Alessandra Di Lenge al Festival di Sanremo per dar VOCE a chi non ha voce

 

A due passi dal Festival di Sanremo per “Dare voce a chi non ce l’ha”.
Una doppia manifestazione pacifica a poche ore dalla finale del 69°Festival della Canzone Italiana.
Prima in via Matteotti davanti alla statua di Mike Bongiorno, poi davanti al teatro Ariston.

Alcuni manifestanti, con maschere di animali, erano “armati” di chitarre senza corde e microfono senza amplificatore.
Altri avevano cartelli con citazioni di cantanti vegani italiani e internazionali.

Baglioni ha dichiarato che questo sarebbe stato “Il Festival dell’armonia” e che “Gli artisti possono essere almeno i trombettieri di qualche buona battaglia”, ecco perché, nella ricerca dell’armonia nostra e del pianeta in cui viviamo, non possiamo dimenticare i milioni di animali che ogni anno vengono allevati, torturati e uccisi e che sono anche tra le principiali cause di cambiamenti climatici, deforestazione e spreco di risorse (i raccolti destinati alla zootecnia potrebbero sfamare le popolazione che ancora soffrono la fame).

YouTube: https://youtu.be/Y0vj7f758r8

Rassegna stampa:
https://www.riviera24.it/…/le-iene-vegane-a-due-passi-dal-…/
http://www.sanremonews.it/…/al-festival-di-sanremo-le-iene-…
http://www.promiseland.it/sanremo-manifestazione-per-dare-…/
http://www.ilcorrierino.com/a-sanremo-irrompono-…/10006.html

Macachi sfruttati per la raccolta delle noci di cocco

I prodotti a base di noce di cocco hanno il vento in poppa al momento e sono diventati molto popolari in Occidente. Tuttavia, dietro l’immagine piuttosto alla moda di questi prodotti si nasconde una realtà drammatica per molte scimmie.

cocco0

In effetti, i macachi a coda di maiale sono utilizzati dai piccoli produttori del Sud-Est Asiatico, che sono responsabili di più del 90% della produzione, per raccogliere le noci di cocco.

cocco1

Fonte : Jeffer Sonscher

 

I primati maschi possono raccogliere fino a 1600 cocchi al giorno mentre sono 600 per le femmine, mentre gli umani riescono a malapena a raggiungere 80 cocchi giornalieri.

 

Alcune “scuole” si specializzano nella formazione dei macachi, che sono strappati dalla loro madre quando sono ancora molto piccoli – un trauma per i cuccioli. Queste scuole presentano l’addestramento come un divertimento per le scimmie. Una di queste, a Surat Thani, in Thailandia, è stata anche la protagonista di un documentario negli anni 90.

cocco2

 

Fonte : Brad Florescu

 

Nelle immagini, uno dei fondatori della scuola afferma che “picchiare le scimmie è un peccato” ; l’ambiente dove vengono allevati è presentato come un luogo positivo. Sfortunatamente, il caso positvo questa scuola è molto lontano dalla realtà generale delle altre scuole.

 

Altri istituti si mostrano meno benevolenti verso gli animali, che considerano prima di tutto come manodopera gratuita e di cui disporre a proprio gradimento. Una di queste scuole ad esempio spiega sul suo sito internet :

 

Le scimmie sono forti, amano arrampicarsi, non soffrono di vertigini, non si lamentano, non protestano per salari più alti e non vengono corrotte. Non hanno bisogno di sindacati o di assicurazioni contro gli incidenti. Le scimmie possono essere considerati come “macchine viventi”, cosa inestimabile per i coltivatori di noci di cocco. 

Coconut monkey

Fonte : Michael Freeman

 

Le scimmie sono incatenate e passano le ore a raccogliere noci di cocco, che ovviamente non hanno il diritto di mangiare. Cosa ancora più preoccupante, il macaco a coda di maiale è considerata una specie vulnerabile dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, cosa che però non impedisce il loro sfruttamento.

 

E di fronte all’industria delle noci di cocco, vero colosso dal valore di 2,2 miliardi di dollari, ovvero poco meno di 1,9 miliardi d’euro, il benessere di queste scimmie sembra essere poca cosa.

 

Per evitare di partecipare indirettamente allo sfruttamento dei macachi, evitate i prodotti contenenti noce di cocco.

[FONTE]

Vaaa Pensiero

(Cit.)

