FRUTTARISMO SOSTENIBILE 2 (F2-MMA)

Per la comprensione del seguente articolo bisogna prima aver letto con attenzione quelli relativi alle fasi alimentari onnariana MDA-1, vegetariana MDA-2, vegan MDA-3, vegan-crudista MDA-4, l’articolo introduttivo all’alimentazione fruttariana e la fase alimentare F1.

evoluzione

Il fruttarismo sostenibile 2 deve essere effettuato come seconda fase fruttariana. Dopo appena oltre un mese di fruttarismo sostenibile 1, si può passare al fruttarismo sostenibile 2. L’impostazione giornaliera consta, anche in questo caso, di tre pasti (senza aggiunte) ed è la seguente:

-COLAZIONE:

Farla appena se ne sente il bisogno: una o due mele rosse.

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Mai fare eccezioni a questo tipo di primo pasto; ognuna del peso medio (commerciale) di 2 etti; preferire la varietà Stark. È fondamentale che queste due mele al mattino siano almeno biodinamiche o al limite biologiche, ottime al gusto (segno di buona coltivazione), vanno mangiate a morsi, con la buccia, non tagliate o alterate in alcun modo per innumerevoli motivi sia biochimici che biomeccanici. Infatti, la mela, se tagliata entra immediatamente in ossidazione e numerosissime sostanze vengono inattivate (bisogna capire che la mela è un vero e proprio universo a se stante, alterarla in maniera artificiale comporta gravi danni a tutta la sua struttura organica). D’altro canto, mordere la mela, favorisce un ritorno finalmente all’atto trofico naturale della specie umana, incidendo così in modo enormemente positivo su tutta la sua struttura anche articolare, muscolare e ossea (dall’atm, articolazione temporo-mandibolare, alla cervicale, alla zona lombo-sacrale e a scendere fino alla caviglia), con grandi benefici sulla postura generale. Non mangiare mai i semi e nemmeno masticarli. Come già abbiamo accennato nell’articolo sul ciclo circadiano, la mattina l’organismo umano è in fase catabolica e non bisognerebbe mangiare, ma siccome anche in fase fruttariana 1 e 2 si proviene dalla cena precedente contenente ancora molte tossine aspecifiche, occorre ristabilire un minimo di equilibrio consumando almeno una mela rossa nella mattinata, il prima possibile. Essendo essa anche l’unico frutto ph-inalterante, non aggiungere altro per consentire alle sostanze perfette della mela rossa di agire senza la minima interazione con altre sostanze, e lasciarla lavorare da sola almeno quattro ore prima del pranzo. È indispensabile che sia la prima cosa che entra nello stomaco nella giornata, a stomaco e intestino puliti: questo assicura anche una perfetta assimilazione di tutti i suoi principi nutritivi essenziali e specie-specifici, che gli altri frutti invece non hanno.

-PRANZO:

Da una a tre mele rosse.

Queste mele devono avere le stesse caratteristiche di quelle della colazione. Mai superare le 5 mele al giorno di peso suddetto, sia perché hanno una capacità nutrizionale cellulare molto potente e profonda, sia in quanto oltre una certa soglia quantitativa (minore in fase pre-fruttariana e crescente fino al melarismo1) il fruttosio viene trasformato in glucosio, con tutte le conseguenze negative già citate nell’articolo sul metabolismo del fruttosio.

Visto che la sera si mangiano tutti frutti non adatti alla specie umana, nel fruttarismo 2, per essere sostenibile, è fondamentale arrivare a consentire al nostro organismo di ripristinare un metabolismo adatto alla sua specie almeno durante tutto l’arco della giornata prima di cena, tramite la mela rossa anche a pranzo. In gergo fruttariano si dice che il segreto, nel fruttarismo, è proprio quello di “lasciare pulito a mele” almeno tutto l’arco della giornata fino a cena.

Non usare mai frutta grassa e/o frutta ortaggio a pranzo né a colazione in quanto contenendo una quantità quasi nulla di zuccheri, oltre che una necessità decisamente maggiore di energia per la digestione, assorbimento e assimilazione, porta a debolezza durante la giornata e ad orario sbagliato ad intossicazione aspecifica continuamente crescente. Frutta ortaggio e grassa a pranzo portano, col tempo, anche a un calo patologico di peso, pur essendo insieme molto calorici, per il mancato rispetto del ciclo circadiano: possono portare addirittura ad acidosi soprattutto mattutina, pur essendo alcalinizzanti! Infatti, se non si rispetta il nostro bioritmo fisiologico si ottiene esattamente l’effetto opposto, dato che si inserisce un carburante in una fase del giorno in cui il corpo è in uno stato del tutto diverso (anche ormonale) da quello in cui si trova la sera.

Come stiamo per vedere, frutta grassa e ortaggio sono invece del tutto indispensabili per la cena, in ambito fruttariano sostenibile.

-CENA:

È il terzo e ultimo pasto: frutta dolce, frutta grassa, frutta ortaggio e 1-3 banane:

1) Iniziare sempre con frutta dolce (da uno a due tipi diversi), in quantità ovviamente inferiore a quella del pranzo del fruttarismo 1, visto che dopo si consuma anche frutta grassa, ortaggio e banane.

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2) È fondamentale continuare sempre con un avocado di almeno 3 etti netti (esclusi quindi seme e buccia). Di solito l’avocado è tanto più gustoso quanto la sua buccia è grinzosa e verde scuro (le varietà Hass e Fuerte sono le migliori) ed è mangiabile quando inizia a cedere ad una leggera pressione delle dita su di essa. È molto importante che l’avocado venga consumato nel modo più naturale possibile per evitare la disattivazione di tutti i suoi complessi enzimatici e la sua velocissima ossidazione (tranne la buccia che non è commestibile), e quindi a morsi, dopo aver tagliato fettine longitudinali, sbucciate (con un coltello non ossidante è l’ideale, come quelli in ceramica). Questa continuazione di cena nel fruttarismo 2 non va mai modificata.

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Si informa che avocado e olive contengono solo il 14% di grassi, ben quattro volte meno di qualsiasi seme oleoso e quindi sono sempre comunque frutti molto leggeri in quanto contengono il 76% di acqua, sono privi di colesterolo e hanno addirittura la migliore qualità di tutti i tipi di grasso dopo la mela, con un’altissima percentuale di grassi monoinsaturi (soprannominati non a caso “spazzini del sangue” dalla scienza medica). La potenza disintossicante di questi grassi inoltre è aumentata dalla ricchezza di potassio e di antiossidanti complementari presenti anch’essi nei suddetti frutti, che sono indispensabili nel fruttarismo, sia per una sostituzione graduale di tutto l’intossicatissimo tessuto adiposo precedente, sia per una quantità complementare proteica che consente una gradualità fondamentale dall’alimentazione prima condotta (visto anche che già un avocado grande da 3-4 etti contiene circa il quantitativo proteico di mezza bistecca!).

3) Continuare la cena con una delle seguenti alternative, a sazietà:

A) Frutti ortaggio consumati a morsi e con la buccia, tipo pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, zucca, eccetera. Poi consumare gli stessi frutti ortaggio in pinzimonio, cioè immergendoli parzialmente in olio d’oliva denocciolato abbondante, (stavolta dai trenta grammi minimo ai cinquanta) messo in un piatto, e mordendo la parte bagnata d’olio. Poi consumare olive in abbondanza: da 1,5 a 2,5 etti netti (escluso il seme).

Conviene avere a disposizione molti tipi di oliva diversi: rosse, nere, verdi e ognuno di questi tipi di varietà diversa ancora, in modo sia da poter variare maggiormente, sia di consumarne in maniera maggiore perché maggiore sarà il gusto. Olive, avocado e olio denocciolato sono fondamentali nel fruttarismo perché costituiscono l’unica terna grasso-proteica fruttariana essenziale, in questa fase, anche per non innescare la crisi d’astinenza da tossine forti che porta ad avere voglie di cose diverse da frutta.

Col tempo è meglio passare alle olive non salate e senza qualsiasi altra sostanza, compresa l’acqua, e si ottengono inserendo le olive, ma solo mature, direttamente dall’albero in un barattolo vuoto, chiudendolo per bene in modo che non passi l’aria. Le olive liberano un gas che, nel barattolo chiuso ermeticamente, toglie la maggior parte dell’amaro: bisogna consumarle dopo almeno 1 mese… Dopo la prima apertura si conservano bene nello stesso barattolo, e sono sempre più buone ad ogni riapertura. Una volta riabituati al loro sapore naturale, sono più buone di quelle salate. In alternativa, raccogliere le olive ed essiccarle parzialmente, o raccogliere quelle già parzialmente essiccate da sotto gli alberi d’ulivo (magari si può chiedere a un contadino, o ad un amico).

B) È di grande importanza un piatto misto di pomodori tagliati a pezzetti, cetrioli tagliati a rondelle sottili con tutta la buccia (magari con mandolina), olive nere e verdi denocciolate (in modo da poterle gustare nello stesso boccone senza il problema di togliere il semino) in quantità abbondante: almeno due etti e non più di tre. Aggiungere dai 50g ai 100g massimo (è fondamentale che non siano mai meno di 50 grammi, soprattutto il primo mese, perché l’olio copre il fabbisogno calorico ancora abbastanza alto nel fruttarismo aspecifico sostenibile) di olio d’oliva denocciolato biologico spremuto a freddo. Mescolare bene il tutto;

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L’olio deve necessariamente essere denocciolato, cioè estratto da olive denocciolate: una vera e propria spremuta di polpa d’olive. Gli olii estratti da olive non denocciolate, infatti, contengono tutte le sostanze secondarie tossiche dei semi delle olive (i quali non ci sogneremmo mai di ingerire). É anche importante che quest’olio sia grezzo, cioè non filtrato e almeno biologico (non fidarsi degli olii commerciali delle grandi distribuzioni).

A differenza dell’olio d’oliva non denocciolato, quello denocciolato è anche alcalinizzante, con la sola eccezione di quelli le cui olive sono state raccolte troppo acerbe che però si riconoscono subito dal fatto che “raschiano” molto la gola, con una sensazione di forte bruciore, e quindi da non usare.

C) Solo come eccezione, massimo due volte a settimana (meglio nel week-end), un’altra ricetta fruttariana non dolce a piacere. In questo modo si ha, nel tempo, una cena anche molto varia, oltre che infinitamente più gustosa (e sempre di più, man mano che le papille gustative si disintossicano e si risvegliano).

Esempi di altri piatti non dolci, fatti sempre al 100% con frutta cruda (anche se nel primo periodo fruttariano, come eccezione, si può mangiare anche frutta scottata) sono gli spaghetti fruttariani di zucchina conditi in innumerevoli modi, le lasagne fruttariane, la pizza fruttariana, la parmigiana fruttariana, il risotto di zucca, crostini fruttariani, involtini fruttariani, panini fruttariani, una grande varietà di minestre e minestroni fruttariani, formaggio fruttariano, hamburger fruttariano, patatine fruttariane, bistecca fruttariana… Tutti ovviamente per l’importantissima gradualità anche psicologica che non va mai sottovalutata dato che il cibo crea un fortissimo legame affettivo (sia la forma, sia il sapore, sia il modo in cui viene fisicamente mangiato). Tutte queste ricette si possono trovare nel testo specie umana P3M (pagina 201), ma anche sul sito cucinabioevolutiva, oltre che nel presente sito.

3) Terminare sempre la cena con 1-3 banane, non meno di una e non più di tre, di circa 120 grammi netti (esclusa la buccia) l’una. Le banane devono essere biologiche.

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La banana è un frutto ottimo per la chiusura della cena fruttariana, in quanto la precedente parte della cena contiene in abbondanza grassi e proteine, ma una scarsa quantità di carboidrati che, invece, specialmente nella configurazione glucidica quantitativa e qualitativa presente solo nella banana, sono necessari sia per un corretto bilanciamento dei predetti nutrienti, sia per la produzione di serotonina. Quest’ultima è proprio il neurotrasmettitore essenziale per un sonno fisiologicamente sano e riposante. Inoltre la banana ha altre proprietà molto importanti:

-la banana, da mangiare solo quando è matura (buccia tutta gialla e puntini tondi neri che hanno fatto la loro comparsa), agevola la digestione dei grassi carpici assunti durante la prima parte della cena.

-come accennavamo, possiede una configurazione glucidica a digestione, assorbimento, ed assimilazione lenti. Questo consente un utilizzo graduale dei glucidi, lungo tutta la nottata, per un risveglio mattutino ancora pieno di energia.

-la banana ha una concentrazione in carboidrati decisamente più alta rispetto agli altri frutti dolci, cosa che consente un bilanciamento proto-lipidico con una quantità decisamente minore di frutta dolce, che a chiusura della cena deve essere il minimo possibile, visto che è leggermente acidificante ed è stata presa già in abbondanza a pranzo.

Se si avessero problemi nella digestione della banana (cosa rara nel fruttarismo) basta controllare che la si stia consumando matura, e masticarla bene a lungo prima di ingoiarla.

4) Infine, ovviamente, l’ideale è chiudere la cena con circa mezza mela rossa, o con una meletta rossa piccola. Infatti, la mela a chiusura della cena è del tutto essenziale per l’innesco di una sana fisiologia di tutta la nottata, dato che l’ultima cosa che si consuma nella giornata è decisiva.

GLI ENORMI EFFETTI POSITIVI DELL’IMPOSTAZIONE COLAZIONE-PRANZO A MELE

Il fruttarismo sostenibile 2 consiste quindi, nei primi due pasti, di sole mele rosse di circa due etti l’una: una a pasto è l’ideale, massimo 2 a colazione, massimo 3 a pranzo. La cena invece, come abbiamo visto, consiste di altra frutta. Questa impostazione è assolutamente fondamentale per il nostro organismo proprio perché, come si è già detto altrove nel sito, la salute si ottiene con la quantità minima di cibo, ma, allo stesso tempo, con la qualità massima dei nutrienti (mela stark).

La fase f2 consente di rimanere con un organismo disintossicato dalle mele tutta la giornata, lasciando il tempo di lavorare alle sostanze perfette della mela rossa, prima di introdurre la sera altra frutta. Questo è del tutto essenziale nel fruttarismo assestato, e non bisogna mai dimenticarlo, proprio per il semplice motivo che la frutta diversa da mela non è adatta alla specie umana e quindi, se non si ridimensiona, consumandola al limite una sola volta al giorno, solo ed esclusivamente la sera, porta col tempo a diversi problemi. Questi ultimi sono dovuti principalmente al loro squilibrio di nutrienti e alla determinazione di un ph metabolico finale ematico alterato.

F2 è ottima anche dal punto di vista psicologico: toglie totalmente la fame e la sete durante il giorno grazie alle sostanze perfette della mela rossa e con le massime energie, fisiche e mentali, mai provate nella propria vita; consente la sera di lasciarsi una sorta di “sfogo” mentale con l’altra frutta, indotto anche da questa società ancora innaturale e in riavanzamento trofico.

