La pelle di origine animale non serve più: ecco le 10 migliori alternative

 

Borse, scarpe e abbigliamento in cuoio, ma non (più) di origine animale: sembra impossibile ma non lo è, grazie alle innovazioni di aziende internazionali

 

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La rivoluzione vegana passa anche dall’abbigliamento e le innovazioni degli ultimi anni lo confermano: sono sempre di più le aziende internazionali che puntano a sostituire il cuoio di origine animale con alternative cruelty-free ed eco-compatibili, in tutto e per tutto simili alla pelle nella resa e negli utilizzi. Quali sono, quindi, le migliori innovazioni in questo campo?

Piñatex – A base di ananas

pinatex pelle vegana

 

Nato dall’idea e dal lavoro della designer spagnola Carmen Hijosa, questo tessuto si ottiene dalla lavorazione delle foglie di ananas, è simile alla pelle di origine animale per resa e consistenza, ma è stampabile esattamente come la tela. La materia prima arriva dalle Filippine, viene poi lavorata a Barcellona e venduta dalla sede ufficiale dell’azienda “Ananas Anam ” a Londra. Un’idea che ha catturato l’attenzione anche di grandi aziende del calibro di Hugo Boss, che di recente ha investito nella produzione di sneakers vegane da uomo pensate per rispondere alla sempre crescente domanda di una moda etica, responsabile e sostenibile.

Pelle – mela

scarpe vegane di mela

 

Si ottiene dalla lavorazione delle bucce di mela ed è il frutto del lavoro di un ingegnere altoatesino, Alberto Volcan. Dapprima con le mele si è pensato di produrre la “cartamela”, ovvero fogli di carta generati da cellulosa arricchita con la buccia del frutto; poi, l’idea si è ampliata per ottenere un materiale che possa sostituire senza alcun problema la pelle e il cuoio nella creazione di oggetti e accessori come borse e portafogli, la “pellemela“: alla base di questo tessuto c’è farina di mela ricavata da buccia e torsoli essiccati e poi polverizzati, poi unita ad acqua e collante naturale e infine compattata. Un materiale ecologico e totalmente cruelty-free, utilizzato non solo dal designer Carlo Busetti per creare delle borse – partendo dalle mele bio dell’Alto Adige – ma anche dall’azienda statunitense VEERAH per creare le prime scarpe da donna in questo materiale.

“Pelle vino”

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È ricavata a partire dalle vinacce ed è un’invenzione tutta italiana: si chiama Wineleather ed è prodotta dall’azienda milanese Vegea, fondata Giampiero Tessitore. Un’invenzione talmente degna di nota da aver meritato due anni fa la vittoria al Global Change Award, premio che viene assegnato ogni anno ai prodotti che hanno maggiori potenzialità commerciali e che si distinguono per il loro tratto profondamente innovativo. Con questo tessuto sono stati già creati abiti e scarpe, parte di un’intera collezione di moda vegana e cruelty-free pensata dall’eco-designer Tiziano Guardini.

Muskin – Pelle a base di funghi

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E se vi dicessimo che con i funghi si possono produrre non solo sostituti 100% vegetali della carne, ma anche un materiale cruelty-free ed eco-compatibile in tutto e per tutto simile al cuoio? Si chiama Muskin ed è una “pelle” vegana scamosciata morbida e molto resistente prodotta anche in questo caso da un’azienda italiana con sede a Montelupo Fiorentino, GradoZero. Parliamo di un materiale ricavato dal cappello del fungo, prodotto senza l’uso di sostanze chimiche e per questo totalmente atossico e quindi ideale per essere usato anche nella realizzazione di manufatti che sono a diretto contatto con l’epidermide. In più, il Muskin ha la capacità di assorbire l’umidità per poi rilasciarla, cosa che lo rende perfetto per la realizzazione di calzature: è quello che ha fatto l’azienda Nat-2, che produce sneakers unisex con questo materiale. Ma non è tutto, perché questa azienda produce scarpe anche partendo dai fondi di caffè: ogni paio è composto da almeno il 50% di caffè – proveniente da coltivazioni sostenibili – che gli regala l’aroma tipico della bevanda, mentre il resto della tomaia è realizzato in polietilene tereftalato (PET) riciclato.