Le cose capitano per fare un passo indietro e sentirle , guardarle da fuori per capire come ci sei entrati .. ti accorgi che è magia quando scopri che l’amore si trasmette ma purtroppo anche l’odio e la sofferenza, anche quella degli animali.. ci si uccide di continuo.. ci si nutre di morte anziché di vita.. ci si ammala .. come possiamo brillare in queste condizioni? Ho un amico che lavorava in un mattatoio, ha ammazzato sgozzando centinaia di animali che piangevano e urlavano perché volevano vivere.. ora non li mangia più .. lo dicono tutti sai se i mattatoi fossero all’aperto nessuno mangerebbe più la morte..

volevo dirti che tutto quello che succede, capita sempre per riportarti nell’amore dal quale forse ti sei allontanato e non hai più creduto.. magari mettendo davanti l’interesse e agendo egoisticamente… potrà sembrarti strano ma quando si sta peggio, in fondo non si sta facendo altro che migliorare e guarire , “scontando” la conseguenza di una scelta fatta in precedenza che cerca sempre di essere al passo con il mondo in cui viviamo che ci distrae da quello che siamo.lascia andare, non sei chi in facciata ti prende in giro , non sei i tuoi soldi , non sei le parole o le smorfie e neanche i tuoi successi.. sei un essere divino capace di fare e vivere cose incredibili… l’amore salva.. vorrei raccontarti tante cose

