La longevità secondo il Tao

L’universo è tutto ciò che esiste e non si può uscire da ciò che esiste”

La longevità secondo il Taoismo, e il ruolo del qi gong (che assume significato pressoché uguale a quello di pnéuma del greco antico, e del sanscrito prana, ovvero di soffio vitale funzionale alla salute psico-fisica dell’uomo):
Lao Tzu, fondatore del taoismo, sottolineava l’importanza di coltivare la Via della vita percorrendo la via del Dao; in tal modo si sarebbe conseguita la longevità fisica, non disgiunta da quella spirituale. Per ciò, tuttavia, servono 4 qualità:
1. La qualità della bontà (ci):
Sii capace di offrire te stesso, condividere ciò che “ti appartiene”, qualunque cosa essa sia. La capacità di dare va coltivata di pari passo con quella di ricevere l’energia della vita, in qualunque modo essa si manifesti, e di rimanere aperti al cambiamento, sempre, senza attaccamento.
2. La qualità dell’armonia (he):
Intesa come spirito di concordia, è uno stato interiore che irradia anche verso l’esterno, che si realizza quando si è in profonda sintonia con la realtà presente. Questo accade solo quando si lascia andare l’eccessiva concentrazione sulla nostra personalità, quando si abbandonano i sogni dell’ego per divenire parte di una verità più grande: la stessa esistenza, giungendo dunque a un io più autentico. Ci si sente infatti parte di una grande orchestra, la pratica del qi gong aiuta a trovare tale armonia e comunicarla. Aiuta ad accordarsisia nella famiglia che nel sociale, così come nella natura e universo intero.
3. La moderazione:
Né troppo, né troppo poco (in ogni ambito e grado raggiunti): la giusta misura (in grecometron). Temperanza, autocontrollo. Tuttavia, diversamente dalla concezione occidentale spesso diffusa, la moderazione non si realizza tramite la repressione:perché in tal modo si creerebbe un legame molto forte, nel nostro inconscio, con ciò che stiamo reprimendo e che presto o tardi si manifesterebbe in superficie, ancora più potente (la volontà non esiste, se non è in sintonia con la sincera spontaneità naturale, ergo propria). C’è un altro modo, un’altra via ed è quella di rimanere presenti e consapevoli in ogni momento, e dell’essere in contatto con il sentire ciò che accade dentro di noi. Se rimaniamo rilassati e presenti è più facile capire ciò che è veramente bene per noi e in quale preciso momento, al finedi rimanere bilanciati ed evitare gli estremi, avanzando dunque nel modo migliore nel proprio perfezionamento (di qualsiasi genere esso sia: sociale, caratteriale, sportivo, ecc.)
L’effetto dell’azione è di eliminare ciò di cui non si ha bisogno; sforzo nella scienza significa invece cercare di acquisire ciò di cui si ha effettivamente bisogno.”
-al-Gazali-
4. La calma (jing):
È lo stato cui si giunge se le qualità sopra descritte sono praticate come stile di vita, naturalmente, senza forzature. E quando si è calmi cala dentro noi un grande silenzio e un profondo senso di pace; come conseguenza, l’energia dell’organismo si conserva e non si consuma, circola eassicura la “Lunga Vita” del corpo e dello spirito. Se si è uno stadio di paura, stress, rabbia, passione continuo, il corpo consumerà sempre energia in sovrappiù, e richiederà inoltre fonti di energia yang e non yin . Aumentano tutti i fabbisogni indotti, e si va verso la brutalità e la malattia.
** Le emozioni non vanno represse, ma espresse e lasciate fluire. L’importante è rimanere se stessi, averne consapevolezza, in modo da poterle capire e quindi amministrare nel migliore dei modi, senza che divengano dunque passioni a cui ci sottometteremmo e che ci dominerebbero, ma sentimenti. Se esse permangono, danneggiano il corpo: se l’energia ristagna presto o tardi si trasforma in calore/fuoco patogeno che può consumare i liquidi e loyin del corpo.
Un uomo con queste quattro qualità è un uomo più libero e più felice, e quindi più longevo.
L’impostazione del sistema impiegatizio odierno costringe a uno stile di vita in totale contrasto con le suddette qualità. Tuttavia, il saggio saprà sempre come meglio amministrare, nei limiti concessigli, anche se soffocanti, la propria condizione, con imperturbabilità.
Infatti, l’umano è, per definizione, il sovraumano. E viceversa.
L’uomo è stato creato in una posizione intermedia fra la bestia e l’angelo”.
-al-Gazali-