“Schiavi amici”

Buongiorno a tutti, SCHIAVI AMICI, avete accettato anche voi stamattina? Che cosa? Ma come cosa? Le clausole del contratto della vostra vita. Volete rileggerlo?
1) Io accetto la competitività come struttura cardine del sistema in cui vivo anche se mi rendo conto che questa genera frustazione e rabbia nella maggior parte degli individui.

2) Accetto il fatto che per vivere devo limitare la mia vita ad un giorno della settimana, mentre gli altri 6 devono essere spesi lavorando per produrre, annichilendo una intera esistenza. 

3) Io accetto di essere umiliato e sfruttato a condizione che mi sia permesso di umiliare e sfruttare un altro che occupi una posizione inferiore nella piramide sociale.

4) Io accetto che gli indigenti, i malati e coloro che non riescono a restare a galla vengano esclusi e messi a margine della società e gli vengano negate cura ed assistenza perché questo costo sociale può incidere sul benessere e sul progresso dei facoltosi, dei benestanti e dei fortunati. 

5) Accetto di pagare dei contributi privati affinché gestiscano il mio reddito secondo la loro convenienza e che non mi diano alcun dividendo dei loro giganteschi guadagni. Guadagni che serviranno per aggredire Stati deboli creando spirali di debito infinite, fatto che accetto implicitamente. E accetto che mi si applichi un alto tasso d’interesse per prestarmi denaro che viene creato dal nulla.

6) Accetto che le banche internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi per combattere, per così scegliere quelli che faranno la Guerra e quelli che non la faranno. So che é meglio finanziare entrambe le parti per esserne certi di trarne profitto e di prolungare i conflitti il più a lungo possibile, al fine di prosciugare completamente le risorse dei paesi che non riusciranno a pagare i loro debiti. Accetto di pagare dei tributi obbligatori al mio governo prelevandoli dal mio reddito, anche se questi non vengono utilizzati per migliorare la mia vita e i servizi per i cittadini, ma principalmente per ripagare tasse su un debito che i governi hanno contratto con dei banchieri privati. Mi impegno a non pretendere mai che le mie tasse siano usate per investimenti massivi nella sanità, nella ricerca scientifica e nella cultura. Compirò il mio dovere contribuendo al buon funzionamento della nostra economia.

7) Accetto che il debito sia la principale forma di trattativa tra Stati e verso i cittadini, anche quando questo porti ad una palese forma di schiavitù e sia economicamente insostenibile.

8) Accetto che si legalizzi l’omicidio quando la vittima sia indicata dal mio governo come il nemico. In questo caso non chiederò prove di colpevolezza ed eliminerò il bersaglio senza remore. Accetto che la morte possa essere indotta lentamente dai governi con l’avvelenamento di intere popolazioni tramite l’inalazione e l’ingestione quotidiana di sostanze tossiche autorizzate.

9) Accetto che si faccia la Guerra per avere la Pace. Accetto in nome di questo principio che la principale voce di spesa di uno stato sia per la difesa. Accetto che i conflitti siano creati artificialmente per alimentare il mercato delle armi e la crescita dell’economia mondiale.

10) Accetto l’egemonia del petrolio nella nostra economia e che ogni forma di energia gratuita, non inquinante e libera, venga soppressa e insabbiata. Lo accetto perché ogni forma di energia di questo tipo rappresenta un pericolo per l’umanità in quanto sarebbe la fine del mondo come lo conosciamo.

11) Accetto che gli industriali, militari e capi di Stato si riuniscano regolarmente e senza consultarci per prendere decisioni che compromettono il futuro della nostra vita e del nostro pianeta.

12) Accetto che il potere di manipolare l’opinione pubblica, prima ostentato dalle religioni, sia oggi nelle mani di uomini d’affari non eletti democraticamente totalmente liberi di controllare gli Stati. Lo accetto perchè convinto del buon uso che ne faranno.

13) Accetto di sprecare e distruggere tonnellate di cibo al fine di tenere sotto controllo i prezzi delle azioni delle multinazionali in borsa, piuttosto che permetttere un’equa distribuzione delle risorse alimentari sul pianeta ed evitare la morte per fame e sete di milioni di persone ogni anno.

14) Accetto la deforestazione selvaggia di terre grandi come Nazioni. Accetto che sia possibile espropriare la terra ad interi popoli con la violenza in nome di Multinazionali che sfrutteranno quei luoghi per arricchirsi senza condividere nulla con le popolazioni locali.

15) Accetto che gli animali vengano abusati, torturati, e nel migliore dei casi fatti estinguere perché accetto di non riconoscere loro un posto come legittimi abitanti di questo pianeta al pari degli esseri umani. Accetto di credere che gli animali non provino emozioni, non abbiano coscienza nè forme di empatia.

16) Accetto di credere di non poter fare nulla per cambiare lo stato attuale delle cose.
Vi auguro una buona giornata, SCHIAVI AMICI!

Vivi e vegeta!

vivi e vegeta a fumetti Gli animali antropomorfi sono un classico nei fumetti e nei cartoni animati, basta pensare ai celebri personaggi della Disney: abbiamo visto bestie di ogni specie vivere avventure e gag. Molto più raro invece imbattersi in piante parlanti, come succede in Vivi e vegeta, lo splendido fumetto noir di cui vi voglio parlare.

Vivi e vegeta è una graphic novel molto originale, scritta da Francesco Savino e disegnata da Stefano Simeone, che parte dall’idea che le piante si siano rifugiate in un loro mondo per sfuggire alle crudeltà degli esseri umani.

Non si tratta di un fumetto per bambini: definito fin dalla copertina un “noir vegetariano” racconta una storia a tinte cupe e pulp, ma anche ricca di ironia. Il protagonista è il cactus Carl, che arriva nel distretto dei fiori alla ricerca della sua fidanzata scomparsa. Tra spietati girasoli killer, un tulipano tossicodipendente, una viola del pensiero e una misteriosa serra si dipana una trama avvincente. Nel racconto incontriamo anche un combattivo gruppo di ortaggi, nei panni di una banda di bikers senza troppi scrupoli.

il cactus carl, protagonista del fumetto.

Il fumetto è scritto molto bene: come ogni noir che si rispetti ci sono dialoghi incisivi, una trama serrata in cui non mancano suspence e colpi di scena. L’originalità dei protagonisti vegetali e i giochi di parole nella scrittura divertono il lettore. Sul finale non si può dir nulla per evitare spoiler, ma certo non deluderà le aspettative. Gli esseri umani aleggiano come una minaccia latente, vengono citati ma restano assenti nella storia. Il nostro rapporto con la natura poteva essere un tema portante ma sarebbe stato troppo scontato, resta sullo sfondo ed è ancora più presente in questo modo, non manca di far riflettere, anche con l’arma dell’ironia graffiante.

I disegni di Stefano Simeone alzano il tiro e apportano un valore aggiunto con un tratto veloce perfettamente funzionale al racconto e una colorazione che usa le tonalità per rendere le atmosfere della storia. Le piante antropomorfe sono studiate molto bene, coniugando linee sintetiche e dettagli peculiari che rendono riconoscibile la specie vegetale di ogni personaggio.

ortaggi

Nato come web comics pluripremiato oggi Vivi e vegeta è anche disponibile in edizione cartacea, pubblicato dalla Bao Publishing. Il volume si chiude con una piacevole storia natalizia disegnata da Nicoletta Baldari, si torna all’ambientazione vegetale rivista da uno stile grafico e narrativo completamente differente.

[FONTE]