Vaaa Pensiero

(Cit.)

Le cose capitano per fare un passo indietro e sentirle , guardarle da fuori per capire come ci sei entrati .. ti accorgi che è magia quando scopri che l’amore si trasmette ma purtroppo anche l’odio e la sofferenza, anche quella degli animali.. ci si uccide di continuo.. ci si nutre di morte anziché di vita.. ci si ammala .. come possiamo brillare in queste condizioni? Ho un amico che lavorava in un mattatoio, ha ammazzato sgozzando centinaia di animali che piangevano e urlavano perché volevano vivere.. ora non li mangia più .. lo dicono tutti sai se i mattatoi fossero all’aperto nessuno mangerebbe più la morte..

volevo dirti che tutto quello che succede, capita sempre per riportarti nell’amore dal quale forse ti sei allontanato e non hai più creduto.. magari mettendo davanti l’interesse e agendo egoisticamente… potrà sembrarti strano ma quando si sta peggio, in fondo non si sta facendo altro che migliorare e guarire , “scontando” la conseguenza di una scelta fatta in precedenza che cerca sempre di essere al passo con il mondo in cui viviamo che ci distrae da quello che siamo.lascia andare, non sei chi in facciata ti prende in giro , non sei i tuoi soldi , non sei le parole o le smorfie e neanche i tuoi successi.. sei un essere divino capace di fare e vivere cose incredibili… l’amore salva.. vorrei raccontarti tante cose

“Egli credette che la produzione abbondante fosse essenziale alla liberazione umana e accettò l’idea di una rigorosa divisione del lavoro solo come un temporaneo male necessario “

“L’aumento delle specializzazioni può anche portare a lavoratori con più scarse competenze e conoscenze globali, e alla totale mancanza di entusiasmo per il loro lavoro. Questo punto di vista è stato ampliato e sviluppato da Karl Marx. Egli definì il processo come “alienazione”: Marx denuncia l’aspetto alienante di questo modo di produzione. Né il prodotto, né il controllo su cosa e come si produce, né la possibilità di gestire liberamente le relazioni con le altre persone all’interno del luogo di lavoro sono ad appannaggio del lavoratore. In queste condizioni, il lavoro diventa la negazione dell’uomo, il suo contrario. Invece di essere il luogo dell’autorealizzazione più alta dell’uomo, diventa quello del suo abbrutimento. Marx scrisse che “con questa divisione del lavoro”, il lavoratore è “ridotto spiritualmente e psichicamente alla condizione di una macchina”. Egli credette che la produzione abbondante fosse essenziale alla liberazione umana e accettò l’idea di una rigorosa divisione del lavoro solo come un temporaneo male necessario.”

 

 

Oggi abbiamo la possibilità di creare abbondanza di cibo vero, atossico e anche terapeutico e preventivo e vitalizzante, cioé la frutta.

La società umana deve ancora nascere, e sarà permessa a pieno solo quando non saremo più costretti alla divisione del lavoro per una pluralità di fini e obbiettivi forzatamente indotti dalla malattia e dalla disorganizzazione dell’ecosistema Gaia.

Quando convoglieremo le nostre energie nel rispetto delle leggi cosmiche e universali, invece, potrà avvenire il desiderio di questa Terra, assieme all’equilibrio corpo-mente-spirito delle individualità e delle collettività risvegliate e liberate dal giogo della fittizia economia monetaria e del signoraggio bancario dei “grandi” malati.

Ma solo insieme, prendendoci le mani, unendo i pezzi, procedendo insieme potremo.

Basta coi veleni! Assumiamoci la responsabilità per ciò che consumiamo quotidianamente, finanziamo la produzione del cibo vero, locale, organico, senza tossine né naturali né artificiali!

Riconosciamo la menzogna del grande malato che ci propina il suo veleno quotidiano.

NO ALLA DROGA!

 

Se la società umana globale unisse davvero le forze, potrebbe creare molto facilmente abbondanza estrema di frutta. Si può creare abbondanza solo di questo elemento sulla terra, tutto il resto richiede lavoro e altro lavoro che deriva dai problemi del precedente e così via.

