Quando si entra in contatto con la divinità si inizia a capire perché non c’è niente da capire.
Il posseduto riesce a svelare a se stesso la natura delle cose, finché questa non torna a nascondersi.
Chi ha visto spesso l’al di là prova antipatia per qualsiasi tipo di controllo materiale, ma allo stesso tempo vuole controllare la sopravvivenza, quindi inizia a respirare come le tartarughe acquatiche.

Tratto da “less is more” di Salvatore La Porta

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“Quelli sul pavimento sono i giocattoli del demone ragazzino, perché il gioco domina la vita ed il pensiero di qualsiasi bambino capace di vivere senza niente.”

“Il gioco rende il bambino infinito.”

“Il bambino privo di ogni cosa è un demone inafferrabile.”

“Facciamo una vita molto simile a quella di certi crostacei”

“Per protestare contro gli scempi urbani avevano l’abitudine di seminare fiori ovunque trovassero un po’ di terra, e quelli che non potevano seminare li tenevano tra i capelli, li regalavano ai poliziotti in assetto di guerra, integrandoli nella loro identità quando chi li voleva insultare cominciò a definirli figli dei fiori. Quella degli hippy era una cultura nomade, fondata sul rifiuto dell’autorità e di ruoli predefiniti, la lotta contro il concetto di proprietà, l’odio per quel lavoro che aveva divorato ogni momento libero dei loro genitori; era un neo-pauperismo ispirato dai cinici greci e da una visione umanizzata di Gesù Cristo,  che diventerà famosissima grazie al musical Jesus Christ Superstar.” “c’è molta di questa cultura nell’arte di non avere niente” “il nostro mondo ha nascosto il loro contributo in pratiche ormai istituzionalizzate come l’Erasmus, l’Interrail, i campeggi e i camper, l’autostop e, se vogliamo arrivare agli anni 2000, possiamo tranquillamente inserire la cosiddetta sharing economy , il software libero e gran parte delle idee alla base del web.”

ma poi successe qualcosa… dalla cultura hippy a quella yuppie… anni 80…

“bisogna liberarsi da tutto questo: lì dove il viaggio era libertà, adesso è catene; dov’era imprevisto, adesso è pianificazione, dov’era avventura e gioco, adesso è nevrosi. Procurarsi un buon libro, una tenda minuscola, un mezzo di trasporto economico; non pianificare nulla, portarsi dietro quanto meno possibile.” ecc…

” In generale, è sempre meglio ignorare chi vi dice cosa fare e chi dovete essere: il viaggio, in fondo, è proprio questo.”