Torture animali, di Adriano Fragano

Di Adriano Fragano
Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno
porcellino
Isaac Bashevis Singer. Premio Nobel per la Letteratura
Per Isaac Bashevis Singer Treblinka diviene eterna a causa di quanto facciamo quotidianamente agli Animali: le torture, le vessazioni, i maltrattamenti, le violenze, le uccisioni che la nostra specie compie ogni giorno nei confronti delle altre specie animali costituiscono uno ciclopico ed eterno campo di sterminio, una Treblinka senza confini e senza tempo che ha avuto un principio con gli albori della specie umana, ma non ha una fine.
Singer da ex deportato in un campo di concentramento nazista perché ebreo e comunista ha vissuto sulla sua pelle ciò che gli Animali vivono quotidianamente, e da ex vittima è riuscito nell’opera che ciascuno di noi dovrebbe fare: immedesimarsi negli altri, com-patire ed empatizzare con chi non ha diritti, non ha voce, non ha forza e possibilità di scampo.
Nelle sue parole non c’è traccia alcuna di pietà: un sentimento tipico del più forte, del dominatore e del vincitore nei confronti di chi ha perso, ma c’è compassione. Un sentimento molto più alto e soprattutto egualitario, che pone sullo stesso piano esseri senzienti apparentemente lontani ed alieni; la compassione diviene quindi strumento necessario per la rielaborazione critica del ruolo della specie umana sulla Terra.
La nostra specie si è arrogata il diritto di disporre a suo piacimento, in ogni modo e con ogni mezzo, dei corpi e delle vite altrui. Questo è il fondamento primo della tortura: possiamo torturare e uccidere chi vogliamo, come vogliamo e quando vogliamo. Una volontà di dominio assoluta ed assolutizzante ci pervade e ci guida nella nostra esistenza. Da questo Singer parte nella sua opera di scrittore per la descrizione di come lo sfruttamento e l’uccisione, sia degli Animali che degli Umani, si siano trasformati in un processo razionale e industrializzato nel corso del XX secolo, con la creazione dei macelli e delle camere a gas.
La banalità del male* descritta da Hannah Arendt nella realtà va molto oltre l’immaginazione, e ha origini ben più ampie di quelle intraspecifiche umane. La nostra visione del mondo si basa ancora oggi sul criterio di divisione, di separazione della specie umana dagli altri viventi, e ciò ha creato una barriera non solo fisica ma culturale che permette il verificarsi di uno sterminio infinito avallato dal concetto stesso di umanità.
per comprendere appieno la violenza nella nostra specie è assolutamente necessario riscoprirne le origini, ed esse conducono inevitabilmente alla violenza sugli Animali. Massimo Filippi nella sua introduzione ad un libro fondamentale sull’argomento scrive: “Un’eterna Treblinka di Charles Patterson porta alla nostra attenzione la banalità del male a cui inevitabilmente conduce il dogma metafisico della separazione artificiale tra animali umani e non umani, dogma che rende giustificabile non solo l’attuale misera condizione animale, ma anche l’altrettanto misera condizione umana. Tramite un paragone serrato e documentatissimo tra l’odierno trattamento degli animali e la tragedia dell’Olocausto, al termine della lettura di questo libro non solo si constata amaramente che la presunta linea divisoria tra «noi» e «loro» è altrettanto labile e ignobile delle decine di linee divisorie che sono state erette dalla nostra specie nel corso della sua storia (uomo/donna,
bianchi/neri, liberi/schiavi, greci/barbari, cristiani-islamici-ebrei/pagani, europei-
nordamericani/migranti, ecc.), ma anche che la divisione uomo/animali è indispensabile al mantenimento dell’attuale ordine imposto dal dominio assoluto della ragione strumentale, che divide l’esistente in merce (tutto l’esistente, compresi gli animali e la gran parte dell’umanità) e consumatori (gli individui umani che provvisoriamente sono titolari di un potere economico). La sottigliezza raffinata e letale di questa nuova barriera è quella di prevedere, a differenza di quanto è sempre accaduto nelle attualizzazioni storiche del binomio «noi/loro», la possibilità per alcuni componenti della nostra specie (per i non umani non esiste altra possibilità che essere merce) di poter passare dall’uno all’altro dei due termini in gioco. (…) La principale lezione di Un’eterna Treblinka è dimostrarci che l’Olocausto non è stato un evento unico e, quindi, irripetibile. Come dice Adorno e come ci ricorda Patterson, «Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali».
L’attuale condizione animale ci richiama, pertanto, a una forte presa di coscienza non solo per la sua stessa infamia e brutalità, ma anche perché «palestra» formativa di una nuova Treblinka universale. E tutto questo è tutt’altro che un problema secondario a fronte del progressivo incedere della biotecnologia.”**
L’affermazione di Theodor Adorno, ebreo tedesco costretto all’esilio per sfuggire alle persecuzioni naziste, è sintomatica di uno stato di alienazione sociale che genera una linea rossa continua tra violenza sugli Animali e violenza sugli Umani. Già gli antichi avevano ben compreso che
La pratica violenta e la sopraffazione degli Animali in qualità di soggetti indifesi, costituiva una sorta di palestra in cui l’Umano si allenava per poi ripetere gli stessi atti sui suoi simili***. Ma il punto non è utilitaristicamente l’evitare la crudeltà verso gli Animali per prevenirla sugli Umani, ma piuttosto il combattere il concetto antropocentrico che prevede la nostra specie al centro dell’universo, e, in quanto tale, in diritto di assoggettare ogni essere vivente, e non solo, al proprio volere. Diritto esercitato mediante la violenza.
L’urgenza di una nuova visione ecocentrica in cui la specie umana ritorni nell’alveo di
quell’enorme fiume che è la vita sulla Terra, e che ritorni a ricoprire il ruolo naturale in armonia con le altre specie viventi, è tanto più evidente quando si analizza nel dettaglio una tragedia immane come l’Olocausto degli ebrei.