Consiglio ai fruttariani

Siccome il nostro cervello, per chi ancora vive in questa società antiecologica, a volte può aver bisogno di “trasgressione”, per il fruttariano, se non vuole trovarsi comunque a sconfinare ogni tanto nelle verdure o addirittura nei semi, il modo più sicuro è raggiungere gradualmente il fruttarismo 3. Questo, essendo basato sul melarismo e abituando il fruttariano ad esso, trasforma in “trasgressione” qualsiasi altro frutto diverso da mela. Di conseguenza la fase F3 consente di riuscire tranquillamente a rimanere sempre almeno dentro il fruttarismo medesimo.

Si scoprirà poi, con massima sorpresa della persona stessa che lo attua, che solo ed esclusivamente col melarismo (dopo almeno le prime settimane, sentendosi le cellule molto più profondamente nutrite), è addirittura molto più facile non avere voglie “trasgressive”, rispetto addirittura ad assolutamente tutti gli altri modelli alimentari, dal fruttarismo, vegan-crudismo, veganismo, fino anche al vegetarianismo.

ACCORGIMENTI ULTERIORI

-Le mele devono essere sempre croccanti e succose, mai farinose.

-La frutta va mangiata sempre fresca, matura, con tutta la buccia (quella dei frutti in cui è commestibile).

-Non refrigerare i cibi. La frutta, e qualsiasi altro “alimento”, in frigo subiscono la cosiddetta cottura inversa, altrettanto tossica della medesima cottura. A maggior ragione, se si compra frutta probabilmente già conservata in celle frigorifere per la conservazione al fine commerciale, non rimetterla mai in frigo per una seconda volta. Bisogna sempre, ovviamente, cercare il male minore, a seconda delle possibilità di ognuno. La frutta fuori da frigo in genere si conserva bene da sola, anche per 15 giorni, le mele anche per più settimane. In estate, basta conservarla in un luogo lontano dalla luce e più fresco, in casa. L’ideale per rallentare la maturazione è non accumularla tutta insieme, ma distribuirla, e mai conservarla all’interno di sacchetti, ovviamente. (per i danni del cotto visitare l’articolo sul cibo cotto, in cui si accennano)

 

-L’utilizzo di frutta almeno biologica, meglio se biodinamica, ci consente anche di non lavarla mai (nemmeno con sola acqua) e nemmeno di strofinarla: queste azioni fanno perdere, pure per semplice osmosi, moltissime sostanze preziosissime per la nostra salute e tolgono inoltre la gran parte di vitamina b12 che è presente solo ed esclusivamente sulla superficie esterna della buccia. Tutto questo vale per ogni frutto a buccia commestibile, ma soprattutto per la mela, che ha una buccia biochimicamente specie-specifica per la specie umana.

-Per chi avesse problemi di troppa produzione di urina, anche di notte, è sufficiente aumentare la quantità di frutta essiccata ortaggio come pomodori essiccati, zucchine essiccate, peperoni essiccati, melanzane essiccate, zucca essiccata… Ovviamente senza sale che, portando a bere, aumenta l’uresi. Questa cosa aiuta ad assorbire l’eventuale acqua in eccesso, e a non perdere così sostanze importanti.

-A chi non dovessero piacere alcuni tipi di frutto, ricordarsi di riassaggiarli dopo circa una settimana di fruttarismo senza quel frutto, sia perché a papille più disintossicate piacerà di più, sia perché è essenziale non togliere nessuno dei frutti sostenibili di questa impostazione, l’unica sperimentalmente rivelatasi efficace.

-Per chi dovesse scendere sotto il peso forma ideale, cioè naturale, leggere l’articolo relativo all’aumento di massa corporea nel fruttarismo.

FRUTTARISMO SOSTENIBILE 1 (F1)

Per la comprensione del seguente articolo bisogna prima aver letto con attenzione quelli relativi alle fasi alimentari onnariana MDA-1, vegetariana MDA-2, vegan MDA-3, vegan-crudista MDA-4, e l’articolo introduttivo all’alimentazione fruttariana.

evoluzione

Il fruttarismo sostenibile 1 deve essere effettuato come prima fase fruttariana. L’impostazione giornaliera consta di tre pasti (senza aggiunte) ed è la seguente:

-COLAZIONE:

Farla appena se ne sente il bisogno: una o due mele rosse.

2-mele-rosse

Mai fare eccezioni a questo tipo di primo pasto; ognuna del peso medio (commerciale) di 2 etti; preferire la varietà Stark. È fondamentale che queste due mele al mattino siano almeno biodinamiche o al limite biologiche, ottime al gusto (segno di buona coltivazione), vanno mangiate a morsi, con la buccia, non tagliate o alterate in alcun modo per innumerevoli motivi sia biochimici che biomeccanici. Infatti, la mela, se tagliata entra immediatamente in ossidazione e numerosissime sostanze vengono inattivate (bisogna capire che la mela è un vero e proprio universo a se stante, alterarla in maniera artificiale comporta gravi danni a tutta la sua struttura organica). D’altro canto, mordere la mela, favorisce un ritorno finalmente all’atto trofico naturale della specie umana, incidendo così in modo enormemente positivo su tutta la sua struttura anche articolare, muscolare e ossea (dall’atm, articolazione temporo-mandibolare, alla cervicale, alla zona lombo-sacrale e a scendere fino alla caviglia), con grandi benefici sulla postura generale. Non mangiare mai i semi e nemmeno masticarli. Come già abbiamo accennato nell’articolo sul ciclo circadiano, la mattina l’organismo umano è in fase catabolica e non bisognerebbe mangiare, ma siccome anche in fase fruttariana 1 e 2 si proviene dalla cena precedente contenente ancora molte tossine aspecifiche, occorre ristabilire un minimo di equilibrio consumando almeno una mela rossa nella mattinata, il prima possibile. Essendo essa anche l’unico frutto ph-inalterante, non aggiungere altro per consentire alle sostanze perfette della mela rossa di agire senza la minima interazione con altre sostanze, e lasciarla lavorare da sola almeno quattro ore prima del pranzo. È indispensabile che sia la prima cosa che entra nello stomaco nella giornata, a stomaco e intestino puliti: questo assicura anche una perfetta assimilazione di tutti i suoi principi nutritivi essenziali e specie-specifici, che gli altri frutti invece non hanno.

-PRANZO:

Frutta dolce, consumare tre tipi di frutta dolce, banane escluse, di quantità a sazietà.

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La motivazione dell’unire nello stesso pasto frutti diversi (mai mangiarne solo uno o due tipi) è stata già spiegata, negli articoli precedenti, ma la ribadiamo (vale anche per la cena ovviamente): quando il cibo è specie-specifico deve essere unico e non mischiato con nient’altro; tuttavia quando si consumano cibi non adatti alla specie in questione, siccome ognuno di essi è biochimicamente sbilanciato per quella specie, è indispensabile unirli nello stesso pasto in modo bilanciato, proprio per attutire i danni di ognuno di questi “cibi” e cercare così di riavvicinarsi il più possibile al bilanciamento nutrizionale del cibo specie-specifico. Questo avviene sempre anche in natura, nel caso in cui una specie animale non sia più all’interno della propria nicchia ecologica specie-specifica e sia quindi costretto a sopravvivere con altro (perché non trova più il suo cibo elettivo).

È ottimo iniziare sempre con mezzo melone, visto che è il frutto dolce meno acidificante; esiste sia la varietà estiva che quella invernale. Poi continuare mangiando altri due tipi di frutto dolce a sazietà, preferendo i migliori in ordine (consultare a proposito la scala di tossicità dei cibi) tipo pesca, kaki, pera, albicocca, uva (ottima quella rossa), fichi, prugne, ciliegie, anguria, mango, papaya…

Solo come eccezione, per pranzo, si può mangiare (non più di due volte a settimana) un’abbondante macedonia di tre frutti dolci a piacere, aggiungendo però in essa anche una mela e, volendo, anche un po’ di centrifugato di mela mischiato bene con il tutto.

Solo nel fruttarismo, a pranzo, la banana non va assunta. Essa è ottima invece per cena perché possiede una configurazione glucidica che determina una digestione, assorbimento e assimilazione lenti (adatti per un sonno veramente riposante e rigenerante) non adatti al pranzo (fruttariano) che ha bisogno, al contrario, di zuccheri veloci.

Non usare mai frutta grassa e/o frutta ortaggio a pranzo né a colazione in quanto contenendo una quantità quasi nulla di zuccheri, oltre che una necessità decisamente maggiore di energia per la digestione, assorbimento e assimilazione, porta a debolezza durante la giornata e ad orario sbagliato ad intossicazione aspecifica continuamente crescente. Frutta ortaggio e grassa a pranzo portano, col tempo, anche a un calo patologico di peso, pur essendo insieme molto calorici, per il mancato rispetto del ciclo circadiano: possono portare addirittura ad acidosi soprattutto mattutina, pur essendo alcalinizzanti! Infatti, se non si rispetta il nostro bioritmo fisiologico si ottiene esattamente l’effetto opposto, dato che si inserisce un carburante in una fase del giorno in cui il corpo è in uno stato del tutto diverso (anche ormonale) da quello in cui si trova la sera.

Come stiamo per vedere, frutta grassa e ortaggio sono invece del tutto indispensabili per la cena, in ambito fruttariano sostenibile.

-CENA:

È il terzo e ultimo pasto: frutta grassa, frutta ortaggio e 1-3 banane:

1) È fondamentale iniziare sempre con un avocado di almeno 3 etti netti (esclusi quindi seme e buccia). Di solito l’avocado è tanto più gustoso quanto la sua buccia è grinzosa e verde scuro (le varietà Hass e Fuerte sono le migliori) ed è mangiabile quando inizia a cedere ad una leggera pressione delle dita su di essa. È molto importante che l’avocado venga consumato nel modo più naturale possibile per evitare la disattivazione di tutti i suoi complessi enzimatici e la sua velocissima ossidazione (tranne la buccia che non è commestibile), e quindi a morsi, dopo aver tagliato fettine longitudinali, sbucciate (con un coltello non ossidante è l’ideale, come quelli in ceramica). Questo inizio di cena nel fruttarismo 1 non va mai modificato.

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Si informa che avocado e olive contengono solo il 14% di grassi, ben quattro volte meno di qualsiasi seme oleoso e quindi sono sempre comunque frutti molto leggeri in quanto contengono il 76% di acqua, sono privi di colesterolo e hanno addirittura la migliore qualità di tutti i tipi di grasso dopo la mela, con un’altissima percentuale di grassi monoinsaturi (soprannominati non a caso “spazzini del sangue” dalla scienza medica). La potenza disintossicante di questi grassi inoltre è aumentata dalla ricchezza di potassio e di antiossidanti complementari presenti anch’essi nei suddetti frutti, che sono indispensabili nel fruttarismo, sia per una sostituzione graduale di tutto l’intossicatissimo tessuto adiposo precedente, sia per una quantità complementare proteica che consente una gradualità fondamentale dall’alimentazione prima condotta (visto anche che già un avocado grande da 3-4 etti contiene circa il quantitativo proteico di mezza bistecca!).

2) Continuare la cena con una delle seguenti alternative, a sazietà:

A) È di grande importanza un piatto misto di pomodori tagliati a pezzetti, cetrioli tagliati a rondelle sottili con tutta la buccia (magari con mandolina), olive nere e verdi denocciolate (in modo da poterle gustare nello stesso boccone senza il problema di togliere il semino) in quantità abbondante: almeno due etti e non più di tre. Aggiungere dai 30g ai 70g massimo (è fondamentale che non siano mai meno di 30 grammi, soprattutto il primo mese, perché l’olio copre il fabbisogno calorico ancora abbastanza alto nel fruttarismo aspecifico sostenibile) di olio d’oliva denocciolato biologico spremuto a freddo. Mescolare bene il tutto;

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L’olio deve necessariamente essere denocciolato, cioè estratto da olive denocciolate: una vera e propria spremuta di polpa d’olive. Gli olii estratti da olive non denocciolate, infatti, contengono tutte le sostanze secondarie tossiche dei semi delle olive (i quali non ci sogneremmo mai di ingerire). É anche importante che quest’olio sia grezzo, cioè non filtrato e almeno biologico (non fidarsi degli olii commerciali delle grandi distribuzioni).

A differenza dell’olio d’oliva non denocciolato, quello denocciolato è anche alcalinizzante, con la sola eccezione di quelli le cui olive sono state raccolte troppo acerbe che però si riconoscono subito dal fatto che “raschiano” molto la gola, con una sensazione di forte bruciore, e quindi da non usare.

B) Solo come eccezione, massimo tre volte a settimana (meglio nel week-end), un’altra ricetta fruttariana non dolce a piacere. In questo modo si ha, nel tempo, una cena anche molto varia, oltre che infinitamente più gustosa (e sempre di più, man mano che le papille gustative si disintossicano e si risvegliano).

Esempi di altri piatti non dolci, fatti sempre al 100% con frutta cruda (anche se nel primo periodo fruttariano, come eccezione, si può mangiare anche frutta scottata) sono gli spaghetti fruttariani di zucchina conditi in innumerevoli modi, le lasagne fruttariane, la pizza fruttariana, la parmigiana fruttariana, il risotto di zucca, crostini fruttariani, involtini fruttariani, panini fruttariani, una grande varietà di minestre e minestroni fruttariani, formaggio fruttariano, hamburger fruttariano, patatine fruttariane, bistecca fruttariana… Tutti ovviamente per l’importantissima gradualità anche psicologica che non va mai sottovalutata dato che il cibo crea un fortissimo legame affettivo (sia la forma, sia il sapore, sia il modo in cui viene fisicamente mangiato). Tutte queste ricette si possono trovare nel testo specie umana P3M (pagina 201), ma anche sul sito cucinabioevolutiva, oltre che nel presente sito.

3)Terminare la cena con 1-3 banane, non meno di una e non più di tre, di circa 120 grammi netti (esclusa la buccia) l’una. Le banane devono essere biologiche.

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La banana è un frutto ottimo per la chiusura della cena fruttariana, in quanto la precedente parte della cena contiene in abbondanza grassi e proteine, ma una scarsa quantità di carboidrati che, invece, specialmente nella configurazione glucidica quantitativa e qualitativa presente solo nella banana, sono necessari sia per un corretto bilanciamento dei predetti nutrienti, sia per la produzione di serotonina. Quest’ultima è proprio il neurotrasmettitore essenziale per un sonno fisiologicamente sano e riposante. Inoltre la banana ha altre proprietà molto importanti:

-la banana, da mangiare solo quando è matura (buccia tutta gialla e puntini tondi neri che hanno fatto la loro comparsa), agevola la digestione dei grassi carpici assunti durante la prima parte della cena.

-come accennavamo, possiede una configurazione glucidica a digestione, assorbimento, ed assimilazione lenti. Questo consente un utilizzo graduale dei glucidi, lungo tutta la nottata, per un risveglio mattutino ancora pieno di energia.

-la banana ha una concentrazione in carboidrati decisamente più alta rispetto agli altri frutti dolci, cosa che consente un bilanciamento proto-lipidico con una quantità decisamente minore di frutta dolce, che a chiusura della cena deve essere il minimo possibile, visto che è leggermente acidificante ed è stata presa già in abbondanza a pranzo.

Se si avessero problemi nella digestione della banana (cosa rara nel fruttarismo) basta controllare che la si stia consumando matura, e masticarla bene a lungo prima di ingoiarla.

