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Questo sito intende principalmente sostenere la sperimentazione e la ricerca di stili di vita, e quindi anche e specialmente di alimentazione, come il melarismo e il fruttarismo sostenibile, come pure approfondire tali tematiche e molte altre affini con approccio olistico. Si sostiene che salute, etica e scienza vadano di pari passo, che siano direttamente e reciprocamente proporzionali. Il principio dell’olismo concepisce il vero sempre come frutto di componenti che se prese parzialmente danno risultato opposto all’effetto macroscopico della loro interazione inclusiva. La reale rivoluzione scientifica necessita già da sempre, storicamente, del suddetto atteggiamento da parte del soggetto ricercatore: solo questo ha infatti permesso il vero progresso della cultura, il dialogo sempre esistito fra le varie discipline; quello parzialistico e meramente quantitativo, di contro, fa degenerare la sapienza finanche nelle odierne “intelligenze” binarie, programmate, mansionarie, docilmente dipendenti, e facilmente amministrate.

Di base, inoltre, esorcizziamo il mito dell’oggettività scientifica, mai esistita, se non su un fatto statistico, se non su una datità, o un insieme di queste, che sarà sempre solo fino a prova contraria, ergo contingente e mai assicurabile, sistematicamente confezionabile. Fare “scienza” significa esattamente sperimentare. Citando il professore Umberto Galimberti, dal capitolo “La provocazione della tecnica e la riduzione dell’essere a fondo a disposizione” de “Il tramonto dell’occidente” ricordiamo a molti arroccati su convinzioni  e “certezze” scientifiche inequivocabili (come il mito delle proteine, del fabbisogno calorico standard, della quantità giornaliera raccomandata, dell’onnivorismo della specie umana, ecc.) il principio di indeterminazione di Heisenberg: “La tecnica interviene nella manifestazione oggettiva della realtà per renderla disponibile. La disponibilità è la modalità tecnica del veritativo. A questo punto Heidegger si chiede: “Quale tipo di svelamento è appropriato a ciò che ha luogo mediante il richiedere pro-vocante? (…)” In questo modo la tecnica dissolve l’oggettività scientifica. Nella microfisica, per esempio, dove la scienza è possibile solo grazie alla perfezione degli strumenti messi a disposizione dalla tecnica, l’oggettiva posizione della particella subatomica è indeterminabile, in quanto le condizioni tecniche dell’osservabilità alterano lo star-di-contro (Gegen-stand), e quindi l’oggettività dell’osservato. A questo punto la domanda: che cos’è la natura? si converte nella domanda: che cos’è la conoscenza? L’oggettività, infatti, non riesce a costituirsi o, se è concettualmente precostituita, si dissolve, perché il livello d’esperienza è anteriore al differenziarsi di soggetto e oggetto. Se, come dice il principio di Heisenberg, per “vedere” una particella subatomica occorre illuminarla, e l’illuminazione, cozzando contro la particella, la devia, ciò che si “vede” non è la posizione della particella, ma la collisione che ne deriva e che non consente di stabilire la posizione della particella prima della collisione del raggio luminoso richiesto per osservarla. In questo modo, la posizione della particella è un inosservabile, perché osservabile è la collisione della particella con le condizioni dell’osservabilità. A questo punto non si potrà mai dire se le leggi che si stabiliscono per gli osservabili valgono anche per gli inosservabili, e, in generale, se la natura, provocata o chiamata alla presenza dalle tecniche dell’osservazione, è la natura che si trattiene nel nascondimento dell’inosservabilità.” 

La dittatura della fede scientifica è, pertanto, solamente un’ulteriore forma di superstizione paurosa, e su di essa è stata ormai posta una pietra tombale con il fallimento della scienza causalistica particellare e l’avvento della fisica, e biofisica quantistiche, proprio grazie al principio heisenberghiano. Con questo non si vuole affatto demonizzare la scienza, quella vera, ma semmai richiamarla in causa, mettendo quindi da parte l’assolutizzazione dei suoi principi e l’indiscutibilità di ognuno di essi, perché la vera scienza si mette continuamente in dubbio, dato che non ha interessi economici da preservare: è continuamente aperta al gioco della vita, non alza muri e soprattutto non si reclude servizievolmente nell’illogicità gerarchica di piani “universitari” limitanti la lebenswelt, purtroppo costringendo spesso in condizioni a ben guardare disumane e di s-fruttamento e, nella maggioranza dei casi ormai, di prostituzione intellettuale; non-luoghi non così distanti, nella loro organizzazione (sia architettonica che teorica) dalle vergognose fondamenta su cui poggiano.

“Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.”

Max Horkheimer, «Il grattacielo», da Crepuscolo.

Vera scienza è oloscienza. Vera scienza è ciò che funziona.

[Disclaimer: le informazioni scientifiche o di qualsiasi altro tipo contenute in questo sito sono a puro titolo informativo e non sostituiscono in alcun modo l’attività del medico (o diversa figura professionale ufficiale relativa alle predette informazioni), che deve essere sempre prima consultata, agendo poi sotto la sua esclusiva responsabilità, oltre che quella propria personale; gli autori declinano ogni responsabilità, diretta o indiretta, in merito alle scelte fatte conseguentemente alla conoscenza delle informazioni di qualsiasi genere contenute in questo sito].

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