Mortali

blindness

Il modus “approcciandi” e vivendi di chi erra e per questo è pervertito e ammalato è capriccioso ed altamente dannoso e immediatamente invalidante per chi nasce nella legge universale o per chi la rispetta o vorrebbe rispettarla. La cecità al potere può solamente guidare col bastone, e permarrà sempre e comunque nella dipendenza dalla schiavitù delle masse, fra mille paure e paranoie. La schiavitù è figlia della schiavitù, la sovranità è figlia della sovranità. Il “tu devi ” del tradizionalismo costringe la vita (soffocandola e impedendola) a tollerare la morte e a nutrirsi di morte, e a instillare sensi di colpa sulla base di torti e debiti inesistenti, di modo che l’errore generazionale possa continuare a perpetuarsi imperterrito e degenerare, e che nessuno sotto le ali nere del grande architetto possa mai splendere neanche lontanamente e minimamente più di lui o più di quanto abbia lui fatto nella sua vita. Sarebbe troppo sacrilego dubitare del padrone, lui ha sempre ragione. Infatti nasciamo tutti peccatori, cresciamo peccatori e invecchiamo come tali, e solo al termine potremo essere perdonati e salvati, magari con un’estrema unzione, ché con il nostro definitivo e concreto consenso all’annientamento, con la nostra sconfitta avremo forse saziato (per poco) la fame inappagabile e l’incommensurabile odio purosangue di vossignoria. Siete così vuoti da sembrare perfetti, signori.

Mattarella dice che sul cambiamento climatico siamo a una crisi globale

“Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario. E’ il senso della sollecitazione sottoscritta, nell’autunno scorso, da alcuni Capi di Stato europei”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Belluno.

“Deve essere chiaro che il rapporto con la natura è fatto di rispetto degli equilibri dell’ecosistema, pur se l’umanità ha dimostrato una costante propensione a misurarsi quotidianamente con i limiti conosciuti” ha detto Mattarella, peraltro riconoscendo che “la civiltà montana ha saputo confrontarsi con questi limiti e svilupparsi per millenni, in una competizione quotidiana con condizioni di vita non facili, ben inserita in questo ambiente, senza stravolgerlo”.

Incendio boschivo
© Sputnik . Ministry of Emergency Situations

Il Capo dello Stato ha quindi raccomandato di coltivare insieme innovazione e sapienza antica: “Devono andare di pari passo due atteggiamenti. Anzitutto la costruzione di una attenta regia e di solidarietà internazionali, per affrontare quei comportamenti che contribuiscono a cambiamenti climatici dalle gravi conseguenze – ha detto -. Gli sforzi compiuti nelle diverse conferenze internazionali, che si sono succedute, hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti. In secondo luogo, sul terreno delle concrete pratiche da parte delle istituzioni locali e nazionali, vanno respinte decisamente – ha raccomandato Mattarella – tentazioni dirette a riproporre soluzioni già ampiamente sperimentate in passato con esito negativo, talvolta premessa per futuri disastri”.Il presidente della Repubblica ha infatti sottolineato che opere di contenimento e regimentazione, se non suffragate dall’apprendimento delle precedenti esperienze, talvolta ottengono risultati opposti a quelli prefissati, violando equilibri secolari da difendere. “Diversamente, rischiamo di ritrovarci altre volte a piangere vittime, frutto non della fatalità ma drammatica conseguenza di responsabilità umane.

L’amara e indimenticabile esperienza del Vajont ce lo insegna ogni momento”.

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