. Spesso sono malati, tanto che, secondo il Ministero della Sanità cinese, nel Paese ogni anno muoiono tra le 2 e le 3mila persone per aver contratto il virus della rabbia. Secondo le statistiche dell’ufficio di Pechino della World Animal Protection, ogni anno in Cina vengono ancora macellati 25 milioni di cani. In altri paesi asiatici come Taiwan, le Filippine, Singapore e Hong Kong, il consumo di carne di cane è stato vietato. “Quest’anno abbiamo qualche speranza in più affinché venga fermata questa immane tragedia – scrive l’Associazione Animalisti Italiani in una lettera aperta all’ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu -: le parole del Presidente cinese Xi Jinping pronunciate lo scorso 14 febbraio durante lo Spring Festival: ‘Nella cultura cinese i cani sono partner fedeli dell’uomo: rappresentano un ideale di pace e di lealtà’”. (foto sotto REUTERS/Tyrone Siu)

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AGGIORNAMENTO DEL 20 GIUGNO 2018 – L’APPELLO DI TIZIANO FERRO: “STOP YULIN”

Tiziano Ferro ha postato su Instagram un appello contro il Festival della carne di cane a Yulin in Cina, aderendo alla campagna lanciata dall’Associazione Animalisti Italiani Onlus. “Ogni anno – dice il cantante nell’appello -, nella festa nazionale di Yulin in Cina, più di 10.000 cani vengono brutalmente torturati e uccisi e massacrati, e a causa delle povere condizioni igieniche, più di 3.000 persone muoiono di rabbia. Animalisti italiani ed io vi chiediamo di sostenere questa iniziativa e chiediamo soprattutto all’ambasciata cinese in Italia di aiutarci a fermare questa barbarie, perché la civiltà possa regnare. Basta a questa tortura, stop Yulin”.