Nuo Leaf – Cellulosa

Pelle vegana di cellulosa

 

Un padre e una figlia italiani producono un materiale eco-compatibile composto al 90% di cellulosa vegetale, per l’8% da un adesivo poliuretanico all’acqua ma senza derivati plastici: si chiama Nuo Leaf ed è l’invenzione della start up Mymantra, già nota per aver dato vita anni fa al Ligneah, un tessuto pressoché identico alla pelle animale ma realizzato con il legno proveniente da alcune foreste gestite eticamente, nel rispetto degli ecosistemi. Questa “pelle”, dicono i creatori, è resistente e durevole, leggera e totalmente biodegradabile, pensata per realizzare abbigliamento, borse e accessori, calzature e prodotti di design.

Zoa – Cellule sintetiche

pelle vegana zoa

È “cuoio liquido”, ma totalmente cruelty-free, ideato dalla start up californiana Modern Meadow, che per produrlo parte da cellule sintetiche, il cui DNA è modificato in laboratorio in modo tale che queste si sviluppino e crescano nella maniera desiderata: ciò, secondo i suoi inventori, fa sì che Zoa possa assumere qualsiasi forma e densità, tanto da arrivare a parlare di un tessuto “liquido”. Anche se non è ancora impiegato su larga scala, l’azienda starebbe già collaborando con diversi brand internazionali per far sì che Zoa possa sostituire il cuoio animale praticamente in ogni utilizzo.

Cork Leather

Michael-Spitzbarth

Siamo di fronte a un materiale 100% naturale, rinnovabile e durevole, realizzato partendo dal sughero: si chiama Cork Leather ed è un’innovazione unica nel suo genere. In particolare, l’azienda che lo produce lavora la corteccia della quercia da sughero, nota in botanica come Quercus suber, per ottenere un materiale resistente e leggero, utilizzato perfino per realizzare giacche da motociclista: un’idea del designer tedesco Michael Spitzbarth, che ha creato un’alternativa vegana all’abbigliamento da “centauro” che niente sembra avere da invidiare alle classiche giacche di pelle.

Pelle di ulivo

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È il marchio tedesco di calzature thies a utilizzare per primo il “cuoio” ottenuto con le foglie di scarto che rimangono dopo la raccolta delle olive. Parliamo di scarpe vegane unisex per adulti e per bambini, tutte realizzate in colori pastello e dal design lineare e casual. L’ingrediente di base di questo materiale è una sostanza che si trova sulle foglie di ulivo, recuperata mettendo in infusione le foglie come se si trattasse di tè e lavorata per ottenere un materiale resistente, sottile e cruelty-free. Mentre le scarpe per bambini sono realizzate interamente in “cuoio” di ulivo, quelle per adulti hanno la suola in gomma naturale e sono prodotte senza materiali tossici.

“Telle”- Pelle a base di Tè kombucha

Pelle vegana

 

Sembra incredibile, ma è possibile ottenere un materiale simile al cuoio anche partendo dalle foglie del tè kombucha, bevanda orientale molto antica ottenuta per fermentazione di zuccheri e lieviti. Ideatori del progetto sono i ricercatori dell’Iowa State University, che lavorano già da tempo a questa innovazione, combinando il tè fermentato con aceto, zucchero, batteri e lievito in una soluzione sulla cui superficie si forma uno strato di un “magico” materiale simil-pelle. Un materiale che è stato rinominato “teather” (da “tè” e “leather”, “pelle” in inglese) e che in italiano suonerebbe più o meno come “telle”.

Pelle di tofu

tessuto vegano scarti tofu

 

È un’invenzione un po’ più “casalinga”, ma comunque degna di nota: parliamo della “pelle” vegana ottenuta dagli scarti della lavorazione del tofu, creata dalla start up indonesiana (e tutta al femminile) XXLab. Un processo decisamente artigianale (e a impatto zero), che nasce semplicemente facendo bollire gli scarti della lavorazione del tofu con aceto, zucchero e fertilizzante; si aggiunge poi una colonia di batteri e il composto viene fatto riposare una decina di giorni. Trascorso questo tempo, il risultato è un materiale dalla consistenza collosa, già usato in alcune parti del mondo per imballaggi eco-friendly, ma sfruttato dall’azienda indonesiana per produrre (al momento ancora come prototipi) scarpe e accessori.

