300 preti cattolici abusavano oltre 1000 bambini e bambine – Pennsylvania

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WASHINGTON – Nuovo scandalo di abusi sessuali nella Chiesa cattolica statunitense: la corte suprema della Pennsylvania ha reso noto il rapporto di un grand jury che elenca centinaia di religiosi coinvolti e ripercorre 70 anni di risposte, spesso lacunose e negligenti, della chiesa locale che di fatto ha coperto gli abusi compiuti su oltre mille bambini e bambine, tutti identificati.

La diffusione del documento è stata ritardata dai ricorsi di alcuni sacerdoti che citavano la presunta violazione dei loro diritti costituzionali. Ma i giudici hanno deciso di renderlo di pubblico dominio con omissioni su dettagli e nomi che potrebbero rivelare gli oltre 300 religiosi individuati.

“Crediamo che il numero reale di bambini, su cui le informazioni sono andate perdute, o che hanno avuto troppa paura di fare un passo avanti, sia in realtà di migliaia”, si legge nel rapporto di 1.400 pagine che riguarda tutte le diocesi dello Stato, tranne due.

L’ingegnere che nel 2016 diceva: «Il ponte Morandi è un fallimento. Deve essere sostituito»

«Il ponte Morandi è un fallimento dell’ingegneria». Era il 2016. Due anni prima della tragedia che il 14 agosto ha colpito la città di Genova. Ma già Antonio Brencich, docente di Costruzioni in cemento armato presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, era stato chiaro. In un’intervista rilasciata all’emittentePrimocanale aveva detto. «Quel ponte è sbagliato. Prima o poi dovrà essere sostituito. Non so quando. Ma ci sarà un momento in cui il costo della manutenzione sarà superiore a quello della sostituzione. Alla fine degli anni Novanta erano già oltre l’80 per cento del costo della costruzione».

Era il 1957 quando Riccardo Morandi, «papà» del viadotto sul Polcevera, progettò per la prima volta un ponte di questo tipo. Vinse un concorso bandito dal governo del Venezuela. Il ponte General Rafael Urdaneta vide la luce sulla baia di Maracaibo nel 1962. Lungo oltre 8,7 km, fu colpito da un tremendo incidente, appena due anni dopo l’apertura. «Morandi sbagliò i calcoli e non mise in conto che una nave potesse sbagliare la campata – spiega Brencich. I ponti hanno di solito una campata molto alta per fare passare le imbarcazioni e altre più basse. Una petroliera Esso si incastrò sotto la campata più bassa». Il bilancio: cinque morti.

Il ponte «gemello» General Rafael Urdaneta sul lago di Maracaibo

Nonostante questo, Morandi firmò negli anni successivi altri due ponti gemelli: il viadotto di Genova, finito nel 1964, e il ponte sul Wadi el Kuf di Beida, in Libia, aperto nel 1971. «A quel tempo fare un ponte con questa sagoma – a “cavalletto bilanciato” – spiega Brencich – sembrava un’idea molto innovativa e piacque molto».

Ma anche a Genova i problemi iniziarono quasi subito. «Negli anni Novanta furono fatti molti lavori: gli stralli furono affiancati da nuovi cavi di acciaio – ha spiegato Brencich – Indice che già al tempo furono rilevati cedimenti e si cercò di correre ai ripari integrando la struttura originaria per far sì che non insorgessero situazioni di pericolo. E sono tanti i genovesi come me che si ricordano cosa succedeva all’inizio passandoci sopra: era tutto un saliscendi. Morandi aveva sbagliato il calcolo della “deformazione viscosa”. Tradotto: di cosa succede alle strutture in cemento armato nel tempo. Era un ingegnere di grandi intuizioni ma senza grande pratica di calcolo».

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