Esseri umani maltrattati, torturati, rinchiusi, marchiati ed eliminati mediante tipiche pratiche di sfruttamento degli altri animali. Il parallelo tra l’Olocausto degli ebrei e quello degli Animali ci insegna che questa tragedia non sono non è irripetibile, ma è seriale e continua, e che ripetendosi di continuo tra l’indifferenza generale per gli Animali, potrà avvenire di nuovo anche tra gli Umani.
La Treblinka universale di cui ci rendiamo responsabili con le nostre azioni è un buco nero nella coscienza collettiva che va assolutamente tappato, e questo non perché esiste una indubitabile continuità tra la “palestra” del male offerta dal modo in cui trattiamo gli Animali, e la brutalità che molti Umani usano contro i propri simili, ma perché è essa rappresenta un tragico concetto di volontà di dominio che forse l’Uomo ha sin dalla sua comparsa su questo pianeta. Una volontà che tutto avvolge e distrugge, che ci ha permesso, e ci permette, di obnubilare la nostra coscienza e di farla tacere anche di fronte agli atti più crudeli e strazianti, facendoci divenire semplicemente dei mostri, semplicemente degli esseri contro natura che operano in base a concetti discriminatori fondati sulla guerra alla diversità considerata come inferiorità e pericolo.
Da questi presupposti è nata l’eugenetica che ha avuto grande influenza sui massacri perpetrati dai nazisti il secolo scorso. L’eugenetica nasce venendo applicata sugli Animali, e lo è tutt’oggi. Il salto tra animale non umano ed animale umano è stato quindi facile da compiere. Stefano Cagno parlando del libro di Patterson scrive: “Un altro concetto che emerge in maniera chiara in “Un’eterna Treblinka” è l’importanza delle teorie eugenetiche per comprendere come sia stato possibile arrivare all’Olocausto. Eugenetico è qualsiasi tipo di intervento volto a migliorare le caratteristiche ereditarie degli esseri viventi.
L’assunto è che l’ambiente sociale influenzi molto poco il risultato finale, ma che quasi tutto sia determinato da rigidi modelli genetici. Quanti sposano le tesi eugenetiche classificano gli esseri umani in base all’intelligenza e alla cultura, creando così una disuguaglianza tra i “superiori” e gli “inferiori” in quanto ritenuti ritardati, criminali, depravati o comunque pericolosi. Tutti sappiamo che fu proprio Hitler a portare l’eugenetica alle sue più estreme conseguenze, arrivando a sterminare 6 milioni di ebrei proprio perché considerati razza “inferiore”. Pochissimi sanno che Hitler fu ispirato da Henry Ford e che proprio negli Stati Uniti d’America, negli anni venti, si compirono i primi interventi eugenetici mediante campagne di sterilizzazione obbligatoria.
Contemporaneamente le maggiori fondazioni americane, tra le quali la stessa Rockfeller
Foundation, sostennero i principali eugenetisti tedeschi, i quali pochi anni dopo divennero i maggiori teorici della selezione razziale.
Anche di quest’altra imbarazzante verità, Patterson offre ampie e inoppugnabili prove.
All’interno di un libro interessantissimo, in cui ogni pagina è ricca di documentazione e spunti di riflessione, ritengo che la parte dedicata alle testimonianze dei molti sopravvissuti ai campi di sterminio, successivamente diventati attivisti animalisti, è la più originale e la migliore per dimostrare come il paragone tra i lager nazisti e gli attuali allevamenti degli animali non sia affatto offensivo per chi queste esperienze le ha vissute sulla propria pelle”.
Le inoppugnabili prove di questo assunto sono numerose. Si potrebbe semplicemente dire che Henry Ford nell’ideare la catena di montaggio per le sue automobili, trovò ispirazione visitando i macelli di Chicago dove gli Animali sfruttati come semplici “cose” venivano smontati pezzo per pezzo per divenire cibo (esattamente come continua ad avvenire oggi lontano dai nostri occhi e dalle nostre orecchie e grazie al nostro colpevole silenzio). Si potrebbe poi citare una lunga lista di aguzzini nazisti che prima di divenire tali erano attivi dell’allevamento e nello sfruttamento degli Animali. Rudolf Höss, il comandante di Auschwitz, possedeva un macello e un negozio di macelleria; Willi Mentz, uno dei più feroci guardiani a Treblinka, era stato mungitore di Vacche; Kurt Franz, ultimo comandante di Treblinka, era stato macellaio come anche Karl Frenzel, fuochista prima a Hadamar poi a Sobibor. Heinrich Himmler, il pianificatore della Shoah, fece le prove generali eugenetiche della “soluzione finale” nel suo allevamento di Polli.
Quanto riportato può essere interpretato semplicemente come una testimonianza del fatto che il destino stesso della specie umana è legato indissolubilmente ai rapporti che abbiamo con gli altri esseri senzienti e viventi: nulla realmente potrà cambiare se non sarà ridiscusso tale rapporto sin dalle sue fondamenta. Il nostro compito è cominciare questo indispensabile cambiamento sin dalle nostre abitudini quotidiane per eliminare la sofferenza altrui. Solo in questo modo ogni tipo di tortura finalmente cesserà.
Sono convinto che gli uomini arriveranno veramente a non uccidersi tra di loro, quando
arriveranno a non uccidere più gli animali
Aldo Capitini
Note:
* Hannah Arendt, La banalità del male – Eichmann a Gerusalemme, collana Universale economica,
traduzione di Piero Bernardini, Feltrinelli, 2003
** Introduzione di Massimo Filippi – Charles Patterson, Un’eterna Treblinka. Il massacro degli
animali e l’Olocausto, Editori Riuniti, 2003
*** “Coloro che uccidono gli animali per cibarsene saranno più inclini a torturare ed uccidere i loro
simili” Pitagora, “La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini” Publio
Ovidio Nasone

Il più grande genocidio della storia dell’umanità avvenne in america, ma quello animale avviene ovunque in tutto il mondo

“SE L’UOMO E’ CAPACE DI FARE QUESTO A SE STESSO…
GIUDICATE VOI DI QUANTO GLIE NE PUO “FOTTERE”DEGLI ANIMALI !

PER NON PARLARE DI 100 MILIONI DI NATIVI AMERICANI STERMINATI PERSEGUITATI DEPORTATI RINCHIUSI IN RECINTI PER TANTI ANNI E SOSTITUITI DA MILIONI DI SCHIAVI AFRICANI DEPORTATI VENDUTI FRUSTATI E COSTRETTI IN SCHIAVITU’ PER IL DIO DENARO!!!

…E NON DIMENTICO GLI ABORIGENI AUSTRALIANI PRIVATI DI TUTTO E DEI LORO FIGLI…

SE QUESTO E’ L’UOMO IO SONO UN ALIENO!” – Max Malambrì-