 

[Fonte]

Alessandra Di Lenge al Festival di Sanremo per dar VOCE a chi non ha voce

 

A due passi dal Festival di Sanremo per “Dare voce a chi non ce l’ha”.
Una doppia manifestazione pacifica a poche ore dalla finale del 69°Festival della Canzone Italiana.
Prima in via Matteotti davanti alla statua di Mike Bongiorno, poi davanti al teatro Ariston.

Alcuni manifestanti, con maschere di animali, erano “armati” di chitarre senza corde e microfono senza amplificatore.
Altri avevano cartelli con citazioni di cantanti vegani italiani e internazionali.

Baglioni ha dichiarato che questo sarebbe stato “Il Festival dell’armonia” e che “Gli artisti possono essere almeno i trombettieri di qualche buona battaglia”, ecco perché, nella ricerca dell’armonia nostra e del pianeta in cui viviamo, non possiamo dimenticare i milioni di animali che ogni anno vengono allevati, torturati e uccisi e che sono anche tra le principiali cause di cambiamenti climatici, deforestazione e spreco di risorse (i raccolti destinati alla zootecnia potrebbero sfamare le popolazione che ancora soffrono la fame).

YouTube: https://youtu.be/Y0vj7f758r8

Rassegna stampa:
https://www.riviera24.it/…/le-iene-vegane-a-due-passi-dal-…/
http://www.sanremonews.it/…/al-festival-di-sanremo-le-iene-…
http://www.promiseland.it/sanremo-manifestazione-per-dare-…/
http://www.ilcorrierino.com/a-sanremo-irrompono-…/10006.html

Quaresima vegan per il Papa: la sfida da un milione di dollari

 

Un milione di dollari da donare in beneficenza in cambio di una dieta vegana per tutto il periodo quaresimale: è questa la richiesta che Genesis Butler12 anni, ha fatto in questi giorni a Papa Francesco tramite una lettera ufficiale. Una mossa che è servita alla ragazzina – attivista per i diritti animali e fervente ambientalista – per dare risalto al progetto Million Dollar Vegan (MDV), che grazie al suo lancio in 15 paesi diversi vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei cambiamenti climatici e sulla stretta connessione che li lega a ciò che scegliamo di mangiare ogni giorno al motto di “combattiamo il cambiamento climatico cambiando alimentazione”. Se il pontefice accetterà, MDV metterà a disposizione un milione di dollari da devolvere a un qualsiasi ente benefico a sua scelta.

A sostegno dell’iniziativa – per cui è stata lanciata anche una petizione rivolta al pontefice – figurano diverse celebrità tra le quali anche Paul McCartney, vegetariano convinto da decenni; il cantante e musicista Moby, vegano da oltre 30 anni e l’attore Joaquin Phoenix, anch’egli vegano da quando aveva 3 anni e fervente animalista. Ma la vera “celebrità” è probabilmente Genesis stessa, vegana da quando aveva solo 5 anni e molto nota sul web grazie alla sua pagina Facebook “A vegan child’s journey” dove, insieme ai genitori, pubblica foto e video di sé per dimostrare al mondo come i bambini vegani siano in salute, sempre sorridenti e felici. La ragazzina è anche la persona più giovane ad aver mai tenuto un discorso (proprio sui cambiamenti climatici) per TEDx, un programma che si occupa di diffondere idee innovative a livello internazionale.

Cambiamenti climatici e allevamenti: una connessione profonda

Quello di Genesis al Papa è sicuramente un appello ambientalista, ma al contempo anche un invito a puntare i riflettori sulla sofferenza animale: “Gli allevamenti intensivi sfruttano l’83% dei terreni agricoli – scrive Genesis – ma contribuiscono solo al 18% delle nostre calorie. Sono responsabili anche del 14,5% delle emissioni di gas serra prodotti dall’uomo, oltre che una delle cause principali della deforestazione e dell’attuale estinzione di massa delle specie selvatiche. Tutte queste cose hanno una grande importanza per me, e il mio cuore soffre profondamente per i miliardi di animali intrappolati negli allevamenti, privati della possibilità di vedere la luce del sole o di crescere i propri piccoli”.

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Tutte questioni che il Papa ha sollevato nell’Enciclica del 2015 Laudato si’, grazie alla quale è stato anche nominato persona dell’anno dalla PETA. Nella sua lettera Genesis, che ha chiesto anche di incontrare Papa Francesco per discutere di persona di queste problematiche, ricorda come “spostarsi verso una dieta vegetale porterà diversi benefici all’ambiente. Proteggerà le nostre terre, gli alberi, gli oceani, l’aria e contribuirà a nutrire le popolazioni più vulnerabili del pianeta“.