Solo come eccezione, massimo tre volte a settimana si può consumare una ricetta fruttariana dolce a piacere, ripetiamo che queste ricette si possono trovare nel testo specie umana P3M (pagina 201), ma anche sul sito cucinabioevolutiva, oltre che nel presente sito.

4) Infine, ovviamente, l’ideale è chiudere la cena con circa mezza mela rossa, o con una meletta rossa piccola. Infatti, la mela a chiusura della cena è del tutto essenziale per l’innesco di una sana fisiologia di tutta la nottata, dato che l’ultima cosa che si consuma nella giornata è decisiva.

FRUTTA ACIDA

Nel fruttarismo sostenibile 1, come in tutti gli altri modelli alimentari, la frutta acida (arance, agrumi restanti, kiwi e ananas) e la frutta essiccata dolce (fichi essiccati, datteri essiccati, uva essiccata eccetera), per la loro estrema tossicità impossibile da tamponare, vanno eliminate. Questi frutti al massimo si possono mangiare solo una volta a settimana come estrema eccezione, in piccolissime quantità, ma solo fino al fruttarismo 1 e solo nel primo mese, per essere poi completamente eliminati. La volta che li si consuma, li si deve mangiare solo ed esclusivamente a cena e mai a stomaco vuoto. La frutta dolce essiccata, se la si vuole mangiare, deve comunque prima essere stata reidratata immergendola in acqua o meglio centrifugato di mela per qualche ora.

ACCORGIMENTI ULTERIORI

-Le mele devono essere sempre croccanti e succose, mai farinose.

-La frutta va mangiata sempre fresca, matura, con tutta la buccia ( quella dei frutti in cui è commestibile).

-Non refrigerare i cibi, se non come eccezione. La frutta, e qualsiasi altro alimento, in frigo subiscono la cosiddetta “cottura inversa”, altrettanto tossica della medesima cottura. A maggior ragione, se si compra frutta probabilmente già conservata in celle frigorifere per la conservazione al fine commerciale, non rimetterla mai in frigo per una seconda volta. Bisogna sempre, ovviamente, cercare il male minore, a seconda delle possibilità di ognuno. La frutta fuori da frigo in genere si conserva bene da sola, anche per 15 giorni, le mele anche per più settimane. In estate, basta conservarla in un luogo lontano dalla luce e più fresco, in casa. L’ideale per rallentare la maturazione è non accumularla tutta insieme, ma distribuirla, e mai conservarla all’interno di sacchetti, ovviamente. (per i danni del cotto visitare l’articolo sul cibo cotto, in cui si accennano)

-L’utilizzo di frutta almeno biologica, meglio se biodinamica, ci consente anche di non lavarla mai (nemmeno con sola acqua) e nemmeno di strofinarla: queste azioni fanno perdere, pure per semplice osmosi, moltissime sostanze preziosissime per la nostra salute e tolgono inoltre la gran parte di vitamina b12 che è presente solo ed esclusivamente sulla superficie esterna della buccia. Tutto questo vale per ogni frutto a buccia commestibile, ma soprattutto per la mela, che ha una buccia biochimicamente specie-specifica per la specie umana.

-Per chi avesse problemi di troppa produzione di urina, anche di notte, è sufficiente aumentare la quantità di frutta essiccata ortaggio come pomodori essiccati, zucchine essiccate, peperoni essiccati, melanzane essiccate, zucca essiccata… Ovviamente senza sale che, portando a bere, aumenta l’uresi. Questa cosa aiuta ad assorbire l’eventuale acqua in eccesso, e a non perdere così sostanze importanti.

-A chi non dovessero piacere alcuni tipi di frutto, ricordarsi di riassaggiarli dopo circa una settimana di fruttarismo senza quel frutto, sia perché a papille più disintossicate piacerà di più, sia perché è essenziale non togliere nessuno dei frutti sostenibili di questa impostazione, l’unica sperimentalmente rivelatasi efficace.

-Il primo mese, le olive vanno bene anche salate, anche perché nel piatto con olio denocciolato, pomodoro, e cetriolo, il sale viene diluito nel sugo che si forma. Però si può sempre togliere mettendo le olive un po’ a bagno dopo averle denocciolate. Un po’ di sale va comunque mantenuto nella prima fase fruttariana, venendo da un’alimentazione molto tossica, si consiglia di diminuirlo via via con gradualità.

 -Per chi dovesse scendere sotto il peso forma ideale, cioè naturale, leggere l’articolo relativo all’aumento di massa corporea nel fruttarismo.

FASE ALIMENTARE FRUTTARIANA SOSTENIBILE

Per la lettura e la comprensione del seguente articolo è necessario prima aver letto e seguito con attenzione quelli relativi alle fasi alimentari onnariana MDA-1, vegetariana MDA-2, vegan MDA-3, vegan-crudista MDA-4.

Come ben sostenuto e dimostrato da altri articoli di questo sito, esistono solamente due modelli alimentari possibili per la specie umana senza andare incontro a “malattie” di qualsiasi tipo anche gravi (nient’altro che intossicazioni aspecifiche da elementi ecosistemici che non c’entrano nulla con la materia organica della nostra specie) in tempi brevi o più lunghi a seconda della persona. Questi due modelli alimentari sono rispettivamente il fruttarismo, che garantisce una salute finalmente decente ed enormemente superiore a tutti i precedenti modelli “alimentari”; ed il melarismo, per una salute assolutamente perfetta. Tuttavia, essendo la specie umana malivora, qualsiasi tipo di pluritrofismo, anche nell’ambito della frutta, risulterà dannoso su lungo periodo, quindi consigliamo vivamente di passare il prima possibile al melarismo, e non prolungare il fruttarismo oltre i 6 mesi-1 anno.

I fruttariani sono ormai moltissimi e sono in aumento esplosivo, dato che si sta riscontrando sempre più che sono quelli (ma unicamente tramite il fruttarismo sostenibile, che sarà esposto fra poco, che è l’unico fruttarismo perfettamente bilanciato secondo tutti gli aspetti nutrizionali) ad avere il più basso tasso di incidenza (quasi nullo) di qualsiasi tipo di patologia rispetto a tutti i modelli alimentari esistenti, ma molto dopo i melariani, i quali hanno un tasso di patologie del tutto nullo.

A girl picks apples at an orchard near t

Data la sua massima naturalità per la specie umana rispetto a tutti i modelli “alimentari” precedenti, dato che si rispetta per lo meno la struttura morfo-funzionale (sia anatomica, sia biochimica, sia fisiologica) di ogni nostro singolo apparato fruttivoro (dalla dentatura all’intestino, dal mitocondrio all’apparato scheletrico e muscolare, ecc.), il fruttarismo sostenibile ha anche l’incredibile capacità di far ristabilire il peso corporeo e massa corporea ideali per ogni persona, a partire da qualsiasi peso innaturale. Infatti, se intrapreso rispettando il perfezionamento alimentare descritto negli articoli sopra citati e continuato per bene, seguendo la giusta gradualità e rispettando tutte indicazioni esposte in questo sito (le quali includono anche il nutrirsi con frutta il più possibile biologica o meglio ancora biodinamica, mai acerba, e anche una fondamentale tranquillità fisio-psicologica nell’attuazione*), il fruttarismo sostenibile è per le persone sottopeso l’unica vera dieta (salutare e veloce) ingrassante al mondo, e per le persone sovrappeso è anche l’unica (salutare e veloce) dieta dimagrante al mondo.

Vivendo noi oggi ancora nell’era dell’eterna insoddisfazione, che comunque si avvia al tramonto, sarà molto piacevole accorgersi di come, essendo l’impostazione del fruttarismo sostenibile la più vicina al mondo a quella specie-specifica per la specie umana, ogni singola cellula del nostro organismo si sentirà finalmente nutrita al 100%. Di conseguenza, nessuna cellula manderà quasi più al cervello la sensazione di fame (una volta che avrà raggiunto uno stato abbastanza disintossicato ed efficiente), infatti il fruttarismo è addirittura un modello alimentare che induce nell’apparato neuronale umano la produzione di neurotrasmettitori responsabili della sensazione meravigliosa (e mai provata in precedenza) di completa sazietà e massimo appagamento, oltre che massimo godimento vista la particolare struttura fruttivora della papilla gustativa dell’uomo.

DIFFERENZA FONDAMENTALE FRA FRUTTARISMO E FRUTTARISMO SOSTENIBILE

DUE CONCETTI CON ESITO DEL TUTTO OPPOSTO

Mentre ogni fase “alimentare” diversa dall’alimentazione specie-specifica (da quella onnariana a quella vegan-crudista soprattutto) determina uno stato di tossicosi sempre maggiore (la loro impostazione “MDA”, come abbiamo visto, è solo quella a tossicità minore), e dunque sono fasi alimentari sempre non sostenibili in quanto patologiche in più o meno tempo, esiste invece una unica dieta fruttariana sostenibile. È stata definita “sostenibile” poiché il nostro fruttarismo specie-specifico e di conseguenza salutare è il monotrofismo melariano. “Sostenibile” non significa “salutare” quindi, ma sta a indicare che comunque questa dieta può essere sostenuta al limite anche per molto tempo, mantenendo una salute decente e, questo fuor di dubbio, infinitamente superiore a tutti i precedenti modelli “alimentari” (ma, come predetto, sarebbe meglio passare il prima possibile al melarismo).

Si è detto “unico” fruttarismo sostenibile in quanto su un pianeta come il nostro, che possiede oltre 240.000 tipi di frutta di cui però oltre il 99% sono velenosi o altamente tossici per la specie umana (ma specie-specifici per altri animali evolutisi nei medesimi ecosistemi in cui si sono evoluti gli organismi autotrofi fruttiferi in questione, enormemente diversi dall’ecosistema antropico in cui noi ci siamo evoluti per milioni di anni), per ottenere un fruttarismo sufficientemente sostenibile occorre usare solo i frutti meno tossici per la nostra specie. Ma ciò non basta, perché, siccome la nostra fisiologia non è adatta nemmeno a quest’ultimo insieme di frutti meno tossici, essi vanno disposti nell’arco della giornata in una certa maniera in modo da bilanciare gli squilibri biochimici principali che possiedono rispetto alla nostra stessa biochimica e fisiologia.

Purtroppo però, con un numero così grande di frutti più o meno tossici esistenti anche in commercio, un qualsiasi fruttarismo effettuato scegliendo, o disponendo nella giornata i frutti in maniera non adatta ad un minimo di equilibrio fisiologico, porta inevitabilmente a problemi di salute. Per questo occorre subito precisare che è importantissimo, per non avere problemi, seguire solo il fruttarismo sostenibile (messo a punto a livello sperimentale già da moltissime persone in decenni): l’unico che non solo è capace di mantenere una persona in una salute praticamente ottima, ma anche di guarirla se lo incominciasse in uno stato di patologia.

FRUTTARISMO SOSTENIBILE

evoluzione

Il fruttarismo sostenibile può essere un’alimentazione anche molto varia per l’infinità di ricette fruttariane possibili (tantissimi esempi sono presenti in questo sito) e per la grande varietà di frutti (ricordiamo inoltre che ogni specie presenta tantissime varietà molto diverse fra loro di frutti e che dunque ogni frutto è unico nel suo genere) esistenti per ogni categoria che stiamo per elencare, ma per rispettare la sostenibilità di questa dieta fantastica da ogni punto di vista, bisogna rispettare cinque parametri essenziali:

1. Il nostro frutto specie-specifico, ovvero la mela rossa, dev’essere al centro dell’importanza.

La mela rossa, in particolare la Stark, rappresenta l’unica base salutare anche dei fruttariani, e l’unico scudo contro qualsiasi patologia. Bisogna però seguire bene, dopo averle capite a fondo, anche tutte le altre indicazioni presenti in questo sito che insegnano come bilanciare correttamente il fruttarismo, visto che ogni frutto diverso da mela stark è sbilanciato. Ogni sbilanciamento biochimico creato dall’assunzione di un frutto può essere ovviamente compensato solo con lo sbilanciamento esattamente opposto di altri frutti per ottenere una sostenibilità quanto meno sufficiente e quindi una buona salute. La mela, costituendo proprio l’equilibrio centrale infatti, da sola non è sufficiente per bilanciare. Per questi motivi, seguire con attenzione, senza mai modificarle, le indicazioni fondamentali delle tre fasi fruttariane posdette.

2. Eliminazione totale (anche graduale) delle due categorie carpiche estremamente aspecifiche: la frutta acida e la frutta essiccata dolce.

I motivi saranno descritti in un altro articolo, ma ricordare sempre che queste due categorie di frutta sono talmente estremamente sbilanciate per la nostra biochimica (adatte a specie animali troppo diverse dalla nostra) che (specialmente nel fruttarismo) non è possibile bilanciarle in alcun modo e con nessun altro frutto. In particolare la frutta acida, a cominciare dalle arance, è in assoluto la categoria di frutta (col suo corredo molecolare profondamente iper-deelettronizzante e sfaldante strutture per noi del tutto vitali) che ha sempre impedito la diffusione stessa del fruttarismo, portando gradualmente tutti i fruttariani che la usavano a problemi nel giro di pochi mesi o anni. La frutta essiccata dolce è anch’essa estremamente acidificante e porta a problemi di salute simili e quasi comparabili a quelli della frutta acida.

3. Bilanciamento dell’equilibrio proto-lipo-glicidico.

Come già accennato, ogni frutto sbilanciato va bilanciato con un altro frutto sbilanciato in maniera opposta. Ad esempio un frutto eccessivamente zuccherino, sarà bilanciato con un frutto ortaggio, o grasso che contiene molti meno zuccheri e più proteine e grassi. Soprattutto, infatti, è indispensabile bilanciare proprio l’eccesso di glucosio della frutta dolce (che si ricorda essere aspecifica anche lei) con l’apporto grasso-proteico contenuto specialmente nella frutta grassa e nella frutta ortaggio. È di estrema importanza inoltre consumare la frutta grassa e la frutta ortaggio solo a cena, nei modi che descriveremo nelle varie fasi.

4. Bilanciamento dell’equilibrio acido-base.

Essendo la mela Stark il nostro frutto elettivo, l’unico adatto alla nostra specie, esso determina fisioneutralità perfetta a ph 7,41, senza costringere il corpo ad attivare gli innumerevoli e dispendiosissimi meccanismi-tampone (per mantenere il sangue entro il range che consente all’organismo di funzionare e quindi di vivere) che invece richiede l’ingestione di qualsiasi altro frutto diverso da mela rossa. Infatti, qualsiasi altro frutto o “alimento” esistente, o è acidificante (chi più, chi meno) o è alcalinizzante (chi più chi meno). L’alcalosi è sempre meno dannosa dell’acidosi, ma è anch’essa comunque dannosa e quindi da bilanciare.

È soprattutto indispensabile, quindi, bilanciare la leggera acidificazione determinata dalla frutta dolce con la particolare alcalinizzazione determinata specialmente dalla frutta grassa, che è l’unica categoria di frutta che consente davvero una profonda alcalinizzazione sufficiente a tale scopo.

5. Rispetto del ciclo circadiano della specie umana.

La nostra fantastica specie ha sviluppato, nel corso dei milioni di anni, un ciclo trofo-fisiologico a massima evoluzione, ma, al tempo stesso, molto delicato e di conseguenza bisogna rispettare attentamente (beneficiandone così di molto a livello di salute) le già esposte sue fasi: in particolare la fase catabolica al mattino (colazione) e la fase anabolica del pomeriggio. Per questo motivo bisognerà consumare solo le categorie di frutta che stiamo per descrivere e con i giusti tempi e sequenze.

Seguire alla lettera tutte le indicazioni seguenti è nella pratica molto semplice, e di sicuro più semplice di qualsiasi altro modello “alimentare” precedente.

1_Piramide_Fruttariana_Sostenibile_3M

I TRE ERRORI CLASSICI DEI FRUTTARIANI:

Nel fruttarismo non bisogna mai digiunare, mai mangiare frutta acida e mai togliere o andare in carenza da mele rosse (almeno 3 mele rosse al giorno di 2 etti).

Rispettare inoltre il fondamentale ritmo circadiano.

Bisogna inoltre controllare che il ph delle urine non scenda assolutamente mai al di sotto del valore di 7,41, soprattutto il valore della prima urina mattutina. Ovviamente, non deve nemmeno salire troppo, ad esempio sopra il valore di 8.00, dato che anche l’alcalosi è dannosa. Seguendo l’impostazione sostenibile esposta nel sito, comunque, il ph si assesterà gradualmente sul valore fisiologico di 7,41, ma sempre meglio verificare ogni giorno (specialmente al mattino) con un ph-metro, o cartina tornasole, il ph della prima urina.

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Ordunque! Quando una persona è in fase fruttariana sostenibile (provvisoria verso il melarismo, o definitiva, anche se sconsigliato) bisogna che si applichino le impostazioni di base descritte nei seguenti articoli:

il fruttarismo si articola in 3 sotto-fasi alimentari, da attuare in successione, con la durata sempre ideale di un mese l’una:

F1 (Fruttarismo sostenibile 1)

F2 (Fruttarismo sostenibile 2)

-F3 (Fruttarismo sostenibile 3)

 

FASE ALIMENTARE VEGAN-CRUDISTA MDA-4

Questo articolo è dedicato esclusivamente a chi non è né onnariano, né vegetariano, né fruttariano al 100%: è rivolto solo ed esclusivamente alle persone che si nutrono con cibo vegan-crudista. Si tratterà della migliore transizione alimentare da attuare dal veganismo crudista sconsiderato al vegan-crudo con criterio: passaggio da qualunque dieta precedentemente condotta alla dieta migliore per i vegan-crudisti, sulla quale bisogna assestarsi per un periodo di minimo un mese, e poi ognuno con i propri tempi e propri ritmi, sempre cercando di farlo comunque il prima possibile, può con la fondamentale gradualità che verrà fra poco descritta nel dettaglio, passare alla fase fruttariana sostenibile, che verrà trattata in un altro articolo.

Per una maggiore comprensione dell’impostazione MDA, è bene dare una lettura all’articolo sul ciclo circadiano della specie umana e a quello sul perfezionamento alimentare personale.

Ovviamente, la dieta vegan, anche se cruda, rimane pur sempre tossica, quindi assestarsi sull’impostazione MDA-3, o MDA-4, sebbene sia di gran lunga più salutare di qualsiasi altra dieta precedentemente condotta (vegan, vegetariana e onnariana), col tempo porta ugualmente e inevitabilmente a problemi derivati dall’intossicazione cumulativa da “cibo” aspecifico (nonostante si faccia sport e si conduca uno stile di vita attivo e socialmente eccezionale).

Come gradualità temporale, l’ideale per una salute perfetta e una disintossicazione altrettanto efficace sarebbe effettuare ognuna delle fasi alimentari nell’arco di un mese (con gradualità interna al mese stesso), senza anticipare, né prolungare mai di troppo nessuna delle fasi che vanno dall’onnarismo al fruttarismo sostenibile escluso (quest’ultimo, infatti, può al limite essere condotto senza particolari problemi per tutta la vita, anche se sconsigliato, dato che l’alimento specie-specifico dell’uomo è la mela, specialmente se ci si assesta in fase F2, o ancora meglio F3, ma solo se attuato con criterio. Tutte le altre tipologie di “alimentazione”, dall’onnarismo al vegan-crudismo, determinano uno stato di tossicosi sempre maggiore [la loro relativa impostazione MDA è solo quella a tossicità minore] e sono quindi fasi non sostenibili in quanto patologiche in più o meno tempo. Si ricorda o s’informa del fatto che sul nostro pianeta esistono oltre 240.000 tipi di frutta, di cui però oltre il 99% è velenoso o altamente tossico per la specie umana, ma adatto ad altre specie animali coevolutesi nello stesso ecosistema degli stessi, quindi l’unico fruttarismo sostenibile è quello che sceglie i frutti meno tossici per la nostra specie, e li bilancia nel modo corretto).

La malattia comincia già nel momento stesso in cui si mette in bocca il primo “cibo” non adatto alla specie umana, e l’unico motivo per cui non se ne sentono ancora i sintomi forti è che questi sorgono solo quando il numero di cellule intossicate maggiormente supera una certa soglia, diversa per ogni organo ed individuo. Ma quando se ne sentono i primi sintomi chiari significa che le cellule intossicate maggiormente sono ormai miliardi di miliardi, e disintossicarle aspecificamente tutte, anche con i metodi più evoluti descritti in questo sito, è un processo molto lungo e molto fastidioso.

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Non c’è altra soluzione, quindi, che prevenire, e lasciare che ogni fase (dalla fase onnariana, di qualsiasi tipo, alla fase vegan-crudista di qualsiasi tipo, anche a impostazione MDA, nonostante sia la meno tossica) non diventi assolutamente mai una impostazione a termine più lungo di un mese, fino a sei mesi massimo, ma rimanga appunto solo una delle fasi (transitorie) del tutto provvisorie di perfezionamento alimentare verso il melarismo (o al limite, verso il fruttarismo sostenibile).

É fondamentale sapere che: quando si passa da una fase alimentare a quella successiva (o, nel tempo, anche all’interno della stessa fase), per non avere vuoti abitudinari, che poi possono far tornare indietro quando meno te lo aspetti, non bisogna mai togliere un “cibo”, ma semmai sostituirlo con un suo analogo meno tossico (vedi il precedente nella scala di tossicità dei cibi), in quanto ciò non solo non crea vuoti psico-abitudinari, ma ci aiuta anche a gradualizzare di più il perfezionamento alimentare, ricordandoci sempre che la gradualità è la base della salute e della semplificazione per la riuscita, anche psicologica, pure delle fasi successive. La sostituzione scalare va attuata in ognuno dei tre pasti della giornata, colazione pranzo, cena. (sempre meglio perfezionare prima la colazione, nel mentre un po’ il pranzo; poi il pranzo con più gradualità, nel mentre di poco la cena; poi infine la cena, che richiede un tempo maggiore e in cui si potrà comunque sempre inserire tossine aspecifiche più forti, a seconda delle relative fasi alimentari).

Colazione.

Ad esempio, se si è abituati a fare colazione con il caffè conviene non eliminarlo ma sostituirlo, con la seguente (esemplificativa) sostituzione scalare (ma che,ovviamente, si può anche modificare in base alle proprie preferenze sostitutive personali; questo vale pure per tutti i successivi esempi):

la prima settimana col caffellatte (latte di soia),

la seconda settimana col latte di riso al cacao,

la terza settimana col te,

la quarta settimana col succo di frutta dolce (non di frutta acida),

la quinta settimana col centrifugato di mela,

la sesta settimana con una mela rossa (o due; la mela, va sempre mangiata a morsi, con la buccia; vanno trovate quelle buone al gusto, indice anche di buona coltivazione). Se, allo stesso tempo, a colazione si è abituati a consumare, ad esempio, un cornetto (normalmente contiene uova e latte animale), non conviene eliminarlo ma, come sempre, attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con dei biscotti (senza uova e latte animale),

la seconda settimana con una fetta di pane e marmellata,

la terza settimana con due banane,

la quarta settimana ricollegarsi al suddetto succo di frutta,

continuando la quinta,

e la sesta settimana come predetto.

E così, col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, la colazione è perfezionata per l’impostazione “MDA”. Un pasto su tre è perfezionato. La colazione è sempre il pasto più urgente da perfezionare intanto, per tutti i motivi esposti nell’articolo sui cicli circadiani, è infatti quello che più in assoluto incide sulla nostra salute.

Chi, in fase pre-fruttariana, è abituato a non fare per niente colazione (né con liquidi né con solidi), deve provvisoriamente farla da subito con una mela rossa (in quanto il suo stato di intossicazione aspecifica non gli consente ancora di eliminare la colazione completamente, anche per i motivi che vedremo più avanti; una volta giunto in fase fruttariana, può gradualmente posticipare la colazione con la mela rossa sempre più verso mezzogiorno, ma sempre consumandola appena se ne sente il bisogno).

Pranzo.

Ad esempio, se si è abituati a pranzare con un panino, come sempre, conviene non eliminarlo ma attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con un piatto di pasta integrale (come tutti gli altri “cibi”, almeno biodinamici, o perlomeno biologici), (condita col sugo, o con le zucchine, o con le melanzane, o altro frutto ortaggio), sempre preceduto da una insalata fruttariana (un piatto di pomodori, cetrioli, olive denocciolate nere e verdi, mela, arancia, uvetta),

la seconda settimana da un piatto di riso integrale (condita come la predetta pasta), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la terza settimana da un piatto di patate e zucchine (cotte a vapore), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la quarta settimana da un piattone di insalata fruttariana e due banane,

la quinta settimana da un piattone di macedonia di frutta dolce e due banane,

la sesta settimana da tre tipi di frutta dolce (consumata a morsi), a sazietà.

E così, sempre col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, anche il pranzo è perfezionato per l’impostazione “MDA”. Due pasti su tre sono perfezionati.

Ovviamente la colazione va perfezionata contemporaneamente al perfezionamento del pranzo. In questo modo si è innescata gradualmente la parte primaria (“MD”) della potentissima impostazione fasica “MDA”.

Cena.

Questo suddetto innesco, ovviamente, va portato avanti proprio mentre procediamo al perfezionamento della cena (che è l’ultimo pasto, ed il più lungo, da perfezionare, iniziando però, quindi, sempre il perfezionamento dei tre pasti in contemporanea), che dovrà seguire la gradualità (sempre mai per eliminazione dei “cibi”, ma solo per loro sostituzione scalare con analoghi meno tossici) della successione delle varie predette fasi di perfezionamento alimentare, da quella vegetariana a quella fruttariana, al melarismo.

Altri esempi di sostituzione di un “cibo”, con un suo analogo (analogo vuol dire che ha un sapore o psico-efficacia simile, sempre più buono al gusto) meno tossico, sono (si ricorda che, almeno inizialmente, per questioni di gradualità psicologica, per alcuni prodotti vegan o fruttariani è opportuno usare gli stessi nomi degli analoghi animali, anche perché le rilevazioni statistiche dimostrano una maggiore velocità e semplicità di sostituzione scalare):

la carne, sostituita con la carne vegan (a base di proteine vegetali, tipo seitan, mopur, ecc.: con esse si ottengono bistecche, arrosti, fettine, cotolette, trance, hamburger, wurstel, salsicce, affettati analoghi anche ad insaccati, ecc.), poi con la carne fruttariana (vedere ricettario fruttariano del progetto 3m, scaricabile da questo blog gratuitamente), tutti prodotti molto più buoni al gusto della carne animale;

il pesce, sostituito col pesce vegan (a base di proteine vegetali; esiste anche in commercio), poi con il pesce fruttariano (vedere ricettario fruttariano nel libro “progetto 3m”), anch’essi molto più gustosi del pesce animale;

le uova, sostituite con le uova vegan (ad esempio al tegamino, esistono numerose ricette su internet), oppure con la frittata di farina di ceci (meglio se mischiata alle zucchine), poi con la frittata fruttariana (vedere ricettario fruttariano), tutte sempre decisamente migliori al gusto;

la maionese, sostituita con la maionese vegan (ne esistono di tantissimi tipi, molto più buone al gusto di quella con le uova animali, basta trovare quella più adatta al proprio gusto), poi con la maionese fruttariana (vedere ricettario fruttariano), sempre molto più gustosa delle altre;

i formaggi, sostituiti con i formaggi vegan (di tutti i tipi, ma attenzione al tofu, che, per la maggior parte delle persone, ha un sapore non buono, tranne quelli lavorati con l’aggiunta di altri ingredienti vegetali; ad esempio, con un determinato tipo di tofu affumicato hanno prodotto la scamorza vegetale), che finalmente nel centro e nord Europa (specialmente Svizzera e Scozia) hanno cominciato a produrre con una combinazione di ingredienti (dalle patate, al riso, alle noci, ecc.) che lo rendono addirittura molto più buono al gusto di quello animale (hanno prodotto anche la mozzarella vegetale), poi sostituiti col formaggio fruttariano (vedere ricettario fruttariano), ancora più gustoso di tutti gli altri;

il latte animale, sostituito prima col latte di soia, poi col latte di riso (li fanno anche ottimi al cioccolato, ma provare varie marche perché c’è spesso molta differenza di sapore tra una e l’altra), poi col succo di frutta, poi col centrifugato di mele;

il miele, sostituito prima col malto (ad esempio di grano, di riso, di orzo, ecc., ognuno sostituisce un tipo diverso di miele, ma con un sapore più buono), poi sostituito con la marmellata (le vendono anche di 100% frutta, senza zuccheri aggiunti, o altri additivi; evitare quelle di frutta acida, al limite come eccezione); se il miele era usato come dolcificante, si può sostituire col succo concentrato di mela;

i legumi, sostituiti prima con lo stesso seitan, poi con i cereali medesimi [ad esempio, pizza (la meno peggiore per la salute è con pomodoro, zucchine, peperoni, melanzane), pasta (meglio se condita con qualche predetto condimento della pizza), riso (stessi condimenti)], poi con le patate (oppure batate) (come predetto, il modo meno peggiore per la salute è con le zucchine), poi con la zucca ;

i cereali, sostituiti gradualmente con le patate (sempre con le zucchine), o patate americane (batata), (anche con zucchine, peperoni o melanzane), poi con gli spaghetti fruttariani, lasagne fruttariane, riso fruttariano, pizza fruttariana, pane frutta-riano, ecc. (vedere ricettario fruttariano); queste ricette fruttariane sono molto più gustose di quelle fatte con i cereali;

i semi oleosi (come noci , nocciole, ecc.), sostituiti con i cereali germinati (ad esempio farro germinato, avena germinata, grano germinato, ecc., la cui preparazione e condimenti sono descritti nel paragrafo relativo alla fase vegan-crudista), poi con le olive e con l’avocado; soprattutto queste sostituzioni fruttariane sono molto più gustose, oltre che estremamente più salutari, come vedremo meglio anche più avanti;

le verdure, sostituite con la frutta ortaggio (pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, zucca, ecc.), che, oltre ad essere estremamente più salutare, è anche molto più buona e saporita;

Queste sostituzioni (scalari) si possono effettuare nell’arco di tutto il predetto perfezionamento “alimentare”, costituito dalle varie fasi “MDA” (sia tra una fase e l’altra che internamente ad esse).

L’ideale è effettuare le 3 sostituzioni scalari (della colazione, del pranzo e della cena) in maniera contemporanea e parallela (solo se questo risulta troppo difficile, allora basta procedere con le 3 sostituzioni scalari nell’ordine della loro urgenza: cioè, prima perfezionare la colazione, poi perfezionare il pranzo, e, per ultimo, perfezionare la cena; mai modificare questo ordine di priorità).

FASE VEGAN-CRUDISTA (MDA-4):

evoluzione

(per i danni del cotto visitare l’articolo sul cibo cotto, in cui si accennano)

Quando una persona è in fase vegan-crudista (provvisoria verso melarismo o al limite fruttarismo, oppure di più lungo periodo anche se fortemente sconsigliata) è indispensabile che si assesti sulla seguente dieta quotidiana di base (MDA-4), costituita da tre pasti senza aggiunte:

-Colazione (M):

Da una a tre mele rosse, ognuna di circa due etti.

La mela rossa come colazione, e soprattutto come prima cosa a stomaco vuoto della giornata, è essenziale che sia tutti i giorni, e come abitudine definitiva; come predetto, la mattina l’organismo è in fase catabolica e non bisognerebbe mangiare, ma siccome anche in fase vegan si proviene ancora dalla cena del giorno prima piena di tossine aspecifiche forti, occorre ristabilire un minimo di equilibrio biochimico specie-specifico consumando almeno una mela rossa nella mattinata, il prima possibile in questo caso dato che non si è ancora fruttariani al 100%.

-Pranzo (D):

Tre tipi di frutta dolce (a sazietà) meglio a morsi. I motivi per cui occorre unire i cibi aspecifici nello stesso pasto saranno visti in altri articoli di questo sito, anticipiamo che la frutta dolce è ovviamente adatta ad altre specie e quando il cibo è aspecifico va sempre bilanciato con altro cibo aspecifico, per limitarne la tossicità o quanto meno tamponarla; evitare la frutta acida perché altamente tossica per la nostra specie; è molto importante non modificare mai (una volta assestatisi) questo tipo di pranzo.

-Cena (A= alcalinizzante, terzo e ultimo pasto):

antipasto:

Iniziare sempre (è importante farlo sempre) con un’insalata mista di verdure crude, oppure un’insalata mista di frutti ortaggio, crudi, l’ideale è scondita; se condita usare solo olio extravergine d’oliva; evitare o limitare al minimo il sale, l’aceto, il limone, e analoghi, in quanto oltre che tossici sono anche estremamente acidificanti. Mangiarne a sazietà (che non significa “a volontà”).

Pasto:

Un piatto di cereali germinati a sazietà (da non confondere con quelli germogliati), crudi, conditi con molta frutta alcalinizzante (frutta ortaggio e/o grassa) o verdura, tutto ovviamente crudo.

I cereali germinati (che sono semi) sono decisamente meno tossici dei semi oleosi; tra i più buoni al gusto ci sono: avena germinata, farro germinato, grano germinato. “Germinato” significa che il seme germina (cioè spunta circa un mm di radichetta e un mm di fusticino) e pur mantenendo la stessa forma di seme, ma piuttosto ingrandita, diventa morbido, proprio come se fosse cotto. Tuttavia, un seme germinato, crudo, mantiene a differenza del cotto tutte le vitamine e tutte le strutture molecolari intatte. Il seme germinato non è ancora “germogliato”, ovvero con radichetta e fusticino di circa un cm, il quale invece ormai è biochimicamente “verdura, e si ottiene in modo molto semplice: si versano i semi (ad esempio di avena, farro o grano integrali, altrimenti non hanno la capacità germinativa) nella quantità desiderata, dentro un piatto, e versandoci un po’ d’acqua a temperatura ambiente fino a coprirli tutti appena (non più di qualche millimetro al di sopra dell’insieme dei semi stessi). Da quel momento basta lasciarli a bagno senza mai aggiungere altra acqua anche se il livello della stessa diminuirà, per circa 3 ore riguardo l’avena, 6 ore per il farro, 14 ore per il grano (se si desiderano più morbidi basterà lasciarli a bagno più a lungo). Alla fine dell’operazione si può sia lasciare, sia scolare l’acqua residua (a seconda dei gusti… Ma se si lascia il piatto risulterà più ricco di sostanze nutritive), e condire il tutto, mangiandolo direttamente nel medesimo piatto.

Per ottenere dei semi germinati più morbidi, si può usare un altro metodo: porli in una retina, immergerli un attimo in acqua e poi appenderli. In tal modo il seme, percependo l’umidità, inizierà a germinare. Ripetere l’immersione ogni circa sei ore, fino alla morbidezza desiderata.

Esempi di condimenti:

Aggiunta abbondante di pomodoro fresco (anche frullato).

Crema di zucca, ottenuta frullando zucca con olio (cruda).

Crema di avocado: avocado a pezzetti, o reso crema schiacciandolo, o frullato.

Olive nere, verdi rosse denocciolate, o frullate insieme.

Misto a piacere dei suddetti frutti anche frullati insieme.

Pesto vegetale a piacere, ottimo al gusto se fatto di base anche con pochi anacardi.

Il tutto con olio extravergine d’oliva.

Eccezioni:

Al posto del suddetto piatto, magari a rotazione, ma a seconda delle preferenze personali e delle voglie, solo come eccezione (massimo tre, ma meglio due stavolta, giorni alla settimana), si può mangiare una sempre diversa delle seguenti (sono in ordine di tossicità):

-massimo 60 grammi di anacardi

-massimo 50 grammi di nocciole

-massimo 40 grammi di altro seme oleoso

tutti meglio se alternati con altra verdura, frutti ortaggio, consumati nel modo più naturale possibile, meglio a morsi.

Chiusura della cena:

almeno mezza mela (meglio se rossa) e non più di una.

Indispensabilità assoluta per la fase vegan-crudista dell’impostazione vegan-crudista “MDA”

Per la fase vegan-crudista è indispensabile assestarsi su questa impostazione vegan-crudista “MDA”, per gli stessi identici motivi (della massima importanza) riferiti alla fase vegan MDA-3, ovviamente a parte il punto 1 e, riguardo ai punti 2, 3 e 4 il discorso vale solo per i semi oleosi e cereali germinati, o peggio, per eventuali legumi crudi (altamente tossici se non addirittura velenosi).

I 4 errori gravissimi (classici) dei vegani: legumi, semi oleosi, cereali da forno, frutta acida, digiuno e carenza di mele rosse

Il primo errore classico dei vegan-crudisti è quello di consumare troppi semi oleosi. Questo porta, anche in breve tempo, a massiccia intossicazione aspecifica, come già spiegato in altri articoli, sia per le troppe proteine e grassi, sia per le numerosissime, troppe sostanze tossiche secondarie killer e anche per l’innesco dell’enorme fabbisogno indotto di vitamina B12. Tutto ciò porta col tempo a decisi problemi di salute, sempre più gravi e accentuati, di svariato genere; i semi oleosi vanno dunque consumati semplicemente il minimo possibile e sempre preceduti da frutti (anche frutti ortaggio) o verdure, per poi entrare, dopo circa un mese, nella fase fruttariana.

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Gli altri tre errori sono uguali a quelli dei fruttariani, quindi vedere l’articolo introduttivo all’alimentazione fruttariana.

Del tutto fondamentale è aumentare la frutta, in particolare almeno con due mele rosse fisse tutti i giorni (a stomaco vuoto).

FASE ALIMENTARE VEGAN MDA-3

Questo articolo è dedicato esclusivamente a chi non è né onnariano, né vegetariano, né fruttariano al 100%: è rivolto solo ed esclusivamente alle persone che si nutrono con cibo vegan. Si tratterà della migliore transizione alimentare da attuare dal veganismo sconsiderato al veganismo con criterio: passaggio da qualunque dieta precedentemente condotta alla dieta migliore per i vegani, sulla quale bisogna assestarsi per un periodo di minimo un mese, e poi ognuno con i propri tempi e propri ritmi, sempre cercando di farlo comunque il prima possibile, può con la fondamentale gradualità che verrà fra poco descritta nel dettaglio, passare alla fase fruttariana sostenibile, che verrà trattata in un altro articolo.

Per una maggiore comprensione dell’impostazione MDA, è bene dare una lettura all’articolo sul ciclo circadiano della specie umana e a quello sul perfezionamento alimentare personale.

Ovviamente, la dieta vegana rimane pur sempre tossica, quindi assestarsi sull’impostazione MDA-3, o MDA-4, sebbene sia di gran lunga più salutare di qualsiasi altra dieta precedentemente condotta (vegan, vegetariana e onnariana), col tempo porta ugualmente e inevitabilmente a problemi derivati dall’intossicazione cumulativa da “cibo” aspecifico (nonostante si faccia sport e si conduca uno stile di vita attivo e socialmente eccezionale).

Come gradualità temporale, l’ideale per una salute perfetta e una disintossicazione altrettanto efficace sarebbe effettuare ognuna delle fasi alimentari nell’arco di un mese (con gradualità interna al mese stesso), senza anticipare, né prolungare mai di troppo nessuna delle fasi che vanno dall’onnarismo al fruttarismo sostenibile escluso (quest’ultimo, infatti, può al limite essere condotto senza particolari problemi per tutta la vita, anche se sconsigliato, dato che l’alimento specie-specifico dell’uomo è la mela, specialmente se ci si assesta in fase F2, o ancora meglio F3, ma solo se attuato con criterio. Tutte le altre tipologie di “alimentazione”, dall’onnarismo al vegan-crudismo, determinano uno stato di tossicosi sempre maggiore [la loro relativa impostazione MDA è solo quella a tossicità minore] e sono quindi fasi non sostenibili in quanto patologiche in più o meno tempo. Si ricorda o s’informa del fatto che sul nostro pianeta esistono oltre 240.000 tipi di frutta, di cui però oltre il 99% è velenoso o altamente tossico per la specie umana, ma adatto ad altre specie animali coevolutesi nello stesso ecosistema degli stessi, quindi l’unico fruttarismo sostenibile è quello che sceglie i frutti meno tossici per la nostra specie, e li bilancia nel modo corretto).

La malattia comincia già nel momento stesso in cui si mette in bocca il primo “cibo” non adatto alla specie umana, e l’unico motivo per cui non se ne sentono ancora i sintomi forti è che questi sorgono solo quando il numero di cellule intossicate maggiormente supera una certa soglia, diversa per ogni organo ed individuo. Ma quando se ne sentono i primi sintomi chiari significa che le cellule intossicate maggiormente sono ormai miliardi di miliardi, e disintossicarle aspecificamente tutte, anche con i metodi più evoluti descritti in questo sito, è un processo molto lungo e molto fastidioso.

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Non c’è altra soluzione, quindi, che prevenire, e lasciare che ogni fase (dalla fase onnariana, di qualsiasi tipo, alla fase vegan-crudista di qualsiasi tipo, anche a impostazione MDA, nonostante sia la meno tossica) non diventi assolutamente mai una impostazione a termine più lungo di un mese, fino a sei mesi massimo, ma rimanga appunto solo una delle fasi (transitorie) del tutto provvisorie di perfezionamento alimentare verso il melarismo (o al limite, verso il fruttarismo sostenibile).

É fondamentale sapere che: quando si passa da una fase alimentare a quella successiva (o, nel tempo, anche all’interno della stessa fase), per non avere vuoti abitudinari, che poi possono far tornare indietro quando meno te lo aspetti, non bisogna mai togliere un “cibo”, ma semmai sostituirlo con un suo analogo meno tossico (vedi il precedente nella scala di tossicità dei cibi), in quanto ciò non solo non crea vuoti psico-abitudinari, ma ci aiuta anche a gradualizzare di più il perfezionamento alimentare, ricordandoci sempre che la gradualità è la base della salute e della semplificazione per la riuscita, anche psicologica, pure delle fasi successive. La sostituzione scalare va attuata in ognuno dei tre pasti della giornata, colazione pranzo, cena. (sempre meglio perfezionare prima la colazione, nel mentre un po’ il pranzo; poi il pranzo con più gradualità, nel mentre di poco la cena; poi infine la cena, che richiede un tempo maggiore e in cui si potrà comunque sempre inserire tossine aspecifiche più forti, a seconda delle relative fasi alimentari).

Colazione.

Ad esempio, se si è abituati a fare colazione con il caffè conviene non eliminarlo ma sostituirlo, con la seguente (esemplificativa) sostituzione scalare (ma che,ovviamente, si può anche modificare in base alle proprie preferenze sostitutive personali; questo vale pure per tutti i successivi esempi):

la prima settimana col caffellatte (latte di soia),

la seconda settimana col latte di riso al cacao,

la terza settimana col te,

la quarta settimana col succo di frutta dolce (non di frutta acida),

la quinta settimana col centrifugato di mela,

la sesta settimana con una mela rossa (o due; la mela, va sempre mangiata a morsi, con la buccia; vanno trovate quelle buone al gusto, indice anche di buona coltivazione). Se, allo stesso tempo, a colazione si è abituati a consumare, ad esempio, un cornetto (normalmente contiene uova e latte animale), non conviene eliminarlo ma, come sempre, attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con dei biscotti (senza uova e latte animale),

la seconda settimana con una fetta di pane e marmellata,

la terza settimana con due banane,

la quarta settimana ricollegarsi al suddetto succo di frutta,

continuando la quinta,

e la sesta settimana come predetto.

E così, col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, la colazione è perfezionata per l’impostazione “MDA”. Un pasto su tre è perfezionato. La colazione è sempre il pasto più urgente da perfezionare intanto, per tutti i motivi esposti nell’articolo sui cicli circadiani, è infatti quello che più in assoluto incide sulla nostra salute.

Chi, in fase pre-fruttariana, è abituato a non fare per niente colazione (né con liquidi né con solidi), deve provvisoriamente farla da subito con una mela rossa (in quanto il suo stato di intossicazione aspecifica non gli consente ancora di eliminare la colazione completamente, anche per i motivi che vedremo più avanti; una volta giunto in fase fruttariana, può gradualmente posticipare la colazione con la mela rossa sempre più verso mezzogiorno, ma sempre consumandola appena se ne sente il bisogno).

Pranzo.

Ad esempio, se si è abituati a pranzare con un panino, come sempre, conviene non eliminarlo ma attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con un piatto di pasta integrale (come tutti gli altri “cibi”, almeno biodinamici, o perlomeno biologici), (condita col sugo, o con le zucchine, o con le melanzane, o altro frutto ortaggio), sempre preceduto da una insalata fruttariana (un piatto di pomodori, cetrioli, olive denocciolate nere e verdi, mela, arancia, uvetta),

la seconda settimana da un piatto di riso integrale (condita come la predetta pasta), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la terza settimana da un piatto di patate e zucchine (cotte a vapore), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la quarta settimana da un piattone di insalata fruttariana e due banane,

la quinta settimana da un piattone di macedonia di frutta dolce e due banane,

la sesta settimana da tre tipi di frutta dolce (consumata a morsi), a sazietà.

E così, sempre col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, anche il pranzo è perfezionato per l’impostazione “MDA”. Due pasti su tre sono perfezionati.

Ovviamente la colazione va perfezionata contemporaneamente al perfezionamento del pranzo. In questo modo si è innescata gradualmente la parte primaria (“MD”) della potentissima impostazione fasica “MDA”.

Cena.

Questo suddetto innesco, ovviamente, va portato avanti proprio mentre procediamo al perfezionamento della cena (che è l’ultimo pasto, ed il più lungo, da perfezionare, iniziando però, quindi, sempre il perfezionamento dei tre pasti in contemporanea), che dovrà seguire la gradualità (sempre mai per eliminazione dei “cibi”, ma solo per loro sostituzione scalare con analoghi meno tossici) della successione delle varie predette fasi di perfezionamento alimentare, da quella vegetariana a quella fruttariana, al melarismo.

Altri esempi di sostituzione di un “cibo”, con un suo analogo (analogo vuol dire che ha un sapore o psico-efficacia simile, sempre più buono al gusto) meno tossico, sono (si ricorda che, almeno inizialmente, per questioni di gradualità psicologica, per alcuni prodotti vegan o fruttariani è opportuno usare gli stessi nomi degli analoghi animali, anche perché le rilevazioni statistiche dimostrano una maggiore velocità e semplicità di sostituzione scalare):

la carne, sostituita con la carne vegan (a base di proteine vegetali, tipo seitan, mopur, ecc.: con esse si ottengono bistecche, arrosti, fettine, cotolette, trance, hamburger, wurstel, salsicce, affettati analoghi anche ad insaccati, ecc.), poi con la carne fruttariana (vedere ricettario fruttariano del progetto 3m, scaricabile da questo blog gratuitamente), tutti prodotti molto più buoni al gusto della carne animale;

il pesce, sostituito col pesce vegan (a base di proteine vegetali; esiste anche in commercio), poi con il pesce fruttariano (vedere ricettario fruttariano nel libro “progetto 3m”), anch’essi molto più gustosi del pesce animale;

le uova, sostituite con le uova vegan (ad esempio al tegamino, esistono numerose ricette su internet), oppure con la frittata di farina di ceci (meglio se mischiata alle zucchine), poi con la frittata fruttariana (vedere ricettario fruttariano), tutte sempre decisamente migliori al gusto;

la maionese, sostituita con la maionese vegan (ne esistono di tantissimi tipi, molto più buone al gusto di quella con le uova animali, basta trovare quella più adatta al proprio gusto), poi con la maionese fruttariana (vedere ricettario fruttariano), sempre molto più gustosa delle altre;

i formaggi, sostituiti con i formaggi vegan (di tutti i tipi, ma attenzione al tofu, che, per la maggior parte delle persone, ha un sapore non buono, tranne quelli lavorati con l’aggiunta di altri ingredienti vegetali; ad esempio, con un determinato tipo di tofu affumicato hanno prodotto la scamorza vegetale), che finalmente nel centro e nord Europa (specialmente Svizzera e Scozia) hanno cominciato a produrre con una combinazione di ingredienti (dalle patate, al riso, alle noci, ecc.) che lo rendono addirittura molto più buono al gusto di quello animale (hanno prodotto anche la mozzarella vegetale), poi sostituiti col formaggio fruttariano (vedere ricettario fruttariano), ancora più gustoso di tutti gli altri;

il latte animale, sostituito prima col latte di soia, poi col latte di riso (li fanno anche ottimi al cioccolato, ma provare varie marche perché c’è spesso molta differenza di sapore tra una e l’altra), poi col succo di frutta, poi col centrifugato di mele;

il miele, sostituito prima col malto (ad esempio di grano, di riso, di orzo, ecc., ognuno sostituisce un tipo diverso di miele, ma con un sapore più buono), poi sostituito con la marmellata (le vendono anche di 100% frutta, senza zuccheri aggiunti, o altri additivi; evitare quelle di frutta acida, al limite come eccezione); se il miele era usato come dolcificante, si può sostituire col succo concentrato di mela;

i legumi, sostituiti prima con lo stesso seitan, poi con i cereali medesimi [ad esempio, pizza (la meno peggiore per la salute è con pomodoro, zucchine, peperoni, melanzane), pasta (meglio se condita con qualche predetto condimento della pizza), riso (stessi condimenti)], poi con le patate (oppure batate) (come predetto, il modo meno peggiore per la salute è con le zucchine), poi con la zucca ;

i cereali, sostituiti gradualmente con le patate (sempre con le zucchine), o patate americane (batata), (anche con zucchine, peperoni o melanzane), poi con gli spaghetti fruttariani, lasagne fruttariane, riso fruttariano, pizza fruttariana, pane frutta-riano, ecc. (vedere ricettario fruttariano); queste ricette fruttariane sono molto più gustose di quelle fatte con i cereali;

i semi oleosi (come noci , nocciole, ecc.), sostituiti con i cereali germinati (ad esempio farro germinato, avena germinata, grano germinato, ecc., la cui preparazione e condimenti sono descritti nel paragrafo relativo alla fase vegan-crudista), poi con le olive e con l’avocado; soprattutto queste sostituzioni fruttariane sono molto più gustose, oltre che estremamente più salutari, come vedremo meglio anche più avanti;

le verdure, sostituite con la frutta ortaggio (pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, zucca, ecc.), che, oltre ad essere estremamente più salutare, è anche molto più buona e saporita;

Queste sostituzioni (scalari) si possono effettuare nell’arco di tutto il predetto perfezionamento “alimentare”, costituito dalle varie fasi “MDA” (sia tra una fase e l’altra che internamente ad esse).

L’ideale è effettuare le 3 sostituzioni scalari (della colazione, del pranzo e della cena) in maniera contemporanea e parallela (solo se questo risulta troppo difficile, allora basta procedere con le 3 sostituzioni scalari nell’ordine della loro urgenza: cioè, prima perfezionare la colazione, poi perfezionare il pranzo, e, per ultimo, perfezionare la cena; mai modificare questo ordine di priorità).

FASE VEGAN (MDA-3):

evoluzione

Quando una persona è in fase vegan (provvisoria verso melarismo o al limite fruttarismo, oppure di più lungo periodo anche se fortemente sconsigliata) è indispensabile che si assesti sulla seguente dieta quotidiana di base (MDA-3), costituita da tre pasti senza aggiunte:

-Colazione (M):

Da una a tre mele rosse, ognuna di circa due etti.

La mela rossa come colazione, e soprattutto come prima cosa a stomaco vuoto della giornata, è essenziale che sia tutti i giorni, e come abitudine definitiva; come predetto, la mattina l’organismo è in fase catabolica e non bisognerebbe mangiare, ma siccome anche in fase vegan si proviene ancora dalla cena del giorno prima piena di tossine aspecifiche forti, occorre ristabilire un minimo di equilibrio biochimico specie-specifico consumando almeno una mela rossa nella mattinata, il prima possibile in questo caso dato che non si è ancora fruttariani al 100%.

-Pranzo (D):

Tre tipi di frutta dolce (a sazietà) meglio a morsi. I motivi per cui occorre unire i cibi aspecifici nello stesso pasto saranno visti in altri articoli di questo sito, anticipiamo che la frutta dolce è ovviamente adatta ad altre specie e quando il cibo è aspecifico va sempre bilanciato con altro cibo aspecifico, per limitarne la tossicità o quanto meno tamponarla; evitare la frutta acida perché altamente tossica per la nostra specie; è molto importante non modificare mai (una volta assestatisi) questo tipo di pranzo.

-Cena (A= alcalinizzante, terzo e ultimo pasto):

antipasto:

Iniziare sempre (è importante farlo sempre) con un’insalata mista di verdure crude, oppure un’insalata mista di frutti ortaggio, crudi, l’ideale è scondita; se condita usare solo olio extravergine d’oliva; evitare o limitare al minimo il sale, l’aceto, il limone, e analoghi, in quanto oltre che tossici sono anche estremamente acidificanti. Mangiarne a sazietà (che non significa “a volontà”).

Pasto:

Un piatto di patate (oppure batate, si può alternare una sera le une una sera le altre), circa 6 etti, consumate sempre (è importante) insieme ad abbondanti zucchine, circa 4 etti. Le patate (o batate) sono l’unico amido abbastanza alcalinizzante e vanno consumate con la buccia (occorre solo togliere le puntine di germoglio, anche se minuscole, con un taglio che toglie circa un centimetro di patata intorno dentro di loro, in quanto sono le uniche parti con solanina), e poi vanno cotte a vapore; aggiungere olio extravergine di oliva solo a crudo. Anche le zucchine vanno consumate con la buccia e cotte a vapore insieme alle patate o batate: esse non solo sono frutta alcalinizzante, ma anche una cucurbitacea che integra migliorativamente di moltissimo l’azione della solanacea patata; volendo, ma poco frequentemente (per non rovinare le fasi successive di transizione), anche un’aggiunta di peperoni o melanzane.

Eccezioni:

Al posto del suddetto piatto, magari a rotazione, ma a seconda delle preferenze personali e delle voglie, solo come eccezione (massimo tre giorni alla settimana), si può mangiare una sempre diversa delle seguenti (sono in ordine di tossicità):

-una teglia al forno di zucchine, peperoni e patate

-un piatto di riso integrale

-un piatto di altro cereale integrale (l’ideale è aglutenico)

-un piatto di pasta integrale aglutenica

gli ultimi 3 conditi a piacere (tranne che con legumi)

-un’aggiunta di verdure cotte

-una porzione di pizza

-una porzione di semi oleosi

-una porzione di legumi

tutti questi eventualmente con un po’ di pane (meglio se integrale) o un dolce vegan.

Chiusura della cena:

almeno mezza mela (meglio se rossa) e non più di una.

Indispensabilità assoluta per la fase vegan dell’impostazione vegan “MDA”

Per la fase vegan, è assolutamente indispensabile assestarsi su questa impostazione “MDA”, per motivi molto importanti e che non vanno sottovalutati mai, tra i quali:

1. La fase vegan usa ancora il cosiddetto “cibo” cotto che è puro veleno per il nostro organismo.

2. Perché la fase vegana usa ancora cibi con tassi proteici addirittura massacranti, come i legumi (ad esempio, la soia ha il doppio di proteine della carne all’incirca, e gli altri legumi sono sempre più proteici ancora persino della media della carne stessa) e semi oleosi (anche loro mediamente più proteici rispetto alla media delle cosiddette “carni”). Specialmente per questo elevatissimo tasso proteico, ma anche per tutte le sostanze secondarie killer (i metaboliti secondari che la pianta mette all’interno per difendere i propri figli, altamente tossici), uniti pure alla grande e tossica presenza di amido, i legumi sono quasi peggio della carne stessa. Invece, i semi oleosi, sono solo di pochissimo meno tossici, per gli stessi motivi dei legumi, con la sola differenza di avere al posto dell’amido un’enorme presenza di grassi. Anche i cereali (specialmente quelli da forno) sono solo di poco meno tossici. Tutti i semi hanno un’alta tossicità dovuta specialmente ai metaboliti secondari, sostanze progettate dalla natura per uccidere, avvelenare i predatori: contengono anti-enzimi, anti-nutrizionali di vario tipo e veri e propri veleni cancerogeni (che si accumulano nelle cellule del nostro corpo).

3. Specialmente per i due punti suddetti, la fase vegana può portare ancora a numerosissime e svariate, gravi patologie, oltre che ad alti processi di invecchiamento.

La vitamina B12

4. La fase vegana innesca ancora un grande fabbisogno vitaminico indotto (che è determinato dallo stesso meccanismo molecolare di base del fabbisogno proteico indotto), provocato specialmente da legumi e semi oleosi (ma anche dai cereali, specialmente quelli da forno), specialmente nei confronti della vitamina B12. Il veganismo, ma solo se non si attua l’impostazione quotidiana “MDA”, porta necessariamente alla carenza vitaminica, e specialmente di vitamina B12; il motivo è molto semplice: la B12 ha la funzione principale di regolare tutto il metabolismo proteico (dalla digestione, all’assorbimento, all’assimilazione, alla sintesi proteica) e interviene specialmente nei processi di sintesi proteica sia come coenzima, diretto o indiretto, della DNA polimerasi a livello di ricomposizione molecolare dello stesso DNA in fase di duplicazione dei codici per la produzione di tRNA e mRNA, e sia come coenzima, diretto o indiretto, per la procedura enzimatica della polimerizzazione della sequenza amminoacidica di tutte le proteine in fase di sintesi proteica citoplasmatica, anche ribosomica.

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È, infatti, per questo motivo che la sua carenza determina pure forme di anemia megaloblastica, o di problemi a livello neuronale del sistema nervoso centrale specialmente (cervello e midollo), proprio perché la fisiologia eritrocitica in acidosi richiede altissimi livelli di sintesi proteica, in quanto i globuli rossi, essendo cellule senza nucleo e quindi non potendo sostituire da soli le loro singole proteine danneggiate per acidosi, sono costretti ad essere sostituiti completamente ogni volta si presenta un piccolo danno proteico in una qualsiasi delle loro membrane. Mentre la fisiologia neuronale, specialmente se in acidosi, richiede anch’essa molto alti livelli di sintesi proteica, anche perché è molto attiva, in maniera continuativa, 24 ore al giorno, contrariamente a quella muscolare, scheletrica, ghiandolare, ecc. che di notte diventano quasi nulle.

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Quindi, il punto assolutamente essenziale e semplicissimo, da ricordare benissimo sempre (anche in qualsiasi altra “alimentazione” si conduca), è che: più metabolismo proteico è necessario e più vitamina B12 è necessaria. In altri termini, più assumiamo proteine (o più aumentiamo l’usura proteica, aumentandone il fabbisogno tramite l’acidificazione e l’ossidazione) e più aumentiamo il fabbisogno di vitamina B12. Di conseguenza, specialmente nel campo vegetale, che è meno ricco di vitamina B12, più assumiamo proteine (o più aumentiamo l’usura proteica) e più andiamo incontro a carenza di B12. Non dimentichiamolo mai.

Ora, sia il metabolismo proteico in generale, sia la sintesi proteica, innescati proprio dal consumo di legumi e semi oleosi e in modo un po’ inferiore dai cereali (principalmente da forno) e inoltre, anche se in maniera più indiretta, dalla frutta acida (arance, limoni, pompelmi, mandarini, mandaranci, ananas, kiwi), sono entrambi esageratamente elevati, sia per l’eccesso proteico e sia per l’altissima usura proteica provocata dall’acidosi (o ossidazione), soprattutto ematica, che essi determinano in tutto l’organismo. Questi “alimenti” fanno salire il fabbisogno di vitamina B12 addirittura oltre 120 volte il fabbisogno naturale (e ancora di più se consumati tutti nella stessa giornata in una dieta vegana non sostenibile, come avviene purtroppo spessissimo). Questo crea, col tempo (a seconda dei casi, anche molto breve) nei vegani e nei vegan-crudisti, che non riducono al minimo i predetti “cibi”, una carenza di B12.

Il problema è che, poi, i vegani (e vegan-crudisti) trovano la B12 solo su frutta e verdura crudi, biologici e non lavati; quindi, ecco perché solo ed esclusivamente con l’impostazione alimentare quotidiana suddetta (vegan “MDA”), un vegan non ha nessun problema di carenza di B12, e , allo stesso tempo, alza enormemente (rispetto agli altri vegetali) le quantità di vitamina B12 assunta nella giornata.

Il problema della vitamina B12 (che, quindi, può esistere solo per onnariani, vegetariani, vegani e vegan-crudisti), invece, non esiste assolutamente mai solo ed esclusivamente per melariani e fruttariani (per questi ultimi, con l’impostazione fruttariana sostenibile di cui si tratta in questo sito nel relativo articolo ma ovviamente, solo in assenza quasi totale di frutta acida, a cominciare dalle arance, delle quali si parlerà anche in un altro articolo) che hanno, del tutto al contrario, addirittura molta più B12 del necessario visti anche sia la presenza della vitamina b12 stessa sulla buccia dei frutti, e sia il contemporaneo rispettivamente nullo (per i melariani) e quasi nullo (per i fruttariani) fabbisogno indotto di vitamina b12 medesima, comunque sempre quasi nullo rispetto a tutti i modelli “alimentari” esistenti, dovuto al quasi nullo metabolismo proteico e alla quasi nulla sintesi proteica presente in melariani (e solo di poco più alta nei fruttariani), determinati rispettivamente dalla quasi nulla assunzione proteica (grazie ai fabbisogni praticamente azzerati) e dalla quasi nulla usura proteica, quest’ultima derivante, a sua volta, dalla completamente assente acidosi nel melarismo, e quasi completamente assente acidosi nel fruttarismo (condotto nella maniera sostenibile di cui si parla in questo sito).

I 6 errori gravissimi (classici) dei vegani: legumi, semi oleosi, cereali da forno, frutta acida, digiuno e carenza di mele rosse

Il primo errore è quindi, quello di consumare troppi legumi, i quali, invece, vanno gradualmente ridotti al minimo possibile (nel modo predetto) per evitare i gravi problemi di salute, sempre più accentuati che, col tempo, ne deriverebbero, per poi entrare (nei tempi predetti) nella fase vegan-crudista MDA-4, di cui si tratta nel relativo articolo.

Discorso analogo per i cereali, specialmente quelli da forno.

Gli altri quattro errori sono uguali a quelli dei vegan-crudisti, quindi vedere l’articolo relativo alla fase alimentare vegan-crudista MDA-4.

Del tutto fondamentale è aumentare la frutta, in particolare almeno con due mele rosse fisse tutti i giorni (a stomaco vuoto) e , nel campo del cibo cotto, preferire di gran lunga le patate (o batate) cotte a vapore. Il riso dev’essere integrale e (possibilmente ) a vapore, come hanno giustamente sempre fatto i cinesi.

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Il cibo cotto va sempre preceduto dal crudo, cioè frutti (anche frutti ortaggio) crudi, o verdure crude, nel modo predetto, per evitare almeno in parte i danni del cotto stesso, dato che il cibo crudo (specialmente la fibra della buccia dei frutti) crea una vera e propria barriera protettiva.

FASE VEGETARIANA MDA-2

Questo articolo è dedicato esclusivamente a chi non è né onnariano, né vegano, né vegan-crudista, né fruttariano al 100%: è rivolto solo ed esclusivamente alle persone che si nutrono con cibo vegetariano. Si tratterà della migliore transizione alimentare da attuare dal vegetarismo sconsiderato al vegetarismo con criterio: passaggio da qualunque dieta precedentemente condotta alla dieta migliore per i vegetariani, sulla quale bisogna assestarsi per un periodo di minimo un mese, e poi ognuno con i propri tempi e propri ritmi, sempre cercando di farlo comunque il prima possibile, può con la fondamentale gradualità che verrà fra poco descritta nel dettaglio, passare alla fase vegana, che verrà trattata in un altro articolo.

Per una maggiore comprensione dell’impostazione MDA, è bene dare una lettura all’articolo sul ciclo circadiano della specie umana e a quello sul perfezionamento alimentare personale.

Ovviamente, la dieta vegetariana rimane pur sempre molto tossica, quindi assestarsi sull’impostazione MDA-2, sebbene sia di gran lunga più salutare di qualsiasi altra dieta precedentemente condotta (vegetariana e onnariana), col tempo porta ugualmente e inevitabilmente a problemi derivati dall’intossicazione cumulativa da “cibo” aspecifico (nonostante si faccia sport e si conduca uno stile di vita attivo e socialmente eccezionale).

Come gradualità temporale, l’ideale per una salute perfetta e una disintossicazione altrettanto efficace sarebbe effettuare ognuna delle fasi alimentari nell’arco di un mese (con gradualità interna al mese stesso), senza anticipare, né prolungare mai di troppo nessuna delle fasi che vanno dall’onnarismo al fruttarismo sostenibile escluso (quest’ultimo, infatti, può al limite essere condotto senza particolari problemi per tutta la vita, anche se sconsigliato, dato che l’alimento specie-specifico dell’uomo è la mela, specialmente se ci si assesta in fase F2, o ancora meglio F3, ma solo se attuato con criterio. Tutte le altre tipologie di “alimentazione”, dall’onnarismo al vegan-crudismo, determinano uno stato di tossicosi sempre maggiore [la loro relativa impostazione MDA è solo quella a tossicità minore] e sono quindi fasi non sostenibili in quanto patologiche in più o meno tempo. Si ricorda o s’informa del fatto che sul nostro pianeta esistono oltre 240.000 tipi di frutta, di cui però oltre il 99% è velenoso o altamente tossico per la specie umana, ma adatto ad altre specie animali coevolutesi nello stesso ecosistema degli stessi, quindi l’unico fruttarismo sostenibile è quello che sceglie i frutti meno tossici per la nostra specie, e li bilancia nel modo corretto).

La malattia comincia già nel momento stesso in cui si mette in bocca il primo “cibo” non adatto alla specie umana, e l’unico motivo per cui non se ne sentono ancora i sintomi forti è che questi sorgono solo quando il numero di cellule intossicate maggiormente supera una certa soglia, diversa per ogni organo ed individuo. Ma quando se ne sentono i primi sintomi chiari significa che le cellule intossicate maggiormente sono ormai miliardi di miliardi, e disintossicarle aspecificamente tutte, anche con i metodi più evoluti descritti in questo sito, è un processo molto lungo e molto fastidioso.

Michelangelo,_Fall_and_Expulsion_from_Garden_of_Eden_00

Non c’è altra soluzione, quindi, che prevenire, e lasciare che ogni fase (dalla fase onnariana, di qualsiasi tipo, alla fase vegan-crudista di qualsiasi tipo, anche a impostazione mda, nonostante sia la meno tossica) non diventi assolutamente mai una impostazione a termine più lungo di un mese, fino a sei mesi massimo, ma rimanga appunto solo una delle fasi (transitorie) del tutto provvisorie di perfezionamento alimentare verso il melarismo (o al limite, verso il fruttarismo sostenibile).

É fondamentale sapere che: quando si passa da una fase alimentare a quella successiva (o, nel tempo, anche all’interno della stessa fase), per non avere vuoti abitudinari, che poi possono far tornare indietro quando meno te lo aspetti, non bisogna mai togliere un “cibo”, ma semmai sostituirlo con un suo analogo meno tossico (vedi il precedente nella scala di tossicità dei cibi), in quanto ciò non solo non crea vuoti psico-abitudinari, ma ci aiuta anche a gradualizzare di più il perfezionamento alimentare, ricordandoci sempre che la gradualità è la base della salute e della semplificazione per la riuscita, anche psicologica, pure delle fasi successive. La sostituzione scalare va attuata in ognuno dei tre pasti della giornata, colazione pranzo, cena. (sempre meglio perfezionare prima la colazione, nel mentre un po’ il pranzo; poi il pranzo con più gradualità, nel mentre di poco la cena; poi infine la cena, che richiede un tempo maggiore e in cui si potrà comunque sempre inserire tossine aspecifiche più forti, a seconda delle relative fasi alimentari).

Colazione.

Ad esempio, se si è abituati a fare colazione con il caffè conviene non eliminarlo ma sostituirlo, con la seguente (esemplificativa) sostituzione scalare (ma che,ovviamente, si può anche modificare in base alle proprie preferenze sostitutive personali; questo vale pure per tutti i successivi esempi):

la prima settimana col caffellatte (latte di soia),

la seconda settimana col latte di riso al cacao,

la terza settimana col te,

la quarta settimana col succo di frutta dolce (non di frutta acida),

la quinta settimana col centrifugato di mela,

la sesta settimana con una mela rossa (o due; la mela, va sempre mangiata a morsi, con la buccia; vanno trovate quelle buone al gusto, indice anche di buona coltivazione). Se, allo stesso tempo, a colazione si è abituati a consumare, ad esempio, un cornetto (normalmente contiene uova e latte animale), non conviene eliminarlo ma, come sempre, attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con dei biscotti (senza uova e latte animale),

la seconda settimana con una fetta di pane e marmellata,

la terza settimana con due banane,

la quarta settimana ricollegarsi al suddetto succo di frutta,

continuando la quinta,

e la sesta settimana come predetto.

E così, col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, la colazione è perfezionata per l’impostazione “MDA”. Un pasto su tre è perfezionato. La colazione è sempre il pasto più urgente da perfezionare intanto, per tutti i motivi esposti nell’articolo sui cicli circadiani, è infatti quello che più in assoluto incide sulla nostra salute.

Chi, in fase pre-fruttariana, è abituato a non fare per niente colazione (né con liquidi né con solidi), deve provvisoriamente farla da subito con una mela rossa (in quanto il suo stato di intossicazione aspecifica non gli consente ancora di eliminare la colazione completamente, anche per i motivi che vedremo più avanti; una volta giunto in fase fruttariana, può gradualmente posticipare la colazione con la mela rossa sempre più verso mezzogiorno, ma sempre consumandola appena se ne sente il bisogno).

Pranzo.

Ad esempio, se si è abituati a pranzare con un panino, come sempre, conviene non eliminarlo ma attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con un piatto di pasta integrale (come tutti gli altri “cibi”, almeno biodinamici, o perlomeno biologici), (condita col sugo, o con le zucchine, o con le melanzane, o altro frutto ortaggio), sempre preceduto da una insalata fruttariana (un piatto di pomodori, cetrioli, olive denocciolate nere e verdi, mela, arancia, uvetta),

la seconda settimana da un piatto di riso integrale (condita come la predetta pasta), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la terza settimana da un piatto di patate e zucchine (cotte a vapore), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la quarta settimana da un piattone di insalata fruttariana e due banane,

la quinta settimana da un piattone di macedonia di frutta dolce e due banane,

la sesta settimana da tre tipi di frutta dolce (consumata a morsi), a sazietà.

E così, sempre col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, anche il pranzo è perfezionato per l’impostazione “MDA”. Due pasti su tre sono perfezionati.

Ovviamente la colazione va perfezionata contemporaneamente al perfezionamento del pranzo. In questo modo si è innescata gradualmente la parte primaria (“MD”) della potentissima impostazione fasica “MDA”.

Cena.

Questo suddetto innesco, ovviamente, va portato avanti proprio mentre procediamo al perfezionamento della cena (che è l’ultimo pasto, ed il più lungo, da perfezionare, iniziando però, quindi, sempre il perfezionamento dei tre pasti in contemporanea), che dovrà seguire la gradualità (sempre mai per eliminazione dei “cibi”, ma solo per loro sostituzione scalare con analoghi meno tossici) della successione delle varie predette fasi di perfezionamento alimentare, da quella vegetariana a quella fruttariana, al melarismo.

Altri esempi di sostituzione di un “cibo”, con un suo analogo (analogo vuol dire che ha un sapore o psico-efficacia simile, sempre più buono al gusto) meno tossico, sono (si ricorda che, almeno inizialmente, per questioni di gradualità psicologica, per alcuni prodotti vegan o fruttariani è opportuno usare gli stessi nomi degli analoghi animali, anche perché le rilevazioni statistiche dimostrano una maggiore velocità e semplicità di sostituzione scalare):

la carne, sostituita con la carne vegan (a base di proteine vegetali, tipo seitan, mopur, ecc.: con esse si ottengono bistecche, arrosti, fettine, cotolette, trance, hamburger, wurstel, salsicce, affettati analoghi anche ad insaccati, ecc.), poi con la carne fruttariana (vedere ricettario fruttariano del progetto 3m, scaricabile da questo blog gratuitamente), tutti prodotti molto più buoni al gusto della carne animale;

il pesce, sostituito col pesce vegan (a base di proteine vegetali; esiste anche in commercio), poi con il pesce fruttariano (vedere ricettario fruttariano nel libro “progetto 3m”), anch’essi molto più gustosi del pesce animale;

le uova, sostituite con le uova vegan (ad esempio al tegamino, esistono numerose ricette su internet), oppure con la frittata di farina di ceci (meglio se mischiata alle zucchine), poi con la frittata fruttariana (vedere ricettario fruttariano), tutte sempre decisamente migliori al gusto;

la maionese, sostituita con la maionese vegan (ne esistono di tantissimi tipi, molto più buone al gusto di quella con le uova animali, basta trovare quella più adatta al proprio gusto), poi con la maionese fruttariana (vedere ricettario fruttariano), sempre molto più gustosa delle altre;

i formaggi, sostituiti con i formaggi vegan (di tutti i tipi, ma attenzione al tofu, che, per la maggior parte delle persone, ha un sapore non buono, tranne quelli lavorati con l’aggiunta di altri ingredienti vegetali; ad esempio, con un determinato tipo di tofu affumicato hanno prodotto la scamorza vegetale), che finalmente nel centro e nord Europa (specialmente Svizzera e Scozia) hanno cominciato a produrre con una combinazione di ingredienti (dalle patate, al riso, alle noci, ecc.) che lo rendono addirittura molto più buono al gusto di quello animale (hanno prodotto anche la mozzarella vegetale), poi sostituiti col formaggio fruttariano (vedere ricettario fruttariano), ancora più gustoso di tutti gli altri;

il latte animale, sostituito prima col latte di soia, poi col latte di riso (li fanno anche ottimi al cioccolato, ma provare varie marche perché c’è spesso molta differenza di sapore tra una e l’altra), poi col succo di frutta, poi col centrifugato di mele;

il miele, sostituito prima col malto (ad esempio di grano, di riso, di orzo, ecc., ognuno sostituisce un tipo diverso di miele, ma con un sapore più buono), poi sostituito con la marmellata (le vendono anche di 100% frutta, senza zuccheri aggiunti, o altri additivi; evitare quelle di frutta acida, al limite come eccezione); se il miele era usato come dolcificante, si può sostituire col succo concentrato di mela;

i legumi, sostituiti prima con lo stesso seitan, poi con i cereali medesimi [ad esempio, pizza (la meno peggiore per la salute è con pomodoro, zucchine, peperoni, melanzane), pasta (meglio se condita con qualche predetto condimento della pizza), riso (stessi condimenti)], poi con le patate (oppure batate) (come predetto, il modo meno peggiore per la salute è con le zucchine), poi con la zucca ;

i cereali, sostituiti gradualmente con le patate (sempre con le zucchine), o patate americane (batata), (anche con zucchine, peperoni o melanzane), poi con gli spaghetti fruttariani, lasagne fruttariane, riso fruttariano, pizza fruttariana, pane frutta-riano, ecc. (vedere ricettario fruttariano); queste ricette fruttariane sono molto più gustose di quelle fatte con i cereali;

i semi oleosi (come noci , nocciole, ecc.), sostituiti con i cereali germinati (ad esempio farro germinato, avena germinata, grano germinato, ecc., la cui preparazione e condimenti sono descritti nel paragrafo relativo alla fase vegan-crudista), poi con le olive e con l’avocado; soprattutto queste sostituzioni fruttariane sono molto più gustose, oltre che estremamente più salutari, come vedremo meglio anche più avanti;

le verdure, sostituite con la frutta ortaggio (pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, zucca, ecc.), che, oltre ad essere estremamente più salutare, è anche molto più buona e saporita;

Queste sostituzioni (scalari) si possono effettuare nell’arco di tutto il predetto perfezionamento “alimentare”, costituito dalle varie fasi “MDA” (sia tra una fase e l’altra che internamente ad esse),

L’ideale è effettuare le 3 sostituzioni scalari (della colazione, del pranzo e della cena) in maniera contemporanea e parallela (solo se questo risulta troppo difficile, allora basta procedere con le 3 sostituzioni scalari nell’ordine della loro urgenza: cioè, prima perfezionare la colazione, poi perfezionare il pranzo, e, per ultimo, perfezionare la cena; mai modificare questo ordine di priorità).

– FASE VEGETARIANA (MDA-2):

evoluzione

Quando una persona è in fase vegetariana [provvisoria (verso melarismo, o, al limite, fruttarismo), o, anche se molto fortemente sconsigliata, di più lungo periodo], è assolutamente indispensabile assestarsi sulla impostazione quotidiana della fase vegan “MDA” (di cui si tratta nel relativo articolo sul sito), con la sola aggiunta (partendo, al massimo, da tre volte a settimana), ovviamente solo a cena, con la minima quantità possibile, e gradualmente a diminuire (come descritto nella fase onnariana per carne e pesce, sempre usando la predetta sostituzione scalare), dei cosiddetti sottoprodotti animali (uovo, latte e derivati, miele), fino, al termine della fase vegetariana, ad eliminarli del tutto.

I 7 errori gravissimi classici dei vegetariani: uova, formaggi, legumi, semi oleosi, frutta acida, digiuno e carenza di mele (rosse):

Una volta tolti (sostituendoli come predetto) carne e pesce, l’errore peggiore che può fare un vegetariano è aumentare la quantità di uova (“la patria del colesterolo” oltre a tutte le loro altre forti sostanze tossiche), e formaggi (“la patria dei trigliceridi” oltre a tutte le altre forti sostanze tossiche) assunti: è assolutamente fondamentale, invece, come predetto, diminuire gradualmente anche loro, fino ad eliminarli completamente (nei tempi suddetti), per evitare i molto gravi problemi di salute, sempre più accentuati che, col tempo, ne deriverebbero, ed entrando, così, nella fase successiva, quella vegana. Gli altri cinque errori sono uguali a quelli dei vegani, quindi vedere l’articolo relativo alla fase vegan MDA-3.

SCALA DI TOSSICITA’ “ALIMENTARE”

Scendendo la scala decresce la tossicità (per la specie umana):

carnei:

-carne

-pesce

-uova

lattei:

-derivati del latte

-latte

-miele

semi:

-legumi

-cereali

-semi oleosi

-semi germinati

verdure:

-funghi

-germogli

-radici

-fusti

-foglie

-fiori

frutta:

-frutta acida

-frutta essiccata dolce

-frutta essiccata ortaggio

-frutta ortaggio

-frutta grassa

-frutta dolce

mela :

verde,

gialla,

rossa,

rossa Stark.

Alcune precisazioni:

-i prodotti animali (carnei e lattei) vanno eliminati (sostituendoli dapprima con analoghi vegetali) il prima possibile , proprio per la loro tossicità estrema;

-stessa identica cosa vale anche per i prodotti vegetali diversi da frutta (cioè semi e verdure), tenendo, inoltre, molto bene presente che:

-il legume più tossico in assoluto è la soia, specialmente per la quantità massimamente distruttiva di proteine, per la potenza tossica estrema delle sue sostanze secondarie, e per la massima acidificazione (o ossidazione) del sangue;

-i rimanenti legumi sono, per gli stessi motivi, comunque ancora altamente tossici, quasi come la soia stessa (moltissimi nutrizionisti ufficiali, persino a livello mondiale, definiscono i legumi addirittura “sostanze quasi peggio della carne”);

-la forma più tossica in assoluto dei cereali è il seitan (e analoghi), specialmente per l’estrema quantità di proteine, di sostanze tossiche secondarie, e per la forte acidificazione del sangue;

-ma tutte le altre forme (meglio se integrali e biologici) in cui si usano i cereali, hanno una tossicità solo di poco inferiore: i cereali più tossici sono quelli contenenti glutine (grano, farro, orzo, ecc.), il cereale meno tossico è il mais (seguito lontanamente da miglio e riso);

-i semi oleosi sono noci, mandorle, nocciole, ecc. ( il loro rivestimento esterno al guscio è “frutta secca”, ma, nutrizionalmente, noi mangiamo solo il seme);

-i semi oleosi più tossici sono le arachidi (che, essendo anche legumi hanno tossicità ulteriore) e le mandorle, specialmente per le sostanze tossiche secondarie presenti; i semi oleosi meno tossici sono gli anacardi e le nocciole, specialmente per la relativamente minore quantità proteica, anche se, come per tutti i semi oleosi, è sempre in eccesso estremamente tossico;

-la estrema tossicità dei semi oleosi è data anche (come dice il nome stesso) dalla estrema quantità di grassi, che, ad esempio, nella noce sono addirittura il 60%; [come si nota dalla suddetta scala di tossicità “alimentare”, i semi oleosi sono meno tossici dei cereali cotti, ma questo solo se consumati in minima quantità];

-i semi germinati (da non confondere con i germogli), che sono spiegati meglio nell’articolo relativo al vegan-crudismo (anche la loro preparazione), sono, ad esempio, avena, farro, grano, ecc. che (lasciandoli in umido) hanno solo germinato, cioè tirato fuori solo anche meno di un millimetro di radichetta e fusticino, però, proprio per questo, già morbidi al punto di poterli mangiare crudi, quindi con tutti gli infiniti vantaggi biochimici e fisiologici del crudo (anche se, ovviamente, persiste l’abbondanza di sostanze tossiche secondarie, tipica dei semi);

– i funghi, per moltissimi motivi, sono le peggiori verdure; hanno molte caratteristiche biologiche tipiche addirittura degli organismi animali (fisiologicamente specialmente l’eterotrofia, e anatomicamente diverse strutture anche cellulari); queste caratteristiche animali sono piuttosto accentuate, tanto che alcuni li hanno persino classificati in un regno a parte, cosa che, peraltro, non è scientificamente esatta in quanto le loro caratteristiche vegetali sono comunque sempre in estrema prevalenza (sono dei vegetali particolari, ma sono sempre dei vegetali, dei tipi particolari di piante; tra l’altro hanno un apparato radicale, da cui appunto si nutrono, un fusto, detto gambo, ed una sviluppo aereo superiore, detto cappello; da quest’ultimo producono l’analogo dei semi, che sono le spore). Tuttavia le predette caratteristiche animali dei funghi, fanno sì che la loro tossicità per la specie umana aumenti di molto rispetto proprio a tutte le altre verdure.

I funghi hanno anche uno dei tipi peggiori in assoluto di nutrizione animale: in genere sono saprofiti, cioè si nutrono di cadaveri già in putrefazione e fermentazione, e nella migliore delle ipotesi sono parassiti, conferendo tutto ciò al loro organismo una fisiologia particolare, che aumenta ancora di molto la tossicità, specialmente per la nostra specie. Altra caratteristica negativa è l’ elevata percentuale proteica (unità strutturale che, anche in piccolo eccesso, ha la massima capacità organica distruttiva), la più elevata persino tra tutte le verdure. Addirittura, anche i funghi considerati meno tossici, quelli in commercio, hanno, proprio nella loro fisiologia naturale di base, ancora moltissime sostanze altamente tossiche per la specie umana, ed ogni giorno se ne scoprono delle altre. Una precisazione terminologica (sui funghi): il fungo che si usa normalmente è composto da una parte radicale (analoga delle radici, da cui appunto si nutre, detto anche corpo ipogeo, cioè sotterraneo), e da una parte aerea (gambo e cappello, analoghi rispettivamente del fusto e della chioma aerea, detti anche corpo sporifero, in quanto il cappello produce le spore, che escono da appositi fori posti sulla parte bassa del cappello stesso).

Ora, per quanto riguarda il corpo sporifero (sporifero significa, appunto, “portatore di spore”, da “fero”= portare), non bisogna farsi confondere da un gergo botanico antico e del tutto inesatto, che lo chiamava con la dizione non solo fuorviante, ma addirittura del tutto opposta, “corpo fruttifero” [infatti il termine “fruttifero” significa “portatore di frutta” (e si riferisce solo esclusivamente alle piante più evolute, le spermatofite, come ad esempio gli alberi fruttiferi tipo il melo, il pesco, ecc.), ma che, ovviamente, nel caso dei funghi, non solo non ha assolutamente nulla a che fare con la frutta, ma persino, ha a che fare con il suo esatto opposto, cioè proprio con le suddette spore; inoltre, la frutta, la cui definizione botanica esatta è “ingrossamento dell’ovario (di un fiore)”, compare su questo pianeta solo molte addirittura centinaia di milioni di anni dopo, con le piante, al contrario, più fisiologicamente evolute in assoluto, dette spermatofite, che sono proprio le uniche piante al mondo che producono fiori, e, quindi, i frutti; il frutto, poi, è ciò circonda un seme, e, nel caso dei funghi, il seme non esiste; il lontano analogo del seme, nel caso dei funghi, è la spora, la quale, non essendo circondata da assolutamente niente, non esiste addirittura nemmeno il lontano analogo del “frutto”].

-i germogli (pur essendo meno tossici dei semi, anche germinati) sono tra le peggiori verdure, specialmente per il relativo eccesso proteico e di sostanze tossiche secondarie (sono molto simili ai semi, in quanto appena derivati proprio da loro), ma le altre verdure hanno una tossicità solo di poco inferiore;

-le radici sono, ad esempio, la carota, il ravanello, ecc.;

-i fusti sono, ad esempio, il finocchio, il sedano, il cuore di palma, ecc.;

-le foglie, ovviamente, sono, ad esempio, la lattuga, il cavolo, ecc.

-i fiori sono, ad esempio, i cavolfiori, i broccoli, ecc.

-all’interno delle singole categorie di frutta, gli esempi principali (sempre in ordine di tossicità decrescente, dal più tossico al meno tossico) sono:

– per la frutta acida: limone, arancia, ananas, kiwi, pompelmo, mandarancio, mandarino, ecc.;

[la frutta acida è sempre posta all’ultimo posto, come categoria di frutta “commestibile” più tossica in assoluto per la specie umana, proprio per la sua estrema dannosità sulla nostra salute, per moltissimi fattori (è anche estremamente acidificante); non è necessario eliminarla del tutto (almeno fino al primo livello di fruttarismo sostenibile), ma è assolutamente indispensabile assumerne il minimo possibile, mai più di una volta a settimana, e mai a stomaco vuoto; mai la mattina];

– per la frutta essiccata dolce: carruba, datteri essiccati, fichi essiccati, uva essiccata, prugne essiccate, albicocche essiccate, mele essiccate, ecc.;

[la frutta essiccata dolce, pur essendo (di poco) meno tossica della frutta acida, è, tra l’altro, decisamente acidificante; di conseguenza, occorre sempre farne un uso molto limitato (come si vedrà, dal fruttarismo sostenibile 2, andrà eliminata totalmente). Si può rendere leggermente meno acidificante, reidratandola (mettendola dentro un barattolo e coprendola d’acqua, o, meglio, di centrifugato di mela, per qualche ora, fino a che non si rigonfia il più possibile assorbendo il liquido esterno), ma, anche in questo modo, va consumata il minimo possibile, mai più di due volte a settimana, e con le stesse altre accortezze della frutta acida];

– per la frutta essiccata ortaggio: melanzane essiccate, peperoni essiccati, zucche essiccate, zucchine essiccate, cetrioli essiccati, pomodori essiccati, ecc.;

[la frutta essiccata ortaggio è compresa nel fruttarismo sostenibile (come eccezione, meglio nei fine-settimana) in quanto è leggermente alcalinizzante; essa, oltre ad essere gustosa già consumata da sola (specialmente a papille gustative disintossicate), viene usata ottimamente per numerosissime ricette fruttariane, anche con procedure di essiccazione completamente diverse];

– per la frutta ortaggio:

melanzane, peperoni, zucche, zucchine, cetrioli, pomodori, ecc.;

[la frutta ortaggio non si deve assolutamente confondere con le “verdure”: infatti “ortaggio” vuol dire solo “coltivato nell’orto”, ma sono piante da orto anche molte piante erbacee che producono frutti, come proprio quelle suddette; la definizione scientifica di frutto è “ingrossamento dell’ovario (di un fiore)” (cioè, praticamente, il frutto è “tutto ciò che contiene un seme”): quindi, il pomodoro è un frutto, il cetriolo è un frutto, la zucchina è un frutto, la zucca è un frutto, il peperone è esattamente un frutto, la melanzana è esattamente un frutto,ecc.;

la definizione di frutto è addirittura del tutto diversa dalla definizione di “verdura” che è “pianta (o parte di essa, cioè foglia, fusto, radice, ecc.)”, specialmente perché, mentre il frutto è fatto dalla pianta solo ed esclusivamente per essere mangiato, la “verdura”, invece, è (proprio scientificamente) un cadavere di pianta, cioè una vera e propria bistecca di pianta (tessuti vegetali), (infatti, se anche prendiamo una parte di essa, ad esempio la radice o il fusto o l’apparato polmonare |le foglie|, muore assolutamente tutta la pianta, e, anche nel caso dei tessuti di una foglia singola, sempre scientificamente è il cadavere di una foglia];

– per la frutta grassa (a rigore è grasso-proteica): olive, avocado, ecc.;

– per la frutta dolce: fragole, more, lamponi, datteri (freschi), papaja, mango, banana, anguria, melone, ciliegie, fichi, uva, prugna ,albicocca, pera, kaki, pesca, ecc.; [anche i datteri freschi, specialmente nel fruttarismo, vanno presi solo come eccezione (massimo due volte a settimana) in quanto, tra l’altro, sono concentrati in zuccheri quasi come la frutta essiccata, e, quindi, con la quasi totalità di tutte le sue conseguenze negative];

– infine, la mela è, ovviamente, messa in una categoria a parte proprio perchè è l’unico alimento adatto alla specie umana; le mele più adatte alla nostra specie, come vedremo meglio più avanti, sono proprio le mele rosse (il colore rosso indica, oltre la presenza delle preziosissime antocianine, che sono dei potentissimi antiossidanti, tutta una biochimica e fisiologia generale molto diverse) anche per il tipo delle migliaia di sostanze chimiche naturali presenti, assolutamente perfette per la nostra totale fisiologia, sia livello qualitativo, che strutturale, quantitativo, proporzionale, disposizionale, ecc.