Girolamo Buccellato – La mia guerra

copertina1“Un giorno o l’altro lo farò”. Rispondeva così ad amici, parenti o conoscenti che, dopo avere ascoltato i suoi innumerevoli racconti legati a quei sette lunghi e duri anni di vita militare, lo invitavano a scrivere per lasciarne memoria.
Le sue rievocazioni scaturivano da una frase, da una situazione, da un’immagine che, sebbene talvolta all’apparenza poco attinenti, lo riportavano a quel tempo così lontano eppure così indelebilmente impresso nella sua mente e nel suo cuore da consentigli di ricordare e descrivere tutto nei minimi particolari.
All’età di 92 anni, finalmente, decide di scrivere anzi, all’improvviso, sembra avere fretta. Riprende documenti, fotografie, lettere e quant’altro ritiene utile per il suo racconto e, un pò a fatica, completa la sua opera.
Cosa lo abbia spinto forse non è difficile da capire.
La solitudine in seguito alla scomparsa della sua amata compagna? La consapevolezza del tempo che passa? La voglia di lasciare un ricordo, un dono ai suoi cari? O la convinzione, ancora una volta, di compiere un dovere?
Comunque sia … grazie per averlo fatto!

Lidia Buccellato

Le Onorificienze

 

 

 

Bert Hellinger:
“La vita ti disillude perché tu smetta di vivere di illusioni e veda la realtà. La vita ti distrugge tutto ciò che è superfluo, fino a che rimanga solo ciò che è importante. La vita non ti lascia in pace affinché tu smetta di combatterla e accetti ciò che è. La vita ti toglie ciò che hai, fino a che non smetti di lamentarti e inizi a ringraziare. La vita ti manda persone conflittuali affinché tu guarisca e smetta di proiettare fuori ciò che hai dentro.
La vita lascia che tu cadi una e un’altra volta fino a che ti decidi ad imparare la lezione. La vita ti porta fuori strada e ti presenta incroci fino a che non smetti di voler controllare e fluisci come un fiume. La vita ti pone nemici sul cammino fino a che non smetti di “reagire”. La vita ti spaventa tutte le volte necessarie a perdere la paura e riacquistare la fede.
La vita ti toglie il vero amore, non te lo concede né te lo permette, fino a che non smetti di volerlo comprare con fronzoli.
La vita ti allontana dalle persone che ami fino a che non comprendi che non siamo questo corpo ma l’anima che lo contiene. La vita ride di te molte volte, fino a che non smetti di prenderti tanto sul serio e impari a ridere di te stess@. La vita ti frantuma in tanti pezzi quanti sono necessari affinché da lì penetri la luce.
La vita ti ripete lo stesso messaggio con schiaffi e urla finché non ascolti. La vita ti invia fulmini e tempeste affinché tu possa svegliarti. La vita ti umilia e sconfigge fino a che non decidi di far morire il tuo Ego.
La vita ti nega i beni e la grandezza fino a che smetti di voler beni e grandezza e inizi a servire. La vita ti taglia le ali e ti pota le radici, fino a che non avrai più bisogno né di ali né di radici, ma solo di sparire nella forma e volare dall’essere che sei. La vita ti nega i miracoli fino a che non comprendi che tutto è un miracolo. La vita ti accorcia il tempo affinché tu impari a vivere. La vita ti ridicolizza fino a diventare nulla, fino a diventare nessuno, così diventi tutto.
La vita non ti da ciò che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno per evolvere. La vita ti fa male, ti ferisce, ti tormenta, fino a quando non lasci andare i tuoi capricci e godi del respirare. La vita ti nasconde tesori fino a che non inizi il tuo viaggio e non esci a cercarli. La vita ti nega Dio, fino a che non lo vedi in tutti e in tutto. La vita ti chiede, ti toglie, ti taglia, ti spezza, ti delude, ti rompe … fino a che in te rimanga solo AMORE”