Non si sa ancora quale sarà la decisione del pontefice e se, scegliendo una dieta vegana per tutto il periodo della Quaresima, accetterà o meno di farsi portavoce di un messaggio così importante. Quello che è certo è che il Papa in passato è stato protagonista di dichiarazioni controverse riguardo alla questione animale: nel 2015 definì “preoccupante” l’amore che al giorno d’oggi proviamo per gli animali, e più di recente ha speso parole di incoraggiamento nei confronti dei circensi che lavorano con gli animali, regalando perfino ai più bisognosi un ingresso gratuito a uno spettacolo. Non così, invece, per la questione ambientale: durante un incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – per il quale i cambiamenti climatici non esistono – il pontefice gli ha donato una copia proprio della sua Enciclica del 2015, sottolineando l’importanza di porre attenzione a queste tematiche.

Green Leader-Le aziende e il pianeta: la nuova serie National Geographic

Sviluppo sostenibile. Attenzione per il pianeta e per le sue risorse. Parole che oggi non sembrano più così lontane dal mondo aziendale ma che anzi diventano in molti casi un vero e proprio obiettivo, con una crescita degli investimenti in eco-sostenibilità.

Giovanni Minoli incontra i leader delle maggiori imprese presenti nel nostro Paese per raccontare come la prospettiva di un’economia sostenibile sia diventata ormai un tema imprescindibile.

Ospiti di Green Leader – Le aziende e il pianeta, in onda su National Geographic(Sky 403) dal 4 febbraio ogni lunedì alle 20:40, sono alcuni tra i più importanti rappresentanti del mondo industriale italiano:Paolo Barilla, Vice Presidente di Barilla; Sergio Solero Presidente e AD di Bmw Italia; Brunello Cucinelli, Presidente e Amministratore Delegato di Brunello Cucinelli; Maria Patrizia GriecoPresidente del consiglio di amministrazione di Enel; Carlo Pontecorvo, Presidente e Amministratore Delegato di Ferrarelle; Gianmaria Gros-Pietro, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo; Roberto Colaninno Presidente e Amministratore Delegato di Piaggio; Marco Tronchetti Provera CEO di Pirelli e Nerio Alessandri Fondatore e Presidente di Technogym.

Ritmo incalzante e domande serrate, in un faccia a faccia da dieci minuti in cui Minoli ripercorre con i suoi ospiti gli attuali progetti di eco-sostenibilità, le ultime innovazioni e le prospettive future senza tralasciare richiami a temi di grande attualità che fanno discutere l’opinione pubblica. “Non c’è più tempo per salvare il Pianeta.” Afferma Minoli. “Molte imprese lo hanno capito e riorientano i loro bilanci verso un’economia sostenibile. Come? Glielo abbiamo chiesto e ci hanno risposto.”

[Fonte]

Beyonce e Jay-Z offrono una chance per vincere biglietti a vita gratis per i loro concerti in cambio di 1 mese di dieta vegana da parte dei fan

Reuters) – Music superstars Beyonce and Jay-Z are offering fans a chance to win free tickets for life to their concerts in exchange for adopting a vegan diet for a month.

The “Lemonade” singer announced the contest to her 123 million Instagram followers late on Wednesday in support of the Greenprint Project, which encourages people to reduce their environmental footprint by eating plant-based meals.

Beyonce pledged to eat plant-based breakfasts and go meatless on Mondays, while Jay-Z is promising to eat two plant-based meals a day.

The project is the brainchild of Beyonce’s personal trainer, Marco Borges, who published his “The Greenprint” book in December explaining his plant-based diet and exercise plan. The singer and her spouse wrote the introduction to the book.

A study in the journal Science last June concluded that avoiding meat and dairy products would be the biggest way to reduce the environmental impact on the planet because of reduced irrigation of farmland, animal emissions, food processing and transport.

Under the contest rules, one fan will get a pair of tickets to one official concert tour by Beyonce and/or Jay-Z for the next 30 years.

(Reporting by Jill Serjeant in Los Angeles; Editing by James Dalgleish)

